Archivio di maggio 2009
VIII Concorso di poesia ” Kairnac “
Biblioteca di Cergnago
VIII CONCORSO DI POESIA
“KAIRNAC”
Poesia in lingua e in dialetto
Tema libero
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Il cacciatore di aquiloni (Khaled Hosseini)
Il cacciatore di aquiloni
Titolo : Il cacciatore di aquiloni
Genere : Letteratura straniera
Autore : Khaled Hosseini
Editore : Piemme
Il cacciatore di aquiloni, narrando le vicende di due bambini, Hassan e Amir, crea un affresco che rappresenta tutte le vicissitudini che hanno messo in ginocchio il loro paese, dall’occupazione russa alla piaga talebana, dai bombardamenti americani alla presa del potere ad opera del governo fantoccio dell’Alleanza del Nord e parte da una splendida metafora: c’è stato un tempo in cui nei cieli di Kabul volavano gli aquiloni (sport nazionale praticato in Afghanistan) , le cui eleganti evoluzioni rappresentavano la libertà di quel paese.
Poi gli aquiloni non volarono piĂą: era iniziata la tremenda Odissea del popolo afgano.
Amir, figlio del ricco commerciante Baba, vive con il padre in una grande e lussuosa villa con giardino; la madre morì nel dare alla luce il bimbo, cosa che Baba non ha mai perdonato al figlio.
A tener loro compagnia Alì, servitore di Baba e suo figlio Hassan, inseparabile ed adorante compagno di Amir. I due ragazzi formano una imbattibile coppia nei tornei cittadini di combattimenti tra aquiloni: il ricco Amir è il “pilota”, Hassan il suo “secondo”.
Ma l’armonia tra i due si spezza quando una cosa terrificante accade ad Hassan per colpa di Amir: dopo un torneo di aquiloni, in un vicolo buio di Kabul, Hassan viene assalito da una banda di ragazzini, capeggiati da colui che Amir scoprirà essere diventato, in futuro, un capo dei talebani. Amir assiste impotente alla scena, decidendo di non intervenire in aiuto dell’amico, per paura o vigliaccheria. In aiuto di quell’Hassan che lo aveva difeso da sempre.
Questo libro lascia il lettore con il fiato sospeso capitolo dopo capitolo, lo avvince e lo coinvolge dalla prima all’ultima pagina: splendido, emozionante e travolgente; da leggere tutto d’un fiato!
Franca Chicca
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Gino Rocca (Acque tra cielo e terra)
GINO ROCCA
Acque tra cielo e terra
Mostra personale
dal 23 Maggio al 7 Giugno 2009
www.ginorocca.it
Presso la Sala Rosa di Palazzo Meiosi Fracassati realizzata con il Patrocinio del Comune di Budrio e del Circolo Amici delle Arti di Budrio
Si può parlare di arte in svariati modi, con il rigore dello storico, con la conoscenza del critico, con la creativit del poeta, con la passione
dell’artista e della passione per l’arte oggi siamo qui per parlare di Gino Rocca.
Mi piace definire Gino Rocca il pittore della luce e del colore, questo artista riuscito a trovare, per mezzo della luce, la
sua capacità espressiva, perchè per mezzo della luce che i colori acquistano vita nei suoi dipinti.
Studiare e padroneggiare la luce come arrivare al cuore dell’arte pittorica.
C’ nei dipinti di Gino Rocca un senso di attesa luminosa, di solitudine sospesa, una misura del tempo tutta personale, in un mondo descritto da un pittore attento al variare dei cromatismi.
Gino Rocca si misura con il colore quasi in una maniera antica per ci che riguarda il rigore della ricerca colorista, nello stesso tempo ha brillantemente superato i limiti del realismo, riuscendo a sposare la perfezione dell’immagine realista con l’emozione dell’ informale.
L’acqua, che il tema di questa mostra, simile alla luce nel suo essere effimera e mai eguale a se stessa, e questa sfida che Rocca raccoglie diventa ricordo e metafisica del tempo.
Il silenzio e la grandiosità di certi suoi paesaggi sono vissuti in una dimensione concettuale, il bianco delle nuvole, il turchino del mare, si raccolgono in una dimensione vicina al sogno, ecco perchè, a noi che guardiamo, sembra di essere in questi dipinti che riflettono i nostri pensieri.
I riflessi di luce e ombra nell’acqua sono il rovescio della materialitĂ del paesaggio, nel magico istante che contrappone la realtĂ e l’irrealtĂ del sogno.
Rocca rivisita gli sorci naturali, possiede una sicura tecnica e una vocazione innata a fissare sulla tela la multiforme ricchezza del colore.
La trasparenza delle acque, gli struggenti colori degli alberi, gli orizzonti, i mari nordici, quasi scolpiti sulla tela, sono elementi insostituibili nella sua pittura.
L’ impianto del quadro studiato ad arte, i primi piani catturano lo sguardo per condurlo a prospettive pi lontane, le pennellate sono veloci, materiche, vi si vede la volont di fare vibrare il colore ed evocare emozioni.
Dopo tanti anni di ricerche, successi,attenzione all’arte, dopo aver superato i traguardi che la sua stessa capacitĂ gli poneva Gino Rocca può continuare l’emozionante cammino dell’arte che, come sappiamo, non conosce traguardi definitivi, ma lo aspetta per porre altre sfide.
Dott.ssa Fiorella Sales Solferini
Con la collaborazione di Marco Solferini
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Il gioco dell’angelo (Carlos Ruiz Zafon)
Il gioco dell’angelo
Titolo: il gioco dell’angelo
Genere: Letteratura straniera
Autore: Carlos Ruiz Zafon
Editore: Mondadori
Ambientato qualche decade prima dell’Ombra del vento, altro capolavoro di Zafon, nella solita Barcellona che l’autore ci ha già fatto conoscere così bene, questo libro narra la vicenda di David Martin , cresciuto con un unico grande sogno: diventare uno scrittore di successo. Gli inizi, però, non sono incoraggianti e tutto quello che riuscirà a trovare sarà un posto come contabile, presso un piccolo giornale, La voce dell’industria. Qui, per una strana combinazione, avrà l’occasione di pubblicare un racconto, che diventerà il primo di una fortunata serie: I misteri di Barcellona.
Arriva il successo ed arriva anche lo strano interessamento da parte di un ambiguo e potente personaggio, Andreas Corelli, che chiederà a David di scrivere per lui una narrazione religiosa, una sorta di Bibbia, con la facoltà di pescare a piene mani da tutto quello che è già stato scritto; in cambio del lavoro, riceverà una somma esorbitante. Per una serie di motivi, il giovane decide di accettare, ma da quel momento misteriosi colpi di scena sconvolgeranno la sua esistenza e quella delle persone a lui più vicine: dapprima Corelli gli darà appuntamento in una casa di Barcellona che, come David scoprirà in seguito, non esiste più da anni; successivamente, gli restituirà la copia di un libro che David aveva smarrito, ma soprattutto gli predirà il futuro di un amore tra lui e Cristina, una ragazza che incontrerà .
Quello che Andreas non vorrà rivelare a David è che la sua vita è in grave pericolo e l’unico modo per sfuggire alla morte sarà di scrivere per lui l’opera sublime e blasfema da lui richiesta…
Un libro stupendo: la sua lettura ti lascia sempre in bilico tra sogno e realtĂ , non concedendo mai spazio alla ovvietĂ , ma facendoti precipitare negli abissi della mente dei suoi personaggi piĂą inquietanti, tra cui spicca su tutti Andreas Corelli.
Se ne consiglia vivamente la lettura in full immersion!
Franca Chicca
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Il Suggeritore (Donato Carrisi)
Il Suggeritore
Autore: Donato Carrisi
Genere: Thriller.
Il Suggeritore un romanzo intelligente.
La trama narra di una caccia al serial killer.
La squadra della scientifica chiamata a catturare un omicida seriale di bambine capitanata dal criminologo Goran Gavila e affiancata, per le indagini, dallagente speciale Mila Vasquez, con un esperienza maturata sul campo nei casi di bambini scomparsi.
Lo svolgimento avvincente, lAutore riesce abilmente a fotografare mentalmente le scene allinterno delle quali si svolgono i fatti.
Il lettore non solo trasportato allinterno degli eventi, ma ne viene suggestionato da un contino ripetersi di colpi di scena: un vero e proprio crescendo Rossiniano.
Il testo non tralascia anche laspetto didattico espositivo, infatti, molteplici sono le spiegazioni comportamentali, che radicano consapevolezza ed un affezione per la criminologia e le scienze della psiche.
Il romanzo inoltre, si pone come un parallelo, da un lato vi la materialistica sfida che il killer lancia alle forze dellordine, un richiamo scandito dalle note degli omicidi, brutali, efferati, compiacenti con lanimo oscuro di una mente estraniatasi dalla realt.
Ma nel contempo, lazione rivela anche la fallacit dei nostri dogmi: proprio di quelle certezze che fondano il concetto di realt.
Ed su questa mezzaria che sorgono interrogativi di spessore, incertezze riflessive e argomenti di forte personalismo espositivo, pi capaci di provenire dal cuore del lettore piuttosto che dalla mente dellAutore.
Questa innata ricerca di certezze, che sono il tallone di Achille per ogni azione e sopportazione, allinterno dei cicli che compongono lagire quotidiano, ci mette di fronte allo smarrimento animalesco che si crea nel momento in cui il puzzle si frantuma e quel che resta sono frammenti non pi ricomponibili.
Scritto con attenta meticolosit al particolare, scioltezza lessicale e precisione grammaticale, le pagine scorrono affiatate, come maratoneti consapevoli del loro valore.
Testo, quindi, di eccellenza, con stile, grazia che non tralascia possanza e introspezione.
Il Suggeritore anzitutto un romanzo di qualit, che si impone con maestria nel vasto arcipelago del c.d. thriller allamericana.
Marco Solferini
27
I Figli di Hurin (J.R.R. Tolkien)
I Figli di Hurin
“I Figli di Hurin” è un romanzo di J.R.R. Tolkien.
Nella firma, c’è tutto ciò che è stato detto e scritto su un Autore ormai
mito e leggenda del genere Fantasy.
Straordinario cultore e studioso di letteratura, vero pozzo di scienza pensante, questo Maestro indiscusso ha creato un Mondo, la Terra di Mezzo, e narrato dell’uomo, del destino e del mistero che ci lega al fato.
I Figli di Hurin si colloca prima delle vicende de Lo Hobbit e del Signore degli Anelli: questa è un epoca oscura, in cui le forze del male vincono.
E’ il tempo della “Nirnaeth Arnoediad” la battaglia delle innumerevoli lacrime, in cui uomini, elfi e nani, cedono innanzi al potere di Melkor
originariamente il piĂą potente degli Ainur, in seguito meglio conosciuto come Morgoth.
Nei romanzi di Tolkien c’è sempre una grande metafora dell’animo umano.
Questo gigante del XX° secolo ha osservato il Mondo con gli occhi di chi riesce a mettere in prosa i concetti, prima ancora che si svolgano le
situazioni.
Egli parla della vita, dei grandi temi quali l’amore, la perdita, la rabbia,lo sconforto e per ciascuno di essi dipinge un affresco di parole, esaltate
da queste storie bellissime, coinvolgenti, ricche di completezza, nello stile quanto nell’elaborazione.
Noi tutti siamo stati, almeno una volta, Turin, figlio di Hurin e protagonista della sua battaglia con la vita.
Nelle sue scelte, nel compatimento, nella caparbietĂ e infine, nella grande tragedia che aleggia imperturbabile, come se il fato stesso l’avesse voluta, in tutto questo c’è una parte della vita di ognuno di noi.
E’ l’insegnamento che dobbiamo imparare. La grande via che ognuno si aspetta, è una matrigna che sa essere spietata,
subdola, a volte arrogante nella sua onnipresenza.
Eccoci quindi, penitenti, come fuscelli che si credono tronchi inammovibili. Le nostre scelte, il condizionamento che usurpiamo al destino, nell’iraconda illusione di poter condizionare gli eventi, oggi, qui, in questo dramma letterario, si scoprono solo debolezze.
Tolkien è spietato, arricchisce tanto quanto è capace a svuotare di ogni sentimento e alla fine egli omaggia il grande Shakespeare, nel finale di
questa narrazione.
Leggerlo è un atto di coraggio, ritrovarlo dopo anni è un gesto di sapienza, di penitenza, ma anche di glorificazione interiore, perchè la saga che noi tutti conosciamo ed è rimasta impressa nelle menti è sempre lì: eterna, capace come non mai di assimilarsi alla nostra realtà .
Lo scrittore che non muore mai.
La Terra di Mezzo, i suoi drammi, la sua geografia, i popoli, il valore del guerriero, la fallacitĂ del potere, la magia e la supremazia della volontĂ
sono i temi che rendono forte ogni pagina.
“I Figli di Hurin”, come qualunque romanzo di Tolkien, merita di essere stretto fra le dita perchè questa è l’epica del Fantasy.
Marco Solferini
27
Carloluigi Colombo
Carloluigi Colombo tramite la sua arte da lui stesso definita Onirica, vuole gridare al mondo le sue angoscie di uomo contemporaneo,tramite la vasta attivitĂ onirica che assedia da tempo, il sonno e l’animus aeternum dell’artista.
Studiando le sue opere pittoriche si può infatti evincere un colorismo feroce e bestiale ma allo stesso tempo piacevole e spesso sensuale.
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I Libri di Luca (Mikkel Birkegaard)
I Libri di Luca
Autore: Mikkel Birkegaard
Genere: fantastico, thriller
“I Libri di Luca” è un romanzo originale ed entusiasmante.
La storia narra di un gruppo di persone che, da tempo, ma in modo occulto,si adopera in una realtĂ parallela a quella canonica che noi tutti
conosciamo, usando poteri associati all’arte della lettura.
Essi prendono il nome di “*lectores*” e fondano la SocietĂ Bibliofila.
Posseggono capacitĂ induttive che derivano dalla lettura e dall’identificazione che può nascere, nel lettore, con il testo.
Non sono veri e propri superpoteri nel senso classico dell’affermazione,bensì capacitĂ che una parte di questa “elite” adopera per il bene
dell’umanitĂ .
All’interno di questo gruppo si sviluppa una trama che nasce con un omicidio, in parte inspiegabile e che comporta la scoperta, da un lato, di
questo mondo parallelo e dall’altra la rivisitazione dei suoi stessi contenuti da parte di un esterno, di colui cioè che, predestinato fin dalla
nascita, è figlio proprio della vittima.
E’ una lettura introspettiva, ben articolata in capitoli che rappresentano un evoluzione coinvolgente dei personaggi e del relativo ambito in cui
interagiscono.
Si tratta di uno sviluppo imprevedibile, spesso condito dai colpi di scena, che svelano i retroscena di un indagine e di una metafora di quello che è il carattere delle persone, dell’individuo. Persino in un mondo clandestino, parallelo, quasi costretto ad uniformarsi per sopravvivere alla segretezza e nel contempo in perenne lotta per non smarrire la vocazione sua propria.
La natura umana diventa padrona delle motivazioni che ardono nel cuore e condizionano la mente.
La storia è avvincente, per quanti hanno sempre desiderato calarsi oltre la carta stampata: vivere una sorta di realtà virtuale nei panni dei
protagonisti dei tanti romanzi che, come scrigni fatati, attendono di accompagnarci nel loro mondo.
L’arte dell’Autore nasce da un superbo dosaggio delle misure con le quali gestisce l’evolversi della trama, l’animo del protagonista, i rapporti con i personaggi che incontra e della credibilitĂ a fondo di una storia, certamente di genere fantastico.
Ma è anche l’opera di chi riesce a sapersi, inventare con spirito creativo ed innovativo.
C’è infatti in Birkegaard un autocontrollo letterario, frutto di una preparazione stilisticamente completa che gli consente di prendere per mano
il lettore e, senza mai strattonarlo, condurlo, passo dopo passo, in questa avventura.
“I Libri di Luca” è un romanzo per quanti sanno appassionarsi alla lettura con rispetto e credono in quella parte della favole che rappresentano sempre il fondo di veritĂ .
Marco Solferini
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Poesie di Manuel Caccone
Appassionato di poesia, Manuel Caccone si è qualificato finalista al premio XX G.G.Belli con “Amo ripenso e dunque sono” concorso in cui hanno preso parte e vinto poeti giĂ affermati.
La poesia è mediata da uno stile leggermente prosastico e da una musicale cadenza dantesca. Parla dell’amore nelle sue varie sfumature.
“In un letto dimenticato” è la poesia con la quale ha avuto una menzione speciale al Concorso Nazionale di Poesia di Telese terme.
La poesia è incentrata sulla descrizione della bellezza di una donna tra ricordo e rimpianto; con sfumature nerudiane.
Con la poesia “Fusa di Spiriro” ha avuto un’ennesima menzione speciale al Concorso X Nazionale Tindari Patti.
E’ un sonetto di chiara tendenza dantesca come qualche stralcio di moderno.
Manuel Caccone è tuttora finalista al premio Mario dell’Arco 2009 e gli faccimo i migliori in bocca al lupo!
Per leggere le poesie cliccare sui nomi delle stesse evidenziati in rosso
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Profumo dell’anima (Gigliola Biagini)
Titolo: Profumo dell’anima
Autore: Gigliola Biagini
Editore: Sovera
La normale vita di una donna può trasformarsi all’improvviso in una micidiale spirale di caos esistenziale che tenta di risucchiarne l’anima.
Si può sfuggire? Sì, si può.
Bianca, la protagonista, donna caratterialmente contraddittoria,non si farĂ stritolare dalle avversitĂ e dal dolore, ma sarĂ capace di darsi una serenitĂ interiore in un rinnovato equilibrio.”
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