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Domenico Monteforte

“ Idi di Marzo ” ( Valerio Massimo Manfredi )

“Idi di Marzo”


Autore: Valerio Massimo Manfredi

Genere: Storico

“Idi di Marzo” è il romanzo di una Roma che appartenne ad un sogno di grandezza come solo l’animo di un uomo, che divenne un guerriero e seppe indossare le vesti dell’Imperatore, fu in grado di concepire.

idi-di-marzoE’ la storia dell’uomo che noi tutti conosciamo, dai libri che giacciono impenitenti sui banchi della scuola: Caio Giulio Cesare.

Forse l’ultimo vero imperatore dei romani. Dell’impero.

I suoi ultimi giorni sono costellati di eventi, ricchi di impeto e nel contempo floridi di dubbi: atavici come la virtù cui un ré non può sottrarsi.

La debolezza del corpo, la forza dello spirito. Un alternanza che è conflitto e desiderio di ribellione.

L’intrigo del potere, la perenne lotta fra l’equilibrio e la perdizione.

Questi sono gli elementi che tacciono rumorosamente nel cuore del conquistatore. Colui che ha piegato avversari invincibili, che ha vissuto l’amore con passione e le decisioni con dolore, ma senso della ragione.

L’Autore conia l’effige indelebile di un personaggio che appartiene alla Storia d’Italia, la cui vita ha ispirato poeti, scrittori, sociologi, persino filosofi. Ma c’è sapienza espositiva nella narrazione. Realismo e logica si fondono, mettendo d’accordo persino Aristotele e Bacone. Questa è l’indiscutibile arte di Manfredi.

Uno scrittore senza età che riesce a realizzare ciò che desidera con la mano del pensiero e il dotto linguaggio della letteratura.

Padroneggia un infinità di esperienza e una conoscenza che fa della consapevolezza il martello con il quale forgiare ogni vicissitudine, attribuendole spessore e possanza.

Linearità espositiva, semplicità e sintesi nella descrizione efficace dei grandi paesaggi del passato, di una Roma, oggi, forse più mitica che archeologica.

Il lettore non potrà che rimanere piacevolmente soddisfatto come dopo aver assaporato un buon vino: una degustazione che lascia il segno, rinvigorisce l’indole della conoscenza e spinge oltre il baratro della banalità.

Indubbiamente, Manfredi è un ottimo antidoto contro la superficialità e il crogiuolo di piccole e grandi follie che albergano nella grande piazza della quotidianità.

Avvincente la descrizione storica del tradimento. Sottile, infida, celata per quanto resa evidente da un egoismo presuntuoso, ecco come si presenta la mano che muove, sulla scacchiera degli eventi, l’omicidio.

L’arroganza del fato, ineluttabile come certamente il lettore potrà percepire nello scorrere di questa clessidra di carta, dove le parole sono granelli di inesorabile sabbia.. fino al momento ultimo. Per viverlo, come se stesse accadendo.

Le “Idi di Marzo” sono gli ultimi giorni di Cesare, colui che scrisse la storia, leggiamole con penitente ammirazione e coraggio.

Marco Solferini

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mag

7

  1. Ho letto il romanzo tutto “d’un fiato”, l’ho trovato molto coinvolgente e ricco di suspance.
    Cesare va incontro al suo fato con dolente rassegnazione e coraggio, ma anche, secondo la mia interpretazione, con la consapevolezza di dover scontare qualcosa (”Perché ho fatto uccidere Vercingetorige?”)
    Affascinante, quanto complesso, anche il personaggio di Bruto. La sua adesione e il suo agire all’interno della congiura, pare, in certi momenti, sfiorare la follia.
    Fredda e calcolatrice (come me la sono sempre immaginata) la regina Cleopatra.
    Una splendida pagina di storia.

    Commento di Noris Kamm — 29 ottobre 2009 il 18:31

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