Social Benefit Blog get adobe flash player
Cerca:

Social benefit su Facebook

Social benefit su YouTube

Social benefit su eBay

Social benefit

Domenico Monteforte

Archivio di luglio 2009

 


l’Infinito di Leopardi recitato da Gasman

Clicca quì per ascoltare l’Infinito di Giacomo Leoprdi recitato da Gasman

L’INFINITO

( Giacomo Leopardi)


Sempre caro mi fu quest’ermo colle,
E questa siepe, che da tanta parte
Dell’ultimo orizzonte il guardo escude.
Ma sedendo e mirando, interminati
Spazi di lĂ  quella, e sovrumani
Silenzi, e profondissima quiete
Io nel pensier mi fingo; ove per poco
Il cor non si spaura. E come il vento
Odo stormir tra queste piante, io quello
Infinito silenzio a questa voce
Vo comparando: e mi sovvien l’eterno,
E le morte stagioni, e la presente
E viva, e il suon di lei. Così tra questa
ImmensitĂ  s’annega il pensier mio:
E il naufragar m’è dolce in questo mare.

lug

24

Non tamo come se fossi rosa di sale (Pablo-Neruda)

Clicca quì per ascoltare la versione Audio di: Non tamo come se fossi rosa di sale(Neruda)


Non t’amo come se fossi rosa di sale

Non t’amo come se fossi rosa di sale, topazio
o freccia di garofani che propagano il fuoco:
t’amo come si amano certe cose oscure,
segretamente, entro l’ombra e l’anima.
T’amo come la pianta che non fiorisce e reca
dentro di sè, nascosta, la luce di quei fiori;
grazie al tuo amore vive oscuro nel mio corpo
il concentrato aroma che ascese dalla terra.
T’amo senza sapere come, nè quando nè da dove,
t’amo direttamente senza problemi nè orgoglio:
così ti amo perchè non so amare altrimenti
che così, in questo modo in cui non sono e non sei,
così vicino che la tua mano sul mio petto è mia,
così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno

lug

24

Ilaria Meli

ILARIA MELI


La sua pittura è legata a una intenzione fortemente coloristica,  usa soprattutto i colori ad olio, applicando il colore sul supporto (tela o legno) in maniera molto corposa, come se  fosse il colore stesso a comporre l’immaginario dell’artista, attraverso lo spesso strato pigmentato.
La forma che crea è un immagine dettata e riprodotta dalla mente e dai suoi ricordi, dotata di un movimento tremulo, frammentato e deformato, è prodotto da ciò che si ricorda, quindi appare composta per lo più da toni di colore e contorni indefiniti, ma supportata dalle linee compositive importanti.
Per quanto riguarda la punta secca è una passione in via di sviluppo, ma per l’artista è una tecnica dotata grandi porprietĂ  espessive e di una forza tale che proviene dal graffio inciso con forza e foga sulla lastra, per poi essere stampato con grande curiositĂ  di scoperta.
Sarebbe molto interessata ad affrontare la professione di illustratrice in quanto ha una fervida immaginazione ed è affascinata dalla libertà espressiva che può offrire.

lug

16

Rec. cong.di “Angeli e Demoni e Gli Illuminati di Baviera”

Recensione di: “Angeli e Demoni” e “Gli Illuminati di Baviera”



Genere: Avventura / romanzo storico

Autore: Dan Brown / Augustin Barruel


Angeli e Demoni è un romanzo d’avventura.

Gran parte di quello che è possibile scrivere, sull’opera letteraria, si mischia inevitabilmente con il nome dell’Autore, Dan Brown, a causa delle vicissitudini legate al Codice da Vinci.

angeli-e-demoniIn verità, Angeli e Demoni è stato scritto prima (nell’anno 2000) ed è certamente una narrazione dallo stile avvincente, e coinvolgente, ma in nessun caso archeologicamente blasfema.

Anzi, i rilievi storici ed artistici sono precisi ed entrano a far parte di quella che è o meglio vuole essere, la figura del protagonista: il Prof. Robert Langdon

Questo personaggio è una sorta di testamento vivente e biologico dell’Autore.

Infatti, il nome è anzitutto ispirato da una persona vivente, John Langdon: professore di tipografia alla Drexel University.

Costui crea degli “ambigrammi” e cioè delle scritte che possono essere lette sia da destra che da sinistra oppure sia da sopra che da sotto.

Il che li distingue dai c.d. palindromi, che invece possono essere letti solo, tanto da destra quanto da sinistra.

Il più famoso di quest’ultimi risale al Medioevo ed è un “semplice” indovinello latino: “In girum imus nocte, ecce, et consumimur igni” La frase può essere letta anche a ritroso ed il significato non cambia.

Nell’epoca passata si ipotizzava che le frasi c.d. palindrome avessero una valenza magica o meglio esoterica, e che fossero formule da pronunciare per poi bruciare il foglio sul quale erano scritte.

L’origine invece, si fonde con la leggende e si presume che l’inventore sarebbe stato il poeta greco Sotade, vissuto nel III secolo, in Alessandria d’Egitto.

Anche gli ambigrammi sono stati tacciati avere significati esoterici, ma piĂą spesso per scopi commerciali, data la loro natura curiosa e accattivante.

Il Professore del romanzo, insegna presso l’Università di Harvard ed è un esperto di simbologia religiosa.

Portatore di un bagaglio di conoscenza, il Professore si scontra con una realtà da thriller all’americana, fatta di mistero, inseguimenti, uccisioni e personaggi ambigui, sullo sfondo della Città del Vaticano.

Ovviamente, lo stile è quello avventuroso, con rapidi cambi di scena ed un evoluzione vorticosa che punta al momento più drammatico: la rivelazione, metaforica, dell’ambivalenza del potere.

Da un lato infatti, la centralità del credo religioso sembra in conflitto con la natura umana della credenza intima e terrena dell’equilibrio.

La Chiesa, viene rappresentata non come un Istituzione che genera persone, bensì individui che ne entrano a far parte e certamente sviluppano un ego che non necessariamente è una simbiosi di natura teologica con le sacre scritture.

In altri termini, la natura umana prende il sopravvento, anche se si tratta di religiosi, ma l’Autore insinua il dubbio che questo accada solo nel gli-illuminati-di-bavieramomento di “vacanza” dall’ordine e dalla gerarchia cui la Chiesa è votata, infatti, la vicissitudine si svolge durante un Conclave, per l’elezione di un nuovo pontefice.

La c.d. setta degli Illuminati è un argomento assai più complesso e ci introduce al secondo testo di questa recensione.

Va detto che, è esistita veramente, e chiunque voglia leggerne in proposito può cercare in libreria il testo di Johann Adam Weishaupt che si intitola: “Gli illuminati di Baviera” (è tradotto anche in Italiano) oppure documentarsi tramite l’onnipresente wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Illuminati

L’origine risale al 1776, ma secondo alcuni studiosi la si potrebbe retrodatare di qualche anno per via del fatto che in precedenza era un semplice “progetto”.

La natura dell’organizzazione era di stampo Massonico, non a caso in quel periodo storico sorgevano innumerevoli Logge Massoniche in tutta Europa. Va rammentato che è del 1717 la costituzione della Gran Loggia D’Inghilterra.

Le società segrete, si potrebbe affermare, come fossero all’ordine del giorno o meglio, della notte, visto che buona parte dei riti erano officiati al calare del sole.

Il punto è che, a differenza di molte altre Istituzioni (termine comune, nel dialogo, per identificare la Massoneria, senza citarla), quella degli Illuminati, funzionò.

In che modo? Beh.. diciamo che riuscì a creare un forte corporativismo introducendo un concetto che successivamente le valse la nomea sinistra ed occultista: il sacrificio.

Non una banalità ritualistica o fisica, bensì una devozione che sfociava nell’apertura incondizionata dei cancelli del proprio “Io”: l’ego dell’uomo intimamente legato alla sua intrinseca ed interiore evoluzione.

Si potrebbe affermare che gli Illuminati sacrificano la ragione all’altare dell’evoluzione, la cui rinascita comporta la creazione di un individuo macchinoso e contorto che fa dell’incompletezza interiore una arma per il controllo di sé e della società, intesa come sistemi interagenti a matrice complessa.

In un certo senso gli Illuminati ebbero a considerare non tanto l’Obbedienza alle regole e allo stile, oltre che la segretezza finalizzata al concetto di Fratellanza, bensì la rottura di ognuno di questi elementi. In estrema sintesi, la principale debolezza umana: l’errore.

Cerco adesso di fare un breve excursus basandomi su innumerevoli letture e senza assumere il tono saccente della didattica.

Anzitutto, la Loggia degli Illuminati è esistita e, secondo fonti, non ufficiali, si è anche più volte ricostituita.

Recentemente, non pochi sono stati gli ex. aderenti al Grande Oriente Italiano (c.d. GOI, la prima Obbedienza d’Italia) al centro di una presunta ricostituzione degli Illuminati, secondo una stampa “underground”, peraltro con sede, niente di meno che, a P.zza di Spagna, in Roma!

Di fatto, pare che gran parte della documentazione relativa alle ricostruzioni dei tentativi di rifondazione della Loggia siano segreti.

Soprattutto, per quanto concerne un potentato bancario internazionale che ebbe a coalizzarsi nei confronti del comune nemico socialista/comunista, del passato, e che avrebbe visto come partecipi i vertici di alcune delle più importanti e note case d’affari o c.d. marchant banks.

In effetti, la notizia che si fonde con la diceria, e che non ha fondamento di prova alcuna, vorrebbe le liste degli aderenti al sicuro, in una cassetta di sicurezza di una Banca Svizzera (Banque Piquet) o perlomeno, si sostiene, che ci siano stati.

Certo che, se il c.d. Vangelo secondo Giuda era custodito in una cassetta di sicurezza della Long Island (USA), non vedo perché, i Confratelli Illuminati, non possano starsene tranquillamente in Svizzera!

Tali liste sarebbero rigorosamente cartacee per il timore ossessivo di essere oggetto di atti di pirateria informatica, che potrebbero sottrarre tali nominativi.

Del resto questo tema è lungamente sostenuto da una copiosa bibliografia degli eventi legati alle Logge Massoniche, che prendono sempre come depositari delle liste o Professionisti, con i loro armadi chiusi a chiave, oppure altri soggetti con cassette di sicurezza oppure casseforti, stile film americano.

Ma ovviamente questa verità diventa un romanzo: è assai facile divagare su argomenti come questi e gli spunti per una narrazione non sono certo pochi.

Di veritiero c’è che praticamente tutte le Istituzioni Massoniche hanno, nel corso dei secoli, cercato di applicare i precetti di Johann Adam Weishaupt.

Addirittura, non molti sanno che, persino il celebre occultista inglese Aleister Crowley fu iniziato ad una Loggia Massonica, pesantemente ispirata ai contenuti degli Illiminati e non solo.

Sganciatosi dalla Fratellanza, l’occultista seguì altre pratiche, ma nel mentre della sua permanenza ebbe modo di conoscere un altro personaggio che non poco trasse dagli insegnamenti massonici illuminati, la sua ispirazione per creare un movimento: si trattava di Ron Hubbard, che creò Scientology.

Hubbard infatti nel 1945 conobbe e frequentò (le ragioni sono oggetto di una lunga serie di opinioni divergenti) uno dei protetti di Crowley, tale Parsons.

Il meccanismo di apertura praticato da quest’ultima associazione, la c.d. confessione per scalare i gradi o, come sono definiti in questo caso gli “O.T.” è esattamente uno dei precetti applicati da Weishaupt.

Come sopra ho spiegato, infatti, il timore di Weishaupt era quello che, il legame iniziale cioè l’adesione attraverso l’iniziazione, si potesse, con il tempo, affievolire.

Questo sarebbe potuto accadere per molteplici ragioni: forse per scarsa adesione, ma anche per altri fattori, come per esempio una debolezza dovuta a un ricatto o magari il timore della morte che avrebbe avvicinato ad altre credenze, non ultima quella religiosa.

Di fatto Weishaupt aveva compreso quanto poteva essere inaffidabile l’animo umano e, in particolare ebbe a preoccuparsi di come le stesse società segrete si sarebbero potute spaccare per insidie del tutto interne.

Quindi, la confessione dei peccati, se pubblica, fungeva da arma di liberazione interiore, ma anche di potenziale ricatto.

Basti pensare, per esempio, cosa avrebbe potuto significare il rendere noti, magari anche producendo prove, certuni interessi sessuali o prassi di carriera.

Una considerevole applicazione di questi precetti degli Illuminati, fu fatta, poi, dalle giovani confraternite americane che ebbero a funzionare particolarmente meglio di quelle piĂą vecchie europee.

Infatti, mentre nel vecchio continente si affermava il flagello delle lotte intestine, spesso determinate da Logge che si trasformavano in veri e propri alveari di raccomandazioni e favoritismi per gli aderenti e la relativa prole, in America certune applicazioni dei precetti Illuminati, fondavano potenti e assai influenti confraternite.

In particolare, di provenienza universitaria che successivamente ebbero anche un riflesso notevole in alcuni ambiti della societĂ  americana.

In effetti, alcune organizzazioni relative ai servizi segreti, quali ad es. l’OSS, antecedente della più nota CIA, ebbero una fortissima infiltrazione massonica al loro interno, proprio da quelle Logge che applicavano i criteri degli Illuminati.

La crisi Massonica del vecchio continente, del resto, è stata ben sintetizzata nella lettera che Lord Northampton ha pubblicato nel 2008 e dalla cui lettura ci si può fare un idea interessante di come si lo stesso Lord a dichiarare che la Gran Loggia Unita d’Inghilterra sta attraversando una profonda crisi.

E’ veramente interessante, per lo studioso, comparare quello che è scritto nella lettera con i timori di Weishaupt: c’è coincidenza.

Per esempio, Lord Northampton critica apertamente il meccanismo di ingresso nella Massoneria e il poco tempo con cui si accede ai gradi superiori che non consente di acquisire un adeguata padronanza della ritualistica, la quale sembrerebbe decaduta a prassi giudicate noiose da molti Confratelli.

C’è una prevalenza del materialismo ad usufrutto carriera che inevitabilmente sfocia nel personalismo e come tale rende difficile la c.d. Obbedienza, portando alla creazione di vere e proprie correnti di pensiero, a volte talmente distanti da dequalificare il concetto stesso di fratellanza.

Weishaupt fu certo in anticipo sui tempi.

Tuttavia, va infine aggiunto che, a differenza del dato storico e dei riferimenti esoterici oltre che archeologici, la loggia degli Illuminati era particolarmente pratica e scarsamente interessata all’esattezza della ritualistica, che in effetti semplificava brutalmente.

Questo era dovuto al fatto che, secondo Weishaupt il miglior modo era sfruttare, o meglio controllare, i c.d. stolti, cioè persone facili da controllare perché amanti dei piaceri terreni e non abituati a coltivare l’intelligenza.

A quest’ultimi era il si il caso di insegnare, ma cose semplici e non troppo complesse.

Non a caso, le Logge piĂą giovani, che ne hanno adottato i precetti, oltreoceano, sono lontane dalla correttezza ritualistiche piĂą antica, che rappresenta un enorme bagaglio culturale massonico (troppo lungo per essere, anche solo sinteticamente espresso in questo ambito).

Si può pertanto concludere affermando che, gli Illuminati sono morti, sepolti e poi, proprio come vuole la tradizione Massonica, rinati! Ma ciò è accaduto attraverso gli scritti e l’interpretazione degli stessi.

Ovviamente, non tutto ciò che è stato, può considerarsi veritiero, nella ricostruzione, perlomeno non al 100%, peraltro, buona parte di questi argomenti sono stati spesso oggetto di teorie del complotto globale o altre fantasiose affermazioni.

Certamente il lettore potrà, se lo desidera, andare in biblioteca e libreria per leggere il libro su Weishaupt, scritto da Augustin Barruel: “Gli Illuminati di Baviera” e dopo, magari, “Angeli e Demoni”. Il primo per conoscere una parte della storia, il secondo per appassionarsi ad una trama avvincente.

Dott. Marco Solferini

lug

9

Il paese dei bambini che sorridono (Pam Cope )

copj1paese-dei-bambini-che-sorridono-coverIl paese dei bambini che sorridono

AUTORE: Pam Cope

GENERE: Letteratura internazionale

EDITORE: Piemme



Pam vive felicemente fino al giorno in cui Jantsen, suo figlio quindicenne, muore

improvvisamente, in un giorno d’estate. Da quel momento, l’esistenza serena della famiglia viene sconvolta e Pam, annichilita dal dolore, precipita in uno sconforto così grande che sembra volerla annientare. Le opportunità sono due: lasciarsi andare o reagire. Così, decide di farsi forza ed accetta di unirsi ad alcuni amici che partono per il Vietnam. Una volta arrivata, la realtà con la quale viene a trovarsi la sconvolge: dietro le accattivanti immagini turistiche di quella terra, si nasconde un mondo in cui migliaia di bambini vivono in strada, in balìa di se stessi, costretti a mendicare o a fare lavori pesantissimi per procurarsi da vivere. A questo punto, Pam sente riaccendersi in lei la luce della speranza: ora comprende che il dono di Jantsen è quello di essere approdata lì per occuparsi di quei bimbi e strapparli alle malattie e alla schiavitù. Sarà lei a fare in modo di riportare sui loro volti la luce del sorriso. Sa perfettamente che non sarà facile, ma ora è sicura che niente e nessuno potrà più fermarla…

“ Questa è una storia emozionante ed avvincente, che sa arrivare direttamente al cuore: la protagonista, piegata da tanto dolore, riesce a rialzarsi e scopre che l’amore profondo e caparbio che è in lei, la porterà a superare tutti i confini. ”


Franca Chicca

lug

7

“ Gomorra ” di Roberto Saviano

“Gomorra”


Autore: Roberto Saviano

Genere: Drammatico

“Gomorra” si è legittimato sul campo come un caso editoriale.

E’ una storia di casa nostra, un testo autobiografico ed esperienziale, che trae spunto dalla realtĂ  di una malavita organizzata sinonimo di un espressione popolare, ma non populista.

gomorraL’Autore, comincia narrando eventi che si svolgono al porto di Napoli, esperienze vissute in prima linea e poi carica il Kalashnikov dell’informazione, come i camorristi, nel suo resoconto, caricano quelli veri, a mano armata.

E’ una raffica di nomi: luoghi associati a Famiglie malavitose.

E’ una storia che fa del dettaglio una sorta di spiegazione maniacale, come se, una volta aperto il Vaso di Pandora, niente deve rimanere al suo interno.

Nomi e cognomi, tecniche di spaccio, circostanze, situazioni.

Ogni cosa forma un grande puzzle che da Napoli, si propaga ai comuni limitrofi, alle realtĂ  meno conosciute. Un Mondo dove solo le forze dell’ordine resistono all’assuefazione, alla consapevolezza reale di una nuova vita.

Un disagio accettabile? Secondo l’Autore, no di certo. Saviano è giornalistico, ma non tralascia una critica di fondo, che attraversa la morale come la stoccata di un fioretto: questo è quello che è, ma non ciò che potrebbe essere. Il messaggio è chiaro.

Gomorra è un pedissequo ripetersi degli incubi conosciuti, perché in Italia la parola mafia la si impara sempre troppo presto. Alcuni poi, ci convivono fino al giorno in cui, diventano una cosa sola.

Eppure, quand’è che finalmente noi, la gente ci sveglieremo, quelli che pensano sempre “queste cose abitano lontano dai nostri problemi, perchè in fondo noi siamo diversi, non finiremo mai in un telegiornale alla voce :cronaca”. Quand’è che la misura è colma?

A questo interrogativo non c’è risposta, nemmeno quando leggi di omicidi così brutali, ingiusti e freddi, gelidi di violenza meccanica, nemmeno allora puoi avere la sensazione che qualcosa stia finendo perchè dietro ogni porta si nasconda un altro inganno.

E’ un romanzo di violenza, ma non sulla violenza, forse cita uno spaccato dell’animo umano, dove i ragazzini diventano grandi, quando si fanno scaricare colpi di pistola sul giubbotto antiproiettile.

Dove un mafioso pesta un tossico per cercare rianimarlo, dopo avergli dato una dose tagliata male.

E una ragazza, ha la sola colpa di essere fidanzata con la persona sbagliata, perciò deve morire di una morte orrenda, brutale, come la punizione per chi si oppone al potere.

Ed è un romanzo di soldi. Tanti. Partono dal cemento, finiscono ovunque: una marea oltre la diga dell’omertĂ  e della paura.

Infine, una domanda aleggia perpetua, ma lo Stato dov’è? Quando tutto tace e all’alba un nuovo giorno comincia, a Gomorra, uno come tanti che la maggior parte della gente si augura di non dover vivere mai.

“Gomorra” è un romanzo sui principi, etica e valori, il problema è che racconta di un mondo dove non esistono.

Marco Solferini

lug

7

Antonio Laglia

laglia14

Antonio Laglia

Frequenta il liceo Artistico a Roma dove incontra il Maestro Enrico Gaudenzi .

Studia all’Accademia di Belle Arti di Roma al Corso di pittura del Maestro Alberto Ziveri, ed incisione con il maestro Arnaldo Ciarrocchi.

Per visionare il suo curriculum artistico CLICCA QUI’

CRITICA

La frequentazione dei maestri del Realismo del passato e del presente ha confermato Antonio Laglia nel suo percorso di fedele aderenza al mistero e alla ricchezza che deriva dal rapporto con il vero.

Come disse Caravaggio, per lui la pittura consiste nel mettere lo stesso impegno nella realizzazione di una figura come nel ritrarre di un vaso di fiori; è un genere di arte che impegna il pittore anche sotto il profilo morale ed esistenziale: non si tratta di fare oggetti per il godimento del pubblico ma di scoprire e trasmettere una profonda vertigine che è quella del contatto con l’intimità del vero.

Anche nella psicanalisi ricorre il l’opinione che, di fronte ad una verità senza veli, l’essere umano tenda a ritrarsi e costruire degli adattamenti, a rivestirla in modo più accettabile per la sua sensibilità. Ciò che sembra così innocuo - l’indagare nel profondo della quotidianità - può invece riservare fortissime sorprese perché niente è come appare e la verità scoperta di nuovo è sempre sconvolgente.

Caravaggio diceva anche che la sua stima andava ai pittori che si riferissero, nel dipingere, al modello in posa, non al repertorio della fantasia. Anche questo è un aspetto tipico della pittura di Antonio Laglia. Dietro ai sui quadri ci sono lunghe sedute di posa nelle quali il rapporto umano con il modello (oppure di semplice contemplazione nel caso di oggetti) è stato determinante.

Lo spettatore poco esperto potrebbe essere portato a sottovalutare la densità di queste opere perché la nostra epoca ci ha abituati alla pittura di derivazione fotografica che, però, è tutt’altra cosa rispetto al lento e tenace lavoro di riscontro sul vero reale. La qualità che ne deriva penetra lentamente nella sensibilità di chi osserva il quadro ma tende a radicarsi profondamente ed a lasciare un segno indelebile.

Storico dell’Arte Gianluca Tedaldi

Alcune opere di Antonio Laglia

Per Info: Tiziana Di Bartolomeo www.espressionidarte.it

lug

6

Copyright © 2009 Socialbenefit. Tutti i diritti riservati - Tutte le immagini e i testi sono dei relativi proprietari - Blog by Os2 Creazione siti internet