La solitudine dei numeri primi(Paolo Giordano)
“La solitudine dei numeri primi”
Genere: Letteratura Italiana, sentimentale, drammatico, esistenziale.
Autore: Paolo Giordano
La crudeltĂ epica della coscienza.
Il racconto di eventi che, nella semplicità sterile di un fatto, fotografano l’istantanea di un età .
Puntellano la crescita, scrivono un tratto di DNA della personalitĂ .
La sensibilitĂ matematica di due anime: gemelle nella difficoltĂ di una esistenza, che rasenta i limiti della sopravvivenza.
L’attrazione delle similitudini, l’irriverenza del fato.
L’Autore, Giordano, scrive con maestra scienza la formula dell’esistenza: il senso comune di una rappresentazione enigmatica, ma straordinariamente vera.
Perché sappiamo che ci sono episodi della vita che sono come un pugno nello stomaco. E l’Autore ce li riporta per quello che sono, senza metafore.
Per questa ragione, nel romanzo, c’è un po’ di ognuno e per ciascuno, qualche grammo di un tempo passato, tanto in Alice, quanto in Mattia.
Tuttavia, è il minimo comune denominatore dell’originalità che va oltre persino all’inevitabilità delle similitudini: essi non possono e non sono mai uguali
Mattia e Alice non sono e non potrebbero mai essere come chiunque altro legga a loro storia.
E’ la distanza che avvicina: l’essenza di un abbandono che sembra il preludio ad un nuovo ritorno.
Il lettore non solo è affascinato da una scrittura potente, costante, elaborata secondo la regola dell’arte, ma altresì condotto per strade maestre e cunicoli nascosti della mente, che dominano il comportamento, seppure attraverso i dubbi dell’adolescenza.
Questo romanzo parla, con la voce dell’Io, di solitudine, ma anche di comprensione, atteggiamenti e di una vita che trascorre o, se vogliamo, secondo Eraclito, scorre.
L’apprendimento che se ne può trarre è un insegnamento sapiente: attraverso il fardello della consapevolezza nelle proprie responsabilità noi cresciamo simili ad una metafora inspiegabile, priva di sostanza e soltanto quando accettiamo quel che siamo, trasmutiamo in ciò che potremmo essere.
Coloro che hanno la fortuna di leggerlo ne rimangono impregnati, come se l’inchiostro diventasse il proprio sangue, e questo perché ci sono capitoli che non vanno via, che si attaccano addosso e ritornano, nella riflessione episodica.
E’ un opera d’arte letteraria. Scandita con realismo, sapienza anestetica e capacità di sintesi essenziale.
Dopo la lettura possiamo affermare: “noi siamo e potremmo essere”, coltivando l’intimo timore della debolezza e partorendo azioni che sono molto più figlie della paura piuttosto che della ragione. Eppure siamo i Figli della scienza illuminata.
L’Autore non è stato soltanto bravo dal punto di vista letterario, ma superbo per la testimonianza umana del suo scritto. Uno straordinario talento giovane che onora l’Italia di quanti scrivono con la mente e con il cuore, leggendo per passione e conoscenza personale.
“La solitudine dei numeri primi” è un romanzo d’eccellenza, da leggere, custodire, prestare e di cui discutere, con gli amici e conoscenti di sempre. E’ un omaggio all’intelligenza narrativa.
Marco Solferini
Tag: Libri, Marco Solferini, Recensioni
19
Non vi è ancora nessun commento.




