Archivio di marzo 2010
Facebook caffè
Nel “facebook caffè” ognuno ritrova se stesso e i propri pensieri. Pensieri che agitano il cuore, che rattristano, che rallegrano. Episodi e momenti di vita sbalzati come schizzi su una pagina bianca. Reperti di vita vissuta. E ognuno scopre la propria intimitĂ , ognuno intuisce i propri stati d’animo, ognuno condivide le proprie emozioni in un’inaspettata complicitĂ con se stesso. Facebook caffè nasce da un’idea di Loredana Costantini e rappresenta il punto di incontro di numerosi autori che hanno dato il loro contributo con il proprio racconto, autori che sono stati selezionati proprio sul piĂą famoso social network e che hanno dato vita al primo libro scritto dagli utenti di facebook. Un’antologia di oltre 60 racconti narrati da piĂą di 50 autori ciascuno spinto in questa nuova avventura da un solo e unico desiderio: scrivere Scrivere per far conoscere le proprie emozioni, le proprie esperienze, i propri sentimenti E i propri pensieri
Facebook caffè – Il luogo dei pensieri.
Da un’idea di: Loredana Costantini.
Prefazione: Andrea Caponnetto.
Foto copertina: Maria Laura Di Sano.
Disponibile in tutte le librerie dal 9 marzo 2010.
Edizioni R.E.I. di Italo Degregori.
Un’antologia di 65 racconti narrati da 50 autori selezionati sul più famoso social network che hanno dato vita al primo libro scritto dagli utenti di Facebook.
Dora Millaci
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Il labirinto d’acqua - Eric frattini
Autore: Eric frattini
Genere: narrativa, archeologia, thriller
“Il labirinto d’acqua” è un romanzo d’avventura, molto ben organizzato, che muove i suoi passi, in uno sfondo storico-archeologico, collocabile fra il contemporaneo e l’antico.
La narrazione è incentrata sul ritrovamento del Vangelo secondo Giuda.
L’apostolo, che secondo la tradizione cristiana, accettata dalla Chiesa cattolica, tradì Gesù, consegnandolo alle autorità del Tempio di Gerusalemme e per effetto, a Ponzio Pilato, Prefetto e massima autorità romana della regione, in questo Vangelo, viene riabilitato.
L’Autore, romanza una vicessitudine che si è effettivamente verificata, tanto è vero che la storia del ritrovamento del Vangelo di Giuda e la sua pubblicazione, ad opera della National Geographic Society, nel 2006, ha creato un caso sicuramente molto dibattuto fra gli innumerevoli studiosi dell’antichità e della storia delle religioni.
In particolare, la questione ancora oggi non del tutto chiarita, riguarda l’effettiva datazione del manoscritto, ed il presupposto, mai accertato, che sia stato, a sua volta la riproposizione, di un testo piĂą antico, di provenienza Greca (il Vangelo invece, è scritto in cristiano copto).
Il Romanzo quindi, prendendo spunto dall’attualità storica contemporanea, narra le vicende di questo ritrovamento, attraverso la storia di una Famiglia di archeologi e galleristi: i Brooks, la più giovane, Afdera, ereditiera di una cospicua fortuna Famigliare e di un nutrito numero di conoscenze, da parte di sua nonna, Crescentia Brooks.
L’avvincente mistero del manoscritto, tanto nella dinamica del ritrovamento quanto nel suo contenuto, si tramanda dall’anziana alla nipote, con carico di aspettative e ricco di drammatiche quanto sconvolgenti rivelazioni, che trasportano il lettore attraverso il mondo della cristianità , alla ricerca di un tesoro perduto: la conoscenza.
Afdera è un irriverente e spesso atipica studiosa, che si muove con caparbia, determinazione e un pizzico di egoismo, frutto della sua sete di verità .
E’ un personaggio difficile, che tuttavia l’Autore riesce a caratterizzare nel miglior modo, in quanto, rifuggendo dagli stereotipi (innumerevoli) dell’archeologo e del ricercatore, trova nella sua spesso imprescindibile indole caratteriale, volubile quanto poco prevedibile, una sorta di evoluzione costante, che cresce con lo scorrere delle pagine.
Da sottolineare, le innumerevoli testimonianze storiche che lo scrittore ci regala in piĂą momenti: sempre precise, puntuali e davvero gradevoli, che spaziano da alcune considerazioni sui luoghi, sacri o meno, fino alle architetture, cibi del posto e locali piĂą o meno noti.
La sensazione è effettivamente quella di spostarsi, insieme con i protagonisti, fra l’Italia, la Svizzera, l’Egitto, la Cina e via discorrendo.. fino a Venezia, il vero labirinto d’acqua, una cittĂ che l’Autore dimostra, di conoscere e amare profondamente.
C’è un patrimonio culturale, un retroscena di apprezzabili dettagli che donano un tocco di realismo alla storia.
Trattandosi, in buona sostanza, di una vicenda che abbraccia il crisma per eccellenza della cristianità e cioè la morte di Gesù, ovviamente c’è anche la Chiesa cattolica, nel romanzo presente tramite una sua istituzione: il Circolo Octagonus.
Un entità interna alla Chiesa, un emiciclo di potere e segreti, una sorta di braccio armato, senza scrupoli, vincolato ad un sodalizio estremo in difesa di quella verità che non può essere messa in discussione.
Comandato e capitanato da un potente Cardinale, questa sorta di prorettore letale della cristianità dipinge un quadro certamente fosco del potere di un Istituzione millenaria; il lato forse oscuro che, oggi, è diventato oggetto di un attualità particolarmente scandalistica e, a sua volta, spesso poco chiara, per non dire millantata, dietro alle disarmonie del qualunquismo moderno.
Va detto che, nella realtà la visione escatologica del testo apocrifo del Vangelo di Giuda è smaccatamente gnostica, il che confermerebbe, secondo alcuni, la faziosità stessa e per effetto la non autenticità , dello scritto.
In effetti, la lotta fra una autoreferenza della visione storica sembra una classica pillola di gnosi.
Come tale, comunque, in aperta contraddizione con la teologia cristiana.
Di questo aspetto nel testo non v’è una dichiarata traccia e pertanto è doveroso ritenere l’opera esente da una critica alla Chiesa, tanto meno ai cristiani.
Al limite, quel che resta, è una parziale testimonianza scritta di quella che oggi conosciamo essere una sorta di opulenza di cui alcuni, ma una netta minoranza, prelati e membri dell’istituzione cattolica beneficerebbero.
Tuttavia, anche questa sorta di agiatezza nel benessere, appare molto il retaggio di elementi soggettivi piuttosto che oggettivi e come tali sganciati dalla natura della Chiesa in sé, ma fedeli al patrimonio personale di superbia, del quale alcuni singoli, indipendentemente dalla professione o rango, si lasciano sedurre.
Tutto ciò comunque, non altera la struttura molecolare del romanzo che resta un buon testo di narrativa, molto appassionante, sicuramente dinamico e a tratti, dotto nella sua cultura del particolare.
Sicuramente un opera intelligente, che merita di essere letta e compresa.
Marco Solferini
http://amicideilibri.splinder.com/post/22399618/Il+labirinto+d%27acqua
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La Tomba di Alessandro - Valerio Manfredi
La Tomba di Alessandro: L’enigma
Autore: Valerio Massimo Manfredi
Genere. archeologia, storia.
“La tomba di Alessandro” è il nuovo, atteso, romanzo di Valerio Massimo Manfredi.
Scrittore e archeologo, di indiscutibile successo, ormai patrimonio letterario e culturale contemporaneo, l’Autore ci propone, dopo la precedente pubblicazione dedicata a Giulio Cesare, un altro grande del passato.
E’ Alessandro Magno: il conquistatore, il grande macedone.
Un uomo che, giovanissimo, morto a soli 33 anni, è riuscito in un impresa leggendaria, che ha trasformato il mito in realtà .
Il suo impero e le sue vittorie non conoscono eguali e la sua memoria si è tramandata nel tempo.
La sua tomba, il luogo cioè dove riposano le spoglie mortali dell’eroe epico, dell’imperatore e del guerriero, è un mistero ancora irrisolto, che l’Autore definisce “enigma”.
La considerazione da cui partire è che, ad oggi, in tanti hanno cercato la tomba di Alessandro, scavando nel passato polveroso dei libri, delle citazioni, delle pergamene e anche nella terra vera e propria, in Egitto come in Macedonia, Grecia e persino nel Vicino Oriente, ma della tomba nessuna traccia.
Manfredi, che è un abile archeologo, ma riesce a qualificare le sue esposizioni con lo stile dello storico, documenta in modo sensibile e nel contempo espositivo, le fonti.
Mette ordine e raziocinio fra le tante teorie e ci offre una sorta di indagine conoscitiva: appassionante, snella, ben organizzata, in modo che questa possa essere letta e condivisa da chiunque.
Tante sono le teorie, intriganti e a tratti misteriose, in particolare legate alla doppia natura dell’uomo Alessandro, che fu certo figlio di Rè, ma ricevette l’investitura divina in Egitto, presso l’oracolo di Menfi.
La storia della sua morte è anche la narrazione della fine di un mondo, in particolare del “come sarebbe stato” se questo geniale combattente, ma anche abile uomo, conoscitore della realtà e forse umanista del contemporaneo, avesse potuto governare un vastissimo impero, fatto di differenze profonde.
E’ naturalmente una testimonianza del passato che ci spiega anche la politica di palazzo, le ambizioni dei generali, la storia di una Famiglia imperiale, perchè la natura dell’uomo sempre accompagna l’evoluzione, dal passato fino ai giorni contemporanei.
L’epicentro è la morte di Alessandro, che nel testo è spiegata oltre il complotto, con ragioni assai rigorose e scientifiche: di natura medica.
Una tomba che fu, almeno fino al momento in cui se ne persero le tracce, quando cioè egli riposava in quel di Alessandria, la città che porta ancora oggi il suo nome e che fu lui stesso a fondare, oggetto di veri e propri pellegrinaggi, da parte dei grandi del passato. Imperatori che volevano omaggiare il grande Rè.
Molte sono le citazioni che l’Autore ci propone e leggerle è davvero un piacere.
Come altri scritti di Manfredi, anche questo si inserisce in quella che mi piace pensare come una biblioteca personale per quanti condividono il gusto di assaporare la storia come fonte di conoscenza, di indagine, ma anche come una compagna avventurosa: testimonianza di un passato avvincente.
E’ un libro da comperare, da regalare, sul quale appuntare forse quella comprensione che può essere un bagaglio culturale per noi tutti, allo scopo di elevarci dalla massificazione odierna che sterilizza le idee e rende superficiali gli ideali.
Marco Solferini.
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La Biblioteca dei morti - Glenn Cooper
Genere: mistero, drammatico, thriller.
“La Biblioteca dei morti” è un romanzo di Glenn Cooper, avvocato americano, scrittore esordiente, che firma la sua prima opera letteraria.
E’ un esordio di successo ed il sicuro prologo ad una carriera che arricchirà e appassionerà i lettori ed amanti della carta stampata.
La trama è suddivisa in due filoni narrativi, abilmente intrecciati.
Il primo, è contemporaneo: comincia con le misteriose cartoline che un presunto serial killer invia alle sue vittime e sulle quali è impresso il giorno della loro morte.
L’indagine è affidata ad un agente dell’FBI, di nome Will Piper che, se da un lato è un geniale profiler, si accompagna ad un passato autolesionista e distruttivo, che lo ha portato alle soglie della pensione tormentato da parecchi rimpianti e un problema con l’abuso di alcolici.
Accanto a lui, una giovane ed impeccabile agente di Quantico, Nancy che lo affiancherà , scoprendo l’uomo oltre il detective.
E’ un mistero quello che i protagonisti devono affrontare: le morti di uomini e donne che non si conoscevano e che vedono in quella cartolina anonima, il loro unico minimo comune denominatore.
Ma la risposta è concepita nel secondo filone narrativo che si snoda nel passato, sul finire dell’anno 700. In un isola dell’Inghilterra, presso un Monastero osservante la regola di San Benedetto, dove una profezia porta alla nascita di un bambino prodigio.
Le conseguenze di questa nascita, si sono tramandate nel tempo, fino ai giorni nostri, custodite nel luogo più impenetrabile: l’Area 51.
Nel testo si rivela la sua origine, a partire dal dopoguerra e l’Autore è veramente bravo nel saperla gestire, con il filo conduttore della passione, dell’intrigo, ma anche della ragione.
Un immagine realistica che non rinuncia al mistero, ma getta un orma solida di veritĂ , sulla natura della piĂą celebre fra le installazioni segrete contemporanee.
La storia tuttavia, non è l’epicentro di questo romanzo.
Ci sono infatti anche gli uomini e la vita.
I protagonisti, che sono condizionati dal fato, che sentono il peso ineluttabile del passato e agiscono spesso in preda alle emozioni. Forse schiavi di quelle circostanze che ci illudiamo, noi tutti, di poter controllare, ma che spesso ci guidano e ci osservano, facendoci sentire parte del destino, solo quando agiamo.
L’Autore è certamente un amante del fumetto, in quanto ci sono pregiate citazioni ai “comics” ed è probabilmente anche un conoscitore ed estimatore del cinema, specie quello classico americano, in quanto non pochi sono i riferimenti che si trovano nel testo e che sono sempre cordiali, dotti e davvero molto apprezzabili.
La narrazione è fluida: ben concepita. Non è mai pesante, anzi è scorrevole, esplicativa, dotata di un buon tenore descrittivo che non sottrae nulla ai dialoghi, molto ben congegnati, mai banali e ampiamente in grado di caratterizzare i personaggi.
E’ un romanzo certamente consigliato agli amanti del mistero, del thriller, ma anche, se non sopratutto, per quanti credono che un buon testo sia tale a prescindere dagli argomenti: da leggere.
Salutiamo con un caloroso benvenuto questo scrittore che ci ha regalato anche un sito internet da cui è possibile leggere che presto ci sarà un seguito alla Biblioteca dei Morti e noi tutti lo attendiamo con ansia.
Marco Solferini
7
Mostra di Primavera Galleria Il Canovaccio Roma
Mostra di Primavera
Galleria Il Canovaccio Roma
Inizio: venerdì 19 marzo 2010 alle ore 17.30
Fine: sabato 3 aprile 2010 alle ore 19.30
Indirizzo: Via delle Colonnette, 27 (Parallela a Via del Corso)
CittĂ /Paese: Rome, Italy
Descrizione Collettiva di Primavera alla Galleria il “Canovaccio”
saranno presentate opere di vari autori tra cui Germana Ponti, Dalma Cimino, Paolo Di Tonto e T. Di Bartolomeo
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Concorso di Poesia “Cesare Vedovelli”
Concorso di Poesia “Cesare Vedovelli” (scadenza 07/05/10)
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