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Domenico Monteforte

La Biblioteca dei morti - Glenn Cooper

biblioteca_dei_morti2344_imgAutore: Glenn Cooper.

Genere: mistero, drammatico, thriller.

“La Biblioteca dei morti†è un romanzo di Glenn Cooper, avvocato americano, scrittore esordiente, che firma la sua prima opera letteraria.

E’ un esordio di successo ed il sicuro prologo ad una carriera che arricchirà e appassionerà i lettori ed amanti della carta stampata.

La trama è suddivisa in due filoni narrativi, abilmente intrecciati.

Il primo, è contemporaneo: comincia con le misteriose cartoline che un presunto serial killer invia alle sue vittime e sulle quali è impresso il giorno della loro morte.

L’indagine è affidata ad un agente dell’FBI, di nome Will Piper che, se da un lato è un geniale profiler, si accompagna ad un passato autolesionista e distruttivo, che lo ha portato alle soglie della pensione tormentato da parecchi rimpianti e un problema con l’abuso di alcolici.

Accanto a lui, una giovane ed impeccabile agente di Quantico, Nancy che lo affiancherà, scoprendo l’uomo oltre il detective.

E’ un mistero quello che i protagonisti devono affrontare: le morti di uomini e donne che non si conoscevano e che vedono in quella cartolina anonima, il loro unico minimo comune denominatore.

Ma la risposta è concepita nel secondo filone narrativo che si snoda nel passato, sul finire dell’anno 700. In un isola dell’Inghilterra, presso un Monastero osservante la regola di San Benedetto, dove una profezia porta alla nascita di un bambino prodigio.

Le conseguenze di questa nascita, si sono tramandate nel tempo, fino ai giorni nostri, custodite nel luogo più impenetrabile: l’Area 51.

Nel testo si rivela la sua origine, a partire dal dopoguerra e l’Autore è veramente bravo nel saperla gestire, con il filo conduttore della passione, dell’intrigo, ma anche della ragione.

Un immagine realistica che non rinuncia al mistero, ma getta un orma solida di verità, sulla natura della più celebre fra le installazioni segrete contemporanee.

La storia tuttavia, non è l’epicentro di questo romanzo.

Ci sono infatti anche gli uomini e la vita.

I protagonisti, che sono condizionati dal fato, che sentono il peso ineluttabile del passato e agiscono spesso in preda alle emozioni. Forse schiavi di quelle circostanze che ci illudiamo, noi tutti, di poter controllare, ma che spesso ci guidano e ci osservano, facendoci sentire parte del destino, solo quando agiamo.

L’Autore è certamente un amante del fumetto, in quanto ci sono pregiate citazioni ai “comics†ed è probabilmente anche un conoscitore ed estimatore del cinema, specie quello classico americano, in quanto non pochi sono i riferimenti che si trovano nel testo e che sono sempre cordiali, dotti e davvero molto apprezzabili.

La narrazione è fluida: ben concepita. Non è mai pesante, anzi è scorrevole, esplicativa, dotata di un buon tenore descrittivo che non sottrae nulla ai dialoghi, molto ben congegnati, mai banali e ampiamente in grado di caratterizzare i personaggi.

E’ un romanzo certamente consigliato agli amanti del mistero, del thriller, ma anche, se non sopratutto, per quanti credono che un buon testo sia tale a prescindere dagli argomenti: da leggere.

Salutiamo con un caloroso benvenuto questo scrittore che ci ha regalato anche un sito internet da cui è possibile leggere che presto ci sarà un seguito alla Biblioteca dei Morti e noi tutti lo attendiamo con ansia.

Marco Solferini

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mar

7

  1. IMPENETRABILE
    …in un momento imprecisato
    il mistero mi è vicino, visioni da poeta,
    scrivo senza uscirne…

    -Il volgare-
    non è il lacerato umore,
    è presunzione,
    ma anche il pensiero più umano,
    nell’oblio,
    assume grandezze sconosciute.
    È il -mistero-,
    a comprenderlo,
    l’iniziazione è nascita,
    rinascita.
    È una danza praticata
    e per quanto il nero incomba,
    -l’impenetrabile- si abbandona
    a quegli attimi,
    uno dopo l’altro,
    sino al dolore,
    sacrale,
    addominale,
    mentale.
    Quando la forza scompare
    non sta più comunicando.
    -Il volgare-
    sa a malapena dell’intelligenza,
    l’oscurità lo circonda
    con sovrana indifferenza
    e i sospetti gli ciondolano in rabbia.
    Forse,
    pensa,
    è accompagnato,
    finalmente.
    Se è così il -buio-
    è arrivato anche là fuori,
    e lo rappresenta nella vita.
    Se è così
    non è rimasto più nulla di segreto.
    -L’impenetrabile- fa qualche passo,
    in quel vuoto,
    ma non riesce a tenerlo con sé.
    Non sente più nulla
    e gira in circolo
    su fedeli meditazioni
    chiedendosi se sia questo,
    il carattere avvolto
    e a volte misterioso.
    Se esiste ancora qualcosa,
    se esiste l’offerta avvenuta,
    fra falò notturni e cenati
    nel soprannaturale
    e nel divino,
    incarneremo i poteri.

    Se lui esiste,
    è -l’impenetrabile-.
    Se questo è un attimo,
    è il -buio-.
    -Il volgare-
    anche questa volta…
    È per sempre solo ed ignora
    con gli occhi morti da tempo,
    il tardi.
    Dove siamo
    senza fame e senza paura?
    Dove cadremo
    senza sete e senza corde dal cielo?
    Per lo più,
    Il dubbio è troppo -buio-,
    ancora.

    ©
    di Maurizio Spagna
    Da “Afferrandomi immortaleâ€
    http://www.ilrotoversi.com
    info@ilrotoversi.com
    L’ideatore creativo,
    paroliere, scrittore e poeta al leggìo-

    Commento di Maurizio Spagna — 9 luglio 2010 il 15:47

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