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Domenico Monteforte

Archivi per la categoria ‘Pittori’

 


Mostre di Giuseppe Nubila e Claudia Rachele Giordano

Titolo dell’evento: Personale di Giuseppe Nubiladscn1474-wince1

Artista: Giuseppe Nubila

Spazio espositivo : Caffè emporio

Data di vernissage: 3 novembre Data di chiusura: 29 novembre

Inaugurazione 3 novembre ore 19, Piazza dell’Emporio, 2    00153 Roma

dscn1513-winceA cura di Tiziana Di Bartolomeo e Francesca Romana Afflitto

critica a cura di Gianluca Tedaldi


VISIONA IL COMUNICATO STAMPA COMPLETO


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Titolo dell’evento: La seduzione dell’immagineimg_0274mm-wince

Artista: Claudia Rachele Giordano

Spazio espositivo : Palazzo Abadessa

italiane_al_sole-winceData di vernissage: 7 novembre 2009 Data di chiusura: 6 dicembre 2009


VISIONA IL COMUNICATO STAMPA COMPLETO


nov

3

Mostra di Jessica Pintaldi

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PERSONALE DI JESSICA PINTALDI
Caffè Emporio 6 > 31 OTTOBRE 2009
Inaugurazione 6 ottobre ore 19
Piazza dell’Emporio, 2 00153 Roma

A cura di Tiziana Di Bartolomeo
e Francesca Romana Afflitto

Organizzazione: Seven Pm 3471828458
www.sevenpmeventi.it info@sevenpmeventi.it
Espressioni D’Arte
www.espressionidarte.it info@espressionidarte.it

“Pittura come natura”, potrebbe essere la frase chiave per interpretare il lavoro di Jessica Pintaldi. Il pregiudizio moderno verso la mimesi, intesa come rincorsa un po’ frustrante dell’apparenza naturale va superata intendendo questo rapporto fra artista e mondo circostante come uno sposalizio, un reciproco dono di coscienza e realtà.

In parole più semplici, non si tratta di “imitare la natura” nella sua scorza esteriore ma di essere creativi “allo stesso modo della natura”.

Jessica sembra maneggiare il pennello con la leggerezza, anzi,  l’arrendevolezza che hanno le creature marine verso l’acqua (o ciò che vola rispetto al vento): accoglienza di quella forza “altra” da noi ma, allo stesso tempo, l’appropriazione della sua segreta regola e, quindi, fare di ciò che è estraneo il nostro elemento.

set

25

Da Roma all’Antica Bisanzio

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“Da Roma all’antica Bisanzio”


La neo scuola romana in mostra ad  Istanbul.

paesaggiocosmedin-05-winceArtisti : Cristina Annino , Mauro Baldino, Massimo Fiocco, Antonio Laglia, Germana   Ponti, Gianluca Tedaldi
Inaugurazione: 17 ottobre 2009 alle h.18,30
Spazio espositivo : Cemal ReĹźit Rey Konser Salonu
DarĂĽlbedai Caddesi 9, Harbiye - Istanbul

Data di vernissage:  17 ottobre 2009

Data di chiusura:  31 ottobre 2009

Abstract :InaugurerĂ  a Istanbul nella prestigiosa sala dell’auditorio“Cemal ReĹźit Rey Konser Salonu” la mostra di sei pittori italiani , il titolo della mostra è “Da Roma all’antica Bisanzio”. L’evento è un momento di significativa importanza nell’ambito degli scambi culturali tra Italia e Turchia .

Orari di apertura: tutti giorni dalle 9.00 alle 18.00

Ingresso libero

Infoline  0212 232 9830 2008-100-x-70-riflessi-di-piazza-di-spagna-gra-wince

Testo critico di presentazione : Gehum Tabak

Ufficio stampa: a cura di Tiziana Di Bartolomeo

e-mail: ufficiostampa@espressionidarte.it ;

www.espressionidarte.it;

Catalogo in sede

InaugurerĂ  a Istanbul nella prestigiosa sala dell’auditorio“Cemal ReĹźit Rey Konser Salonu” la mostra di sei pittori italiani , il titolo della mostra è “Da Roma all’antica Bisanzio”.

L’evento è un momento di significativa importanza nell’ambito degli scambi culturali tra Italia e Turchia . I sei artisti, Cristina Annino, Mauro Baldino, Massimo Fiocco, Antonio Laglia, Germana Ponti, Gianluca Tedaldi, presentano una serie di lavori sostanzialmente degli ultimi dieci anni della loro produzione. Le opere eseguite con varie tecniche pittoriche, si 2009-60-x-90-scena-teatrale-gra-wincearticolano dal figurativo alla pura essenza cromatica su tematiche della tradizione di Scuola Romana quali paesaggi, figure, riprese delle vestigia dell’antica Roma, con alcuni omaggi alla cittĂ  di Istanbul. La peculiaritĂ  di questa rassegna non vuole essere la mera rappresentazione di immagini fine a se stessa, ma un momento di riflessione sulla situazione dell’arte contemporanea italiana, confrontandola con la produzione di altre realtĂ  artistiche. In un momento in cui i processi di globalizzazione e integrazione si sviluppano in maniera esponenziale in alcune aree del tessuto sociale che si affacciano sul Mediterraneo, gli eventi artistici diventano riferimento prezioso purchè questi processi evolutivi si sviluppino in un contesto armonico e nel rispetto delle proprie tradizioni culturali. Gehum Tabak.


set

16

“Rivelazioni con figure” Villa Beatrice (BO)

Mostra d’Arte

“Rivelazioni con figure”

Villa Beatrice (Comune di Funo di Argelato – Prov. Di Bologna).


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Il tema di questa mostra è emblematica delle opere in esposizione.

L’ arte è rivelazione: della

bellezza, dell’emozione, della libertĂ , dell’impegno svincolato dai manierismi, della forma e del sentire di chi crea e rivela la sua visione della realtĂ .

Scrivere di arte contemporanea, cercarne il senso e l’eventuale storicitĂ , oggi non ci porta da nessuna parte , sarĂ  il futuro a decretare quali

scelte artistiche resisteranno al trascorrere del tempo e rappresenteranno la nostra realtĂ .

Oggi l’arte è essenzialmente banco di prova per nuove combinazioni e schemi, gli artisti sanno che riprodurre ciò che vedono è una dipinto-di-sauro-benassi-wince

contraddizione, ciò che vediamo è plasmato dalla nostra conoscenza, dalle nostre opinioni spesso costrette da un continuo riflettersi di immagini , provenienti da una moltitudine di informazioni.

Gli artisti sono inventori, viaggiano attraverso un marasma di sollecitudini, hanno a portata di mano migliaia di scelte diverse, passate e presenti, tra cui fare le loro scelte.

Adulti che giocano, che hanno intatto il senso della meraviglia che segue ogni scoperta, e di stupore si tratta quando si percorre l’ itinerario di questa mostra che in ogni sala ospita un artista riuscendo a coniugare il fascino del passato con il messaggio dell’arte contemporanea.

Nella Sala dell’Astronomo è la sensualitĂ  delle opere di Gil David.

scultura-di-daniela-rinaldi-winceNella Sala del messaggero degli dei, il dio alato Mercurio, troviamo le sculture di Halloumi Abdessamad, linee curve che generano un equilibrio mai scontato e simmetrico. Sculture Raku, ricordo di antichi idoli della fertilitĂ  che non soggiace ad alcun vincolo. Halloumi crea figure con materiali da riciclare, Veneri contemporanee che delle antiche statue hanno le menomazioni, legami forti per sottolineare il trascorrere del tempo: l’uomo del passato e quello del presente uniti nel messaggio universale dell’ arte, che in questo artista è particolarmente vivo, tanto da far credere in un suo brillante avvenire, giĂ  attestato da numerosi riconoscimenti in campo internazionale.

Il Salone della Musica ospita le sculture di Elio Talon e i dipinti di Luigi Favali. Paesaggi dell’anima quelli di Luigi Favali, accenni sospesi nellascultura-di-elio-talon-wince loro incorporeitĂ , forme che da un principio figurativo sfumano nella leggerezza dell’informale. Orizzonti realizzati in dissolvenza che suggeriscono un’atmosfera onirica, la dimensione del sogno ottenuta con pennellate morbide e libere in una felice chiaritĂ  ed efficacia illuministica. Nel silenzio suggerito da questi dipinti possiamo udire i suoni di una natura idealizzata restituita a noi nella sua intatta bellezza.

Toni di silenziose presenze nelle sculture di Elio Talon che esprime con le sue opere un senso poetico dello spazio e attraverso esso ricerca di equilibri animati dalla leggerezza dell’essere.

Sculture in terracotta refrattaria spesso arricchite dall’inserimento di piume bianche ad esprimere il desiderio di staccarsi dalla terra da cui son nate in una sorta di ressurrezione mistica . ReligiositĂ  nella sua espressione piĂą arcana è quanto suggeriscono le opere di Talon e in un immaginario deja vu ci rimandano le note musicali che aleggiavano, nel passato, in questa sala.

Nella Sala Dei Lottatori i tessuti dipinti di Lara Farnè hanno la ricercatezza di certi manufatti antichi , colori e disegni che raccontano la ricerca della bellezza attraverso lo studio e la composizione di diversi tessuti e disegni, l’artista definisce la sua arte “ cellulare” perchè come cellula nasce e si arricchisce di elementi e figure, antichi simboli, geometrie razionali e improvvisi raggi luminosi nell’universo fantastico di Lara.

scultura-di-giusy-marchesini-winceNella Sala Degli Uccellatori le sculture di Giusy Marchesini sembrano voler racchiudere dentro di sè il senso del racconto di questa artista che esprime con la scultura la sua energia creativa, le sue figure si presentano morbide e sensuali, seduttive e si mostrano per il desiderio di piacere .

I simboli della femminilitĂ , scarpe plasmate per rivelare il passo di chi le indossa, colori opalescenti che catturano la luce e danno vita alla materia inerte. Ballerine formose e leggiadre nella cui realizzazione Giusy Marchesini ha enfatizzato la dinamicitĂ  della figura.La liricitĂ  del classico ben si sposa con l’uso dell’ antica lavorazione di origine giapponese detta “ Raku” che significa gioire il giorno, in queste sculture vive il mondo interiore e l’intima religiositĂ  del quotidiano raggiunti attraverso una rigorosa ricerca dell’essere artista.

La dinamicitĂ  delle tele di Sauro Benassi ci accoglie nella Sala Degli Uccelli Palustri, pittura esistenziale quella di Benassi, con un percorso che hascultura-di-halloumi-abdessamad-wince le sue radici nella sintesi della materia, come un moto perpetuo attraverso la definizione dello spazio. La superficie pittorica viene trattata matericamente, senza concessioni ad un facile lirismo l’artista evidenzia la vivacitĂ  cromatica e il carattere delle sue raffigurazioni attraverso la contrapposizione di tecniche. Gli accenni figurativi scomparsi sono la rivelazione di un mondo artisticoin continua tensione.

Nella Sala Dei Pesci pittura e scultura per Brunella Ranzetti: colori prorompenti in paesaggi immaginari, da una tela all’altra la Ranzetti ci conduce in luoghi incantati tanto improbabili quanto reali. Soggetti in movimento emergono da sfondi fantastici raccontano l’emozione suscitata dal rapimento dell’immagine poetica. Un paradiso terrestre cercato e creato attraverso l’amore per il colore che l’artista mette anche nelle sculture etniche.

Nella medesima sala la plasticitĂ  e la forza della scultura di Daniela Rinaldi, la forza primordiale della terra da cui sembra nascere una potente figura femminile, tema caro a quest’artista che testimonia la matrice biologica dell’istinto creativo evocando dal passato al presente il mito della dea terra. Nell’immagine scolpita c’è il senso di appartenenza ad una tradizione scultorea che dalla matrice antica sprigiona la forza stessa della scultura.

dipinto-di-brunella-ranzetti-winceLa scultura raffigurante una dolcissima sirena è l’opera di Silvia Pasquali, figlia di Brunella Ranzetti, allora dodicenne.

Nella Sala Del Fanciullo l’incontro con la fantasia e l’arte di Claudia Marchi, innumerevoli metamorfosi di colori in una composizione pittorica astratta, un ben riuscito connubio tra colorismo e astrattismo, in una capacitĂ  narrativa emozionale che è il substrato di una pittura tutta tesa ad una rappresentazione della realtĂ  concettuale fatta di elementi narrativi, di impulsi inconsci che danno vita ad immagini latenti che si risvegliano alla nostra lettura nel momento in cui attraverso l’automatismo pittorico vengono trasferiti sulla dipinto-di-claudia-marchi-wincetela.

Nella Sala Dell’ Eremita la simbologia e la maestria delle opere di Alessandra Stivani e di Evans Vivarelli aggiungono fascino alla magia di questo luogo.

Il percorso di questa mostra termina con le opere di Evans Vivarelli ceramista e ceramologo.

Struttura lineare e tecnica magistrale sono gli elementi che caratterizzano i lavori di questo maestro, gli oggetti da lui realizzati hanno la bellezza della essenzialitĂ , il semplice manufatto diventa una superiore espressione artistica grazie all’abilita e alla passione messe al servizio di questa arte.

Le forme pure ed antiche di Evans Vivarelli chiudono idealmente la nostra visita, il senso e il ritmo dei nostri passi alla ricerca della rivelazione dell’ arte “ una quotidiana creatura, da assaporare per conoscere di cosa sanno tutti i possibili mondi creati dagli artisti” .


Fiorella Sales

(Critico D’arte)

In Collaborazione con Marco Solferini


ago

31

Ilaria Meli

ILARIA MELI


La sua pittura è legata a una intenzione fortemente coloristica,  usa soprattutto i colori ad olio, applicando il colore sul supporto (tela o legno) in maniera molto corposa, come se  fosse il colore stesso a comporre l’immaginario dell’artista, attraverso lo spesso strato pigmentato.
La forma che crea è un immagine dettata e riprodotta dalla mente e dai suoi ricordi, dotata di un movimento tremulo, frammentato e deformato, è prodotto da ciò che si ricorda, quindi appare composta per lo più da toni di colore e contorni indefiniti, ma supportata dalle linee compositive importanti.
Per quanto riguarda la punta secca è una passione in via di sviluppo, ma per l’artista è una tecnica dotata grandi porprietĂ  espessive e di una forza tale che proviene dal graffio inciso con forza e foga sulla lastra, per poi essere stampato con grande curiositĂ  di scoperta.
Sarebbe molto interessata ad affrontare la professione di illustratrice in quanto ha una fervida immaginazione ed è affascinata dalla libertà espressiva che può offrire.

lug

16

Antonio Laglia

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Antonio Laglia

Frequenta il liceo Artistico a Roma dove incontra il Maestro Enrico Gaudenzi .

Studia all’Accademia di Belle Arti di Roma al Corso di pittura del Maestro Alberto Ziveri, ed incisione con il maestro Arnaldo Ciarrocchi.

Per visionare il suo curriculum artistico CLICCA QUI’

CRITICA

La frequentazione dei maestri del Realismo del passato e del presente ha confermato Antonio Laglia nel suo percorso di fedele aderenza al mistero e alla ricchezza che deriva dal rapporto con il vero.

Come disse Caravaggio, per lui la pittura consiste nel mettere lo stesso impegno nella realizzazione di una figura come nel ritrarre di un vaso di fiori; è un genere di arte che impegna il pittore anche sotto il profilo morale ed esistenziale: non si tratta di fare oggetti per il godimento del pubblico ma di scoprire e trasmettere una profonda vertigine che è quella del contatto con l’intimità del vero.

Anche nella psicanalisi ricorre il l’opinione che, di fronte ad una verità senza veli, l’essere umano tenda a ritrarsi e costruire degli adattamenti, a rivestirla in modo più accettabile per la sua sensibilità. Ciò che sembra così innocuo - l’indagare nel profondo della quotidianità - può invece riservare fortissime sorprese perché niente è come appare e la verità scoperta di nuovo è sempre sconvolgente.

Caravaggio diceva anche che la sua stima andava ai pittori che si riferissero, nel dipingere, al modello in posa, non al repertorio della fantasia. Anche questo è un aspetto tipico della pittura di Antonio Laglia. Dietro ai sui quadri ci sono lunghe sedute di posa nelle quali il rapporto umano con il modello (oppure di semplice contemplazione nel caso di oggetti) è stato determinante.

Lo spettatore poco esperto potrebbe essere portato a sottovalutare la densità di queste opere perché la nostra epoca ci ha abituati alla pittura di derivazione fotografica che, però, è tutt’altra cosa rispetto al lento e tenace lavoro di riscontro sul vero reale. La qualità che ne deriva penetra lentamente nella sensibilità di chi osserva il quadro ma tende a radicarsi profondamente ed a lasciare un segno indelebile.

Storico dell’Arte Gianluca Tedaldi

Alcune opere di Antonio Laglia

Per Info: Tiziana Di Bartolomeo www.espressionidarte.it

lug

6

Alessandra Carloni

ALESSANDRA CARLONI

Da alcune delle mostre in cui ha esposto ….


2006: Il linguaggio della decorazione collettiva degli studenti dell’Accademia Di Belle Arti Di Roma.

2006: “La decorazione per noi”, mostra d’Alessandra Carloni e Ilaria Meli.

2006: “Linoelumgrafie”, collettiva d’incisioni presso il comune di Formello.

2006: Personale presso il Bastione di Sant’Anna a Mondolfo (PU).

2006: “Visibile e Invisibile “ collettiva a San Benedetto Po’ (MT).

2009: “Adrenalina”:collettiva di arti contemporanee organizzata dal Comune di Roma.

2009: “Identità mutanti” collettiva di fotografie, presso il Circolo Culturale Bertold Brecht a Milano.


Qualche dipinto…


giu

27

Mostra di Michela Lenzi

MICHELA LENZI

 

Nata a Roma nel 1967, dove vive e lavora. Diplomata all’Accademia di Belle Arti di Roma nella sezione di Pittura con il professore Enzo Brunori e nel 2005-2006  si specializza nel Web Design.

Ha compiuto varie esperienze lavorative e collaborazioni nel mondo del restauro, del cinema, del Web Design.

Per visionare le sue mostre CLICCA QUI’

personale-michela-lenzi

Alcuni Dipinti

 Per Info: Tiziana Di Bartolomeo www.espressionidarte.it

giu

24

Roberto Mercoldi - Intro(pro)spettive

Titolo dell’evento: Intro(pro)spettive

 

 

 

 

Artista: Roberto Mercoldi

Spazio espositivo : Zenworld  Via degli Scipioni, 243  - 00192 Roma

Data di vernissage: 21 luglio

Data di chiusura: 31 agosto

Orari di apertura: Info orari  06.3213420 Info mostra 339.6625523

Ingresso libero
Orario di vernissage: 18,30-19,30

Curatrice : Tiziana Di Bartolomeo
Ufficio stampa:  
ufficiostampa@espressionidarte.it ;

www.espressionidarte.it

Testo critico di presentazione:
testo di Gianluca Tedaldi
www.zenworld.it     

www.robertomercoldi.it

 

invitozen1La riflessione sul rapporto fra il tempo e lo spazio fisico è una delle più significative avventure intellettuali della modernità. Le scienze, che hanno ottenuto nel secolo appena trascorso un prestigio straordinario, hanno molto indagato su questa inaspettata continuità che agli stessi filosofi lancia una sfida seria. Nelle arti figurative il Futurismo si è aperto alla velocità (e, quindi al movimento, al tempo-che-scorre) cercando di rappresentare tutto questo con i mezzi della pittura o della scultura. In apparenza, una battaglia perduta perché le forme immobili, fatte per l’eternità, delle arti figurative tradizionali sembrano non avere risorse per coronare l’aspirazione degli artisti ad esprimere l’attualità in trasformazione. Eppure, in Boccioni, Sironi, nella stessa Aeropittura quella che sembrava una difficoltà insormontabile è stata anche l’occasione per scoperte inattese. In effetti, la pittura (anche se si potrebbe dire lo stesso di tutte le arti) va cercando qualcosa di più che la pedissequa imitazione dei fenomeni, ne cerca lo spirito che li ha generati e li fa evolvere. Questo “spirito” che anima cose e avvenimenti non ha bisogno di rivestirsi di molta materia; basta quel minimo che serve ad articolare un linguaggio o, nella pittura, una figurazione. (G. Tedaldi)

Alcune opere di Roberto Mercoldi

 

  Per Info: Tiziana Di Bartolomeo www.espressionidarte.it 

giu

24

Sebastiano Messina - Lo sguardo del sacro

 Lo sguardo del sacro

 

 

Artista:Sebastiano Messina

Spazio espositivo : Castello Aldobrandesco Collacchioni

Data di vernissage: 14 luglio -Data di chiusura: 20 luglio

 Orari di apertura:10-12.30  e  17.30-23

 Ingresso libero

Orario di vernissage: 18,00

Curatrice : Tiziana Di Bartolomeo

Ufficio stampa:   ufficiostampa@espressionidarte.it ;

www.espressionidarte.it

Testo critico di presentazione:

testo di Gianluca Tedaldi

  

01-capLo Sguardo del Sacro

 L’arte fotografica con la crisi dei sistemi visivi e dell’espressività tradizionale (cioè delle tecniche storiche come la pittura da cavalletto), ha raggiunto nell’ultima decade un prestigio imprevedibile. La sua forza sta nell’obiettività, in quel suo accreditarsi come immagine “vera” in quanto ottenuta per via meccanica e con uno strumento non emozionato.

Come si vede, questa premessa mette in un certo senso avanti ragioni che sono opposte a quelle che garantiscono il successo delle fotografie di Sebastiano Messina.

L’artista, infatti, forza il mezzo riproduttivo proprio in direzione della visionarietà. Questo fatto, di cercare la “difficoltà” del proprio strumento o linguaggio e, dopo averla individuata, non fuggirla od aggirarla ma farne un mezzo di incremento della propria intensità creativa costituisce uno dei più affascinanti enigmi della storia artistica. Non è un mistero che proprio dal contrasto di durezza marmorea e cedevolezza epidermica che le sculture berniniane della Galleria Borghese ricevono eterna ammirazione.

Nel caso di Messina, la “durezza” sarebbe ciò che nella nostra esistenza sembra essere un’implacabile determinismo delle cose, una materialità04 senza riscatto di tutti gli oggetti inanimati. L’artista si ribella: vuole cavare vita da ciò che appare inerte o sfruttato o troppo noto, banale. Vuole recuperare il mistero come per indicare che la segreta linfa della vita è solo discesa un poco sotto la superficie, non è spenta.

Il mistero, ciò che spaventa e rigenera allo stesso tempo è quindi in agguato ma non si offre che all’attenzione di chi sia sufficientemente puro dall’insaziabile avidità del possedere e del consumare che ci fa trasformare ogni epifania dell’esistente in merce.

Messina riporta alla patria originaria, alla loro funzione evocatrice quelle cose che meglio si prestano a una simile rigenerazione; le va a cercare nei luoghi dove la stratificazione della vita è più forte, più spessa della polvere del moderno e agitato enciclopedismo turistico che si contenta di nozioni e non cerca apparizioni.

Le immagini di Sebastiano Messina sono parti di un tutto che non può essere contenuto nel limite fisico dell’obiettivo; le cose si danno per allusione, anche per enigmi: come vaticini che interrogano il ricevente ma anche gli svelano qualcosa che aveva sotto lo sguardo ma non sapeva osservare.  Storico dell’Arte Gianluca Tedaldi

 

 

 

Alcune opere di Sebastiano Messina

giu

24

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