Archivi per la categoria ‘Letteratura’
La solitudine dei numeri primi(Paolo Giordano)
“La solitudine dei numeri primiâ€
Genere: Letteratura Italiana, sentimentale, drammatico, esistenziale.
Autore: Paolo Giordano
La crudeltà epica della coscienza.
Il racconto di eventi che, nella semplicità sterile di un fatto, fotografano l’istantanea di un età .
Puntellano la crescita, scrivono un tratto di DNA della personalità .
La sensibilità matematica di due anime: gemelle nella difficoltà di una esistenza, che rasenta i limiti della sopravvivenza.
L’attrazione delle similitudini, l’irriverenza del fato.
L’Autore, Giordano, scrive con maestra scienza la formula dell’esistenza: il senso comune di una rappresentazione enigmatica, ma straordinariamente vera.
Perché sappiamo che ci sono episodi della vita che sono come un pugno nello stomaco. E l’Autore ce li riporta per quello che sono, senza metafore.
Per questa ragione, nel romanzo, c’è un po’ di ognuno e per ciascuno, qualche grammo di un tempo passato, tanto in Alice, quanto in Mattia.
Tuttavia, è il minimo comune denominatore dell’originalità che va oltre persino all’inevitabilità delle similitudini: essi non possono e non sono mai uguali
Mattia e Alice non sono e non potrebbero mai essere come chiunque altro legga a loro storia.
E’ la distanza che avvicina: l’essenza di un abbandono che sembra il preludio ad un nuovo ritorno.
Il lettore non solo è affascinato da una scrittura potente, costante, elaborata secondo la regola dell’arte, ma altresì condotto per strade maestre e cunicoli nascosti della mente, che dominano il comportamento, seppure attraverso i dubbi dell’adolescenza.
Questo romanzo parla, con la voce dell’Io, di solitudine, ma anche di comprensione, atteggiamenti e di una vita che trascorre o, se vogliamo, secondo Eraclito, scorre.
L’apprendimento che se ne può trarre è un insegnamento sapiente: attraverso il fardello della consapevolezza nelle proprie responsabilità noi cresciamo simili ad una metafora inspiegabile, priva di sostanza e soltanto quando accettiamo quel che siamo, trasmutiamo in ciò che potremmo essere.
Coloro che hanno la fortuna di leggerlo ne rimangono impregnati, come se l’inchiostro diventasse il proprio sangue, e questo perché ci sono capitoli che non vanno via, che si attaccano addosso e ritornano, nella riflessione episodica.
E’ un opera d’arte letteraria. Scandita con realismo, sapienza anestetica e capacità di sintesi essenziale.
Dopo la lettura possiamo affermare: “noi siamo e potremmo essereâ€, coltivando l’intimo timore della debolezza e partorendo azioni che sono molto più figlie della paura piuttosto che della ragione. Eppure siamo i Figli della scienza illuminata.
L’Autore non è stato soltanto bravo dal punto di vista letterario, ma superbo per la testimonianza umana del suo scritto. Uno straordinario talento giovane che onora l’Italia di quanti scrivono con la mente e con il cuore, leggendo per passione e conoscenza personale.
“La solitudine dei numeri primi†è un romanzo d’eccellenza, da leggere, custodire, prestare e di cui discutere, con gli amici e conoscenti di sempre. E’ un omaggio all’intelligenza narrativa.
Marco Solferini
Nessun commento »19
Luci nel carnevale romano
LUCI NEL CARNEVALE ROMANO
“Il Carnevale a Roma non è una festa data al popolo, ma una festa che il popolo dà a se stesso. Il governo non fa né preparativi né spese.
Non illuminazioni, non
fuochi artificiali, non processioni splendide, ma un semplice segnale che autorizza ciascuno ad essere pazzo e stravagante quanto gli pare e piace, ed annunzia che, salvo le bastonate, e le coltellate, tutto è permessoâ€.
Così scriveva Goethe nel 1788 per descrivere la meraviglia che Roma, tra i suoi tanti vicoli, offriva ai turisti nel periodo del Carnevale, un insieme di colori, luci, grida e risate.
Non il composto ed altero scenario delle calle veneziane, ma folla impazzita, cavalli in corsa e maschere stravaganti.
Il Carnevale romano, a partire dall’anno Mille divenne uno degli appuntamenti più desiderati.
Si attendeva l’editto papale e, solo allora, poteva avere inizio la grande festa.
Palcoscenico favorito, Piazza Navona con le corride e tornei cavallereschi, p
oi si aggiunse il Monte Testaccio, allora quasi ai confini della città in direzione sud, dove i divertimenti erano più plebei e ridanciani.
Ospiti d’eccezione Rugantino, Meo Patacca e Pasquino, maschere ispirate al tipico popolano romano, spaccone ed arrogante, timorato di Dio ma non del papa che viveva sempre sul filo del processo e del rogo.
La Corsa dei Berberi era la manifestazione più attesa.
Cavalli lanciati senza fantino in mezzo alla folla, partivano da Piazza del Popolo, percorrevano il Corso per arrivare a tagliare il traguardo
in Piazza Venezia tra l’eccitazione degli spettatori.
La manifestazione invece più suggestiva, era senza dubbio la Festa dei Moccoletti, nell’ultimo giorno del Carnevale. I romani uscivano di casa con una candela od una lanterna in mano, tante piccole luci si muovevano inondando le strade della città . T
ra la folla, ognuno doveva cercare di spegnere la candela alla persona di sesso opposto, chi aveva il moccoletto spento doveva togliersi la maschera, e così a poco a poco moriva il Carnevale ed i romani tornavano ad essere i cittadini di sempre.
Così Gioacchino Belli nel 1847 “…finarmente è spicciato carnovale, corze, balli, commedie ogni ariduno, so tornate le cennere e er digiuno. Er carnovale è morto e seppellito: li moccoli hanno chiuso la funzione, nun ze ne parla più, tutto è finito …â€.
Elisa Lucarelli
19
Un Ricordo
Un ricordo
Il vento soffia,
spoglia gli alberi e giace,
io mi tormento,
penso e non ho pace.
E il mio pensiero
che vola lontano,
mi fa tremare,
poi muore piano piano …
E torna indietro,
molto indietro nel tempo,
un lampo, un giorno,
un felice momento.
Chi tanto amavo
è ormai così lontano,
ma ecco, lo vedo
e stringo la sua mano.
E’ qui, è tornato,
ora mi siede accanto,
chissà perché
lo vedo così stanco!
E mi guarda, sorride
e cerca di parlare:
quanti baci, quante carezze
io gli vorrei dare…
Sono così felice!
Lo guardo ansiosamente,
ma lui tentenna il capo,
non vuole dirmi niente.
La tristezza lo prende,
lo so, non è contento,
sa che deve lasciarmi,
tra poco, in un momento.
La mia mano ora è vuota,
chiamo, mi guardo intorno:
resta solo un ricordo,
un luogo, un’ora, un giorno.
(Dedicata a mio Padre)
Franca Chicca
11
Poesie in Video di Juan De Kuriakè
Video realizzato da un estratto della raccolata di poesie adolescenziali :
” Solitudini d’Amore” di Juan De Kuriakè
22
Racconto di Dora Milleci: ” Una Nuova Vita “
Una nuova vita
Le cose capitano per caso, oppure accadono per un motivo ben preciso a noi sconosciuto, ma stabilito dal destino?
Ricordo la musica e la gente, tanta gente. Era una festa e poi……..
La casa della zia era come la ricordavo. Grande, accogliente, tranquilla e soprattutto isolata. Era proprio quello che cercavo. Quello di cui avevo bisogno dopo la tragedia. Era primavera inoltrata. La natura era nel pieno del suo risveglio ed io, mi ritrovai catapultata in quel mondo, per riscoprire me stessa. Non è facile accettare la morte, tanto più quella della tua migliore amica. Per uno stupido incidente in macchina, una ragazza vitale e solare di venticinque anni, era scomparsa.
“Cerca di uscire, ragazza mia†mi incitava la zia “Devi muoverti e superare la cosaâ€. Queste frasi ripetute più volte, rimbombavano nella mia testa.
Mi ero chiusa, come in un guscio. In una strana dimensione, nella quale non facevo entrare nessuno.
Un giorno, in tarda mattinata, come spinta da una forza invisibile, uscii a fare una passeggiata. Camminavo lentamente lungo il vialetto che costeggiava la casa, inspirando a pieni polmoni quell’aria fresca ed un vento caldo mi accarezzava dolcemente la pelle. Come dal nulla apparve lui, con la sua radiolina che suonava vecchie canzoni country.
Mi fermai ad osservarlo.
“Qualcosa non va?†domandò fissandomi a sua volta.
“No. Certo che no†risposi imbarazzata.
“Mi chiamo Anthony†continuò allungando la mano.
“Piacere, sono Lisa†contraccambiai con un sorriso.
Era un bell’uomo. Affascinante, con capelli scuri ed occhi verdi come smeraldi, sui quarant’anni circa e… sulla sedia a rotelle.
“Si chiederà da dove arrivo?†riprese abbassando la radio.
“Sì, pensavo non abitasse nessuno in zonaâ€.
“Sono qui da poco. Vivo in una casetta non molto lontana da quella di sua zia. Mi piace uscire tutti i giorni per fare una passeggiataâ€.
Scambiammo ancora qualche parola, poi con una scusa tornai a casa.
Domandai incuriosita a mia zia di quell’uomo, ma rispose di non averlo mai notato.
L’indomani mattina, mi preparai come una scolaretta ed andai fuori nella bizzarra speranza d’incontrarlo ancora. C’era qualcosa in lui che mi attirava e che mi faceva star bene. Lo vidi e gli corsi incontro. Iniziammo a parlare. Più conversavamo e più mi sembrava di conoscerlo.
Mi raccontò del suo incidente in moto e di come la sua vita di colpo, era cambiata. Io gli confidai del dolore che provavo per la perdita della mia amica. Anthony cercava di confortarmi ed io facevo lo stesso con lui.
Oramai avevamo un appuntamento fisso giornaliero.
Era una persona dolce, sensibile e l’incidente lo aveva segnato, non solo nel fisico. Era stata molto dura per lui, accettare questa nuova realtà . Anthony stava attraversando un periodo molto brutto, nel quale era arrabbiato con il mondo intero che, a suo dire, lo aveva tradito.
“Che cosa potrò fare adesso?â€
“Non devi pensare che sia la fine†mi sentii di suggerirgli “Ma l’inizio di una nuova vita. Diversa certo, ma comunque una vitaâ€.
I giorni passavano velocemente e mi sembrava che i discorsi fatti con quell’estraneo, facessero molto bene anche a me. No, non mi stavo innamorando di lui, per quanto non mi dispiacesse. Provavo però molto affetto.
Arrivò l’estate e con Anthony avevo instaurato un gran bel rapporto.
Una mattina, mi disse “Grazie per avermi aiutato, senza di te non sarei riuscito a venir fuori da questo brutto momento. Sei una donna forte, altruista e piena di vitaâ€.
“Grazie a te†risposi “Sai, penso sia giunto il tempo per me, di tornare a casaâ€. Volli lasciargli prima di partire un ricordo. Una medaglietta a forma di quadrifoglio “Portala sempre con te, ti porterà fortunaâ€.
“Buongiorno ragazza mia†mi salutò la zia con le lacrime agli occhi.
“Perché piangi?â€
“Perché sei tornata a casaâ€.
Non capivo che cosa volesse dire. Poi mi guardai attorno e una terribile sensazione mi assalì. Ero in un letto d’ospedale.
Una voce a me nota mi salutò con enfasi. Mi voltai riconoscendola: Anthony.
Spalancai gli occhi nel vederlo. Non era sulla sedia a rotelle ma lì, di fronte a me in piedi e con un camice da dottore.
In quell’istante mi riaffiorò tutto. Nell’incidente assieme alla mia amica c’ero anch’io, che fortunatamente mi ero salvata. Dopo mesi di coma, adesso mi aspettava una vita sulla sedia a rotelle.
“Non è la fine†pensai “E’ l’inizio di una nuova vitaâ€.
Prima di uscire dalla stanza quell’uomo a me noto, mi prese la mano e me la strinse forte. Sentii qualcosa ed aprii il pugno. Era una medaglietta a forma di quadrifoglio.
Racconto di Dora Milleci
Vincitore del premio:”Giornalisti per 1 giorno” della testata Di Tutto.
7
Audio Poesia: Non t’amo se non perché t’amo
Non t’amo se non perché t’amo
( Pablo Neruda - Recitata da Paola Gassman)
Non t’amo se non perché t’amo
e dall’amarti a non amarti giungo
e dall’attenderti quando non t’attendo
passa dal freddo al fuoco il mio cuore.
Ti amo solo perché io ti amo,
senza fine t’odio, e odiandoti ti prego,
e la misura del mio amor viandante
è non vederti e amarti come un cieco.
Forse consumerà la luce di Gennaio,
il raggio crudo, il mio cuore intero,
rubandomi la chiave della calma.
In questa storia solo io muoio
e morirò d’amore perché t’amo,
perché t’amo, amore, a ferro e fuoco.
PER ASCOLTARE LA POESIA CLICCA QUI’
4
Audio Poesia: Se mi dimentichi ( Pablo Neruda )
Se mi dimentichi
( Pablo Neruda - Recitata da Ferruccio Amendola)
Voglio che tu sappia una cosa.
Tu sai com’è questa cosa:
se guardo
la luna di cristallo, il ramo rosso
del lento autunno alla mia finestra,
se tocco
vicino al fuoco
l’impalpabile cenere
o il rugoso corpo della legna,
tutto mi conduce a te,
come se ciò che esiste,
aromi, luce, metalli,
fossero piccole navi che vanno
verso le tue isole che m’attendono.
Orbene,
se a poco a poco cessi di amarmi
cesserò d’amarti a poco a poco.
Se d’improvviso
mi dimentichi,
non cercarmi,
ché già ti avrò dimenticata.
Se consideri lungo e pazzo
il vento di bandiere
che passa per la mia vita
e ti decidi
a lasciarmi alla riva
del cuore in cui ho le radici,
pensa
che in quel giorno,
in quell’ora,
leverò in alto le braccia
e le mie radici usciranno
a cercare altra terra.
Ma
se ogni giorno,
ogni ora
senti che a me sei destinata
con dolcezza implacabile.
Se ogni giorno sale
alle tue labbra un fiore a cercarmi,
ahi, amor mio, ahi mia,
in me tutto quel fuoco si ripete,
in me nulla si spegne né si dimentica,
il mio amore si nutre del tuo amore, amata,
e finché tu vivrai starà tra le tue braccia
senza uscire dalle mie.
PER ASCOLTARE LA POESIA CLICCA QUI’
4
Audio Poesia: Verrà la morte e avrà i tuoi occhi (Pavese )
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi
(Cesare Pavese - Recitata da Gassman)
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi-
questa morte che ci accompagna
dal mattino alla sera, insonne,
sorda, come un vecchio rimorso
o un vizio assurdo. I tuoi occhi
saranno una vana parola,
un grido taciuto, un silenzio.
Così li vedi ogni mattina
quando su te sola ti pieghi
nello specchio. O cara speranza,
quel giorno sapremo anche noi
che sei la vita e sei il nulla
Per tutti la morte ha uno sguardo.
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi.
Sarà come smettere un vizio,
come vedere nello specchio
riemergere un viso morto,
come ascoltare un labbro chiuso.
Scenderemo nel gorgo muti.
1
Poesie di Vincenzo Russo
Vincenzo Russo è nato il 7 novembre 1965, tra gli storici vicoli della Napoli dei Borboni, i “Quartieri Spagnoli”. Ora risiede nel paese che fu di Massimo Troisi, S. Giorgio a Cremano.
È impegnato nel campo sociale, offrendo il suo contributo nell’assistenza ai portatori di Handicap, lasciando immutato lo “scugnizzo” che è in lui.
Una delle ragioni di vita è la solidarietà espressa nei confronti di chi vive uno stato di inferiorità .
- Socio Benemerito dell’Arma dei Carabinieri Sezione di San Giorgio a Cremano (NA)
“Carlo Alberto Dalla Chiesa”
- Presidente Associazione Artistico Culturale “Talenti Vesuviani†di San Giorgio a Cremano (Na)
- Socio A.N.PO.S.DI. (Associazione Nazionale Poeti Scrittori Dialettali)
- Socio SNS (Sindacato Nazionale Scrittori)
- Barelliere Associazione A.M.A.M.I. per il trasporto degli ammalati a Lourdes
- Socio Onorario “AISW Sez. Campania”
SITO INTERNER: http://www.vincenzo-russo.com
Per il curriculum letterario CLICCA QUI’
Leggi le sue poesie:
Per leggere: ” la culla” CLICCA QUI’
20
l’Infinito di Leopardi recitato da Gasman
Clicca quì per ascoltare l’Infinito di Giacomo Leoprdi recitato da Gasman
L’INFINITO
( Giacomo Leopardi)
Sempre caro mi fu quest’ermo colle,
E questa siepe, che da tanta parte
Dell’ultimo orizzonte il guardo escude.
Ma sedendo e mirando, interminati
Spazi di là quella, e sovrumani
Silenzi, e profondissima quiete
Io nel pensier mi fingo; ove per poco
Il cor non si spaura. E come il vento
Odo stormir tra queste piante, io quello
Infinito silenzio a questa voce
Vo comparando: e mi sovvien l’eterno,
E le morte stagioni, e la presente
E viva, e il suon di lei. Così tra questa
Immensità s’annega il pensier mio:
E il naufragar m’è dolce in questo mare.
24
Non tamo come se fossi rosa di sale (Pablo-Neruda)
Clicca quì per ascoltare la versione Audio di: Non tamo come se fossi rosa di sale(Neruda)
Non t’amo come se fossi rosa di sale
Non t’amo come se fossi rosa di sale, topazio
o freccia di garofani che propagano il fuoco:
t’amo come si amano certe cose oscure,
segretamente, entro l’ombra e l’anima.
T’amo come la pianta che non fiorisce e reca
dentro di sè, nascosta, la luce di quei fiori;
grazie al tuo amore vive oscuro nel mio corpo
il concentrato aroma che ascese dalla terra.
T’amo senza sapere come, nè quando nè da dove,
t’amo direttamente senza problemi nè orgoglio:
così ti amo perchè non so amare altrimenti
che così, in questo modo in cui non sono e non sei,
così vicino che la tua mano sul mio petto è mia,
così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno
24
Poesie di Silvia Capecchi
Appassionata di letteratura Silvia Capecchi si diletta a scrivere poesie.
Come tutti gli appassionati che animano questo blog dona il suo contributo alla promozione della cultura in ogni sua forma.
Alcune delle quali potete legegrle in allegato sia in formato word che in pdf.
10
Poesie di Stefania Parolin
Appassionata di poesia Stefania Parolin si diletta nella scrittura di versi.
Cliccate quì per legegrli in formato Word
Cliccate quì per leggerli in formato Pdf
6
Il segreto di Itza Takil (Millaci)
Un giallo avventuroso scritto da Dora Millaci, una brava e sensibile autrice che collabora con la nostra associazione.
l0opera narra con estrema semplicità , un complicato intrigo.
Il romanzo si divide in due parti. La prima è ambientata a Los Angeles; la seconda sulla disabitata isola di Itzà Takil.
Proprio quest’isola, apparentemente senza valore è il punto cruciale di tutta la storia. Tanto che un affarista senza scrupoli arriva ad uccidere per riuscire ad averla.
Il proprietario di Itzà Takil, dopo la messa in vendita della sua proprietà , subisce degli attentati. In un primo momento vengono attribuiti alla maledizione di un’antica statuetta Maya acquistata ad un’asta. Solo successivamente, dopo il ritrovamento di una pergamena con la mappa dell’isola, vengono alla luce oscure verità .
I personaggi si susseguono nella storia, per aiutare il lettore nella scoperta del vero segreto di Itzà Takil.
La lettura è scorrevole, mai noiosa, in alcuni tratti troviamo battute divertenti.
Tutti i riferimenti storico-geografici sono reali. Frutto di accurate ricerche. La storia invece è di natura totalmente fantastica.
Il lettore iniziate le prime pagine, si appassionerà al romanzo, parteggiando per uno o per l’altro dei tanti personaggi. Nella mente dell’autrice, hanno assunto caratteristiche uniche, ma così palpabili che ci si può addirittura immedesimare in uno di loro. Immergendosi nella storia, fino a vivere in prima persona questa straordinaria avventura. Tanti colpi di scena fanno sì, che è sconsigliato ai deboli di cuore.
Personalmente ci sentiamo di consigliarlo ai nostri utenti.
E’ possibile acquistarlo:
www.akkuaria.org/doramillaci
www.ibs.it
www.qlibri.it
www.libreriauniversitaria.it
6
Il cacciatore di aquiloni (Khaled Hosseini)
Il cacciatore di aquiloni
Titolo : Il cacciatore di aquiloni
Genere : Letteratura straniera
Autore : Khaled Hosseini
Editore : Piemme
Il cacciatore di aquiloni, narrando le vicende di due bambini, Hassan e Amir, crea un affresco che rappresenta tutte le vicissitudini che hanno messo in ginocchio il loro paese, dall’occupazione russa alla piaga talebana, dai bombardamenti americani alla presa del potere ad opera del governo fantoccio dell’Alleanza del Nord e parte da una splendida metafora: c’è stato un tempo in cui nei cieli di Kabul volavano gli aquiloni (sport nazionale praticato in Afghanistan) , le cui eleganti evoluzioni rappresentavano la libertà di quel paese.
Poi gli aquiloni non volarono più: era iniziata la tremenda Odissea del popolo afgano.
Amir, figlio del ricco commerciante Baba, vive con il padre in una grande e lussuosa villa con giardino; la madre morì nel dare alla luce il bimbo, cosa che Baba non ha mai perdonato al figlio.
A tener loro compagnia Alì, servitore di Baba e suo figlio Hassan, inseparabile ed adorante compagno di Amir. I due ragazzi formano una imbattibile coppia nei tornei cittadini di combattimenti tra aquiloni: il ricco Amir è il “pilotaâ€, Hassan il suo “secondoâ€.
Ma l’armonia tra i due si spezza quando una cosa terrificante accade ad Hassan per colpa di Amir: dopo un torneo di aquiloni, in un vicolo buio di Kabul, Hassan viene assalito da una banda di ragazzini, capeggiati da colui che Amir scoprirà essere diventato, in futuro, un capo dei talebani. Amir assiste impotente alla scena, decidendo di non intervenire in aiuto dell’amico, per paura o vigliaccheria. In aiuto di quell’Hassan che lo aveva difeso da sempre.
Questo libro lascia il lettore con il fiato sospeso capitolo dopo capitolo, lo avvince e lo coinvolge dalla prima all’ultima pagina: splendido, emozionante e travolgente; da leggere tutto d’un fiato!
Franca Chicca
29
Il Suggeritore (Donato Carrisi)
Il Suggeritore
Autore: Donato Carrisi
Genere: Thriller.
Il Suggeritore un romanzo intelligente.
La trama narra di una caccia al serial killer.
La squadra della scientifica chiamata a catturare un omicida seriale di bambine capitanata dal criminologo Goran Gavila e affiancata, per le indagini, dallagente speciale Mila Vasquez, con un esperienza maturata sul campo nei casi di bambini scomparsi.
Lo svolgimento avvincente, lAutore riesce abilmente a fotografare mentalmente le scene allinterno delle quali si svolgono i fatti.
Il lettore non solo trasportato allinterno degli eventi, ma ne viene suggestionato da un contino ripetersi di colpi di scena: un vero e proprio crescendo Rossiniano.
Il testo non tralascia anche laspetto didattico espositivo, infatti, molteplici sono le spiegazioni comportamentali, che radicano consapevolezza ed un affezione per la criminologia e le scienze della psiche.
Il romanzo inoltre, si pone come un parallelo, da un lato vi la materialistica sfida che il killer lancia alle forze dellordine, un richiamo scandito dalle note degli omicidi, brutali, efferati, compiacenti con lanimo oscuro di una mente estraniatasi dalla realt.
Ma nel contempo, lazione rivela anche la fallacit dei nostri dogmi: proprio di quelle certezze che fondano il concetto di realt.
Ed su questa mezzaria che sorgono interrogativi di spessore, incertezze riflessive e argomenti di forte personalismo espositivo, pi capaci di provenire dal cuore del lettore piuttosto che dalla mente dellAutore.
Questa innata ricerca di certezze, che sono il tallone di Achille per ogni azione e sopportazione, allinterno dei cicli che compongono lagire quotidiano, ci mette di fronte allo smarrimento animalesco che si crea nel momento in cui il puzzle si frantuma e quel che resta sono frammenti non pi ricomponibili.
Scritto con attenta meticolosit al particolare, scioltezza lessicale e precisione grammaticale, le pagine scorrono affiatate, come maratoneti consapevoli del loro valore.
Testo, quindi, di eccellenza, con stile, grazia che non tralascia possanza e introspezione.
Il Suggeritore anzitutto un romanzo di qualit, che si impone con maestria nel vasto arcipelago del c.d. thriller allamericana.
Marco Solferini
27
I Figli di Hurin (J.R.R. Tolkien)
I Figli di Hurin
“I Figli di Hurin” è un romanzo di J.R.R. Tolkien.
Nella firma, c’è tutto ciò che è stato detto e scritto su un Autore ormai
mito e leggenda del genere Fantasy.
Straordinario cultore e studioso di letteratura, vero pozzo di scienza pensante, questo Maestro indiscusso ha creato un Mondo, la Terra di Mezzo, e narrato dell’uomo, del destino e del mistero che ci lega al fato.
I Figli di Hurin si colloca prima delle vicende de Lo Hobbit e del Signore degli Anelli: questa è un epoca oscura, in cui le forze del male vincono.
E’ il tempo della “Nirnaeth Arnoediad” la battaglia delle innumerevoli lacrime, in cui uomini, elfi e nani, cedono innanzi al potere di Melkor
originariamente il più potente degli Ainur, in seguito meglio conosciuto come Morgoth.
Nei romanzi di Tolkien c’è sempre una grande metafora dell’animo umano.
Questo gigante del XX° secolo ha osservato il Mondo con gli occhi di chi riesce a mettere in prosa i concetti, prima ancora che si svolgano le
situazioni.
Egli parla della vita, dei grandi temi quali l’amore, la perdita, la rabbia,lo sconforto e per ciascuno di essi dipinge un affresco di parole, esaltate
da queste storie bellissime, coinvolgenti, ricche di completezza, nello stile quanto nell’elaborazione.
Noi tutti siamo stati, almeno una volta, Turin, figlio di Hurin e protagonista della sua battaglia con la vita.
Nelle sue scelte, nel compatimento, nella caparbietà e infine, nella grande tragedia che aleggia imperturbabile, come se il fato stesso l’avesse voluta, in tutto questo c’è una parte della vita di ognuno di noi.
E’ l’insegnamento che dobbiamo imparare. La grande via che ognuno si aspetta, è una matrigna che sa essere spietata,
subdola, a volte arrogante nella sua onnipresenza.
Eccoci quindi, penitenti, come fuscelli che si credono tronchi inammovibili. Le nostre scelte, il condizionamento che usurpiamo al destino, nell’iraconda illusione di poter condizionare gli eventi, oggi, qui, in questo dramma letterario, si scoprono solo debolezze.
Tolkien è spietato, arricchisce tanto quanto è capace a svuotare di ogni sentimento e alla fine egli omaggia il grande Shakespeare, nel finale di
questa narrazione.
Leggerlo è un atto di coraggio, ritrovarlo dopo anni è un gesto di sapienza, di penitenza, ma anche di glorificazione interiore, perchè la saga che noi tutti conosciamo ed è rimasta impressa nelle menti è sempre lì: eterna, capace come non mai di assimilarsi alla nostra realtà .
Lo scrittore che non muore mai.
La Terra di Mezzo, i suoi drammi, la sua geografia, i popoli, il valore del guerriero, la fallacità del potere, la magia e la supremazia della volontÃ
sono i temi che rendono forte ogni pagina.
“I Figli di Hurin”, come qualunque romanzo di Tolkien, merita di essere stretto fra le dita perchè questa è l’epica del Fantasy.
Marco Solferini
27
I Libri di Luca (Mikkel Birkegaard)
I Libri di Luca
Autore: Mikkel Birkegaard
Genere: fantastico, thriller
“I Libri di Luca” è un romanzo originale ed entusiasmante.
La storia narra di un gruppo di persone che, da tempo, ma in modo occulto,si adopera in una realtà parallela a quella canonica che noi tutti
conosciamo, usando poteri associati all’arte della lettura.
Essi prendono il nome di “*lectores*” e fondano la Società Bibliofila.
Posseggono capacità induttive che derivano dalla lettura e dall’identificazione che può nascere, nel lettore, con il testo.
Non sono veri e propri superpoteri nel senso classico dell’affermazione,bensì capacità che una parte di questa “elite” adopera per il bene
dell’umanità .
All’interno di questo gruppo si sviluppa una trama che nasce con un omicidio, in parte inspiegabile e che comporta la scoperta, da un lato, di
questo mondo parallelo e dall’altra la rivisitazione dei suoi stessi contenuti da parte di un esterno, di colui cioè che, predestinato fin dalla
nascita, è figlio proprio della vittima.
E’ una lettura introspettiva, ben articolata in capitoli che rappresentano un evoluzione coinvolgente dei personaggi e del relativo ambito in cui
interagiscono.
Si tratta di uno sviluppo imprevedibile, spesso condito dai colpi di scena, che svelano i retroscena di un indagine e di una metafora di quello che è il carattere delle persone, dell’individuo. Persino in un mondo clandestino, parallelo, quasi costretto ad uniformarsi per sopravvivere alla segretezza e nel contempo in perenne lotta per non smarrire la vocazione sua propria.
La natura umana diventa padrona delle motivazioni che ardono nel cuore e condizionano la mente.
La storia è avvincente, per quanti hanno sempre desiderato calarsi oltre la carta stampata: vivere una sorta di realtà virtuale nei panni dei
protagonisti dei tanti romanzi che, come scrigni fatati, attendono di accompagnarci nel loro mondo.
L’arte dell’Autore nasce da un superbo dosaggio delle misure con le quali gestisce l’evolversi della trama, l’animo del protagonista, i rapporti con i personaggi che incontra e della credibilità a fondo di una storia, certamente di genere fantastico.
Ma è anche l’opera di chi riesce a sapersi, inventare con spirito creativo ed innovativo.
C’è infatti in Birkegaard un autocontrollo letterario, frutto di una preparazione stilisticamente completa che gli consente di prendere per mano
il lettore e, senza mai strattonarlo, condurlo, passo dopo passo, in questa avventura.
“I Libri di Luca” è un romanzo per quanti sanno appassionarsi alla lettura con rispetto e credono in quella parte della favole che rappresentano sempre il fondo di verità .
Marco Solferini
26
Poesie di Manuel Caccone
Appassionato di poesia, Manuel Caccone si è qualificato finalista al premio XX G.G.Belli con “Amo ripenso e dunque sono” concorso in cui hanno preso parte e vinto poeti già affermati.
La poesia è mediata da uno stile leggermente prosastico e da una musicale cadenza dantesca. Parla dell’amore nelle sue varie sfumature.
“In un letto dimenticato” è la poesia con la quale ha avuto una menzione speciale al Concorso Nazionale di Poesia di Telese terme.
La poesia è incentrata sulla descrizione della bellezza di una donna tra ricordo e rimpianto; con sfumature nerudiane.
Con la poesia “Fusa di Spiriro” ha avuto un’ennesima menzione speciale al Concorso X Nazionale Tindari Patti.
E’ un sonetto di chiara tendenza dantesca come qualche stralcio di moderno.
Manuel Caccone è tuttora finalista al premio Mario dell’Arco 2009 e gli faccimo i migliori in bocca al lupo!
Per leggere le poesie cliccare sui nomi delle stesse evidenziati in rosso
25
Profumo dell’anima (Gigliola Biagini)
Titolo: Profumo dell’anima
Autore: Gigliola Biagini
Editore: Sovera
La normale vita di una donna può trasformarsi all’improvviso in una micidiale spirale di caos esistenziale che tenta di risucchiarne l’anima.
Si può sfuggire? Sì, si può.
Bianca, la protagonista, donna caratterialmente contraddittoria,non si farà stritolare dalle avversità e dal dolore, ma sarà capace di darsi una serenità interiore in un rinnovato equilibrio.”
24









