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Il labirinto del tempo (M. Fermine)
“Il labirinto del tempo”
Genere: Fantastico, esistenziale, drammatico.
Autore: Maxence Fermine
Testo visionario, esperienza di vita.
L’Autore ci scrive che la semplicità del sapere si tramanda attraverso una metafora ricchissima di insegnamenti.
Il romanzo è ambientato nel 1803 e ha come protagonista l’archimandrita Vassili Evangelisto, uomo attorno alle cui convinzioni si diramano una labirintica schiera di personaggi
Il tutto attraverso l’espressività di una storia fatta di misteri.
Il lettore viene esposto alle radiazioni contagiose di un enigma che è all’apparenza inspiegabile ed inaspettato.
Ambientato su di un Isola concepita per ospitare il tempo, ma anche le leggi che vincolano l’uomo alla Terra e al suo ideale concepimento.
La scrittura è agevole, fantasiosa e nel contempo particolarmente ricca di aneddoti che lasciano il segno, costringono, riga dopo riga, a gustare questo piccolo, ma geniale trattato sulla conoscenza.
Mai banale, sempre interessante.
Una narrazione dinamica, a tratti divertente, sempre intrigante.
Lettura coinvolgente e stimolante: per mentalitĂ che amano porsi gli interrogativi, evadendo dalla fattualitĂ empirica delle circostanze.
L’Archimandrita è l’uomo del sapere, intellettuale, ma saldamente unito dalla incrollabile volontà della fede. Egli si ritrova in un luogo dove il tempo, la più grande legge che domina il fato e l’evoluzione, non ha significato e dove l’incanto rende possibile anche l’improbabile, per concepire l’inverosimile.
Incontra personaggi che sono la storia del Mondo che cresce, nel tempo che si è fermato, ma che rappresentano anche le passioni, le debolezze, l’indomito spirito e tutto ciò che attraversa i secoli nella figura di persone che fanno la storia tramite le loro gesta.
Il minimo comune denominatore, quasi dogmatico, che vuole l’uomo dominato dal carattere.
Il conflitto interiore, determinante per comprendere i ruoli di una comunitĂ , le avversitĂ e nel contempo la capacitĂ di ritrovarsi.
Durante la lettura, nascono gli interrogativi più spontanei e si mischiano con una trama avvincente, fatta di metafore che nel loro “ritornare” denotano espressività , come se il dipinto prendesse vita e si sedesse accanto all’Autore, cominciando, a poco, a poco, a dipingere se stesso. Il lettore infatti, diventa tutt’uno con la storia, e mentre legge riesce a viverla in prima persona.
Questa è la grande magia che la bravura di questo Autore riesce a concepire.
“Il labirinto del tempo” è un romanzo per tutte le età , ma soprattutto per coloro che cercano la creatività come metodo per esprimere la libertà dell’Io. E’ un segreto svelato agli occhi della ragione.
Marco Solferini
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Il manoscritto dell’Imperatore (V.Montaldi)
“Il manoscritto dell’Imperatore”
Genere: Storico, narrativa
Autore: Valeria Montaldi
Valeria Montaldi è una scrittrice eccezionale.
Ci narra il passato con meticolosa correttezza e amore per i particolari.
Nella sua trama c’è un disegno eccelso, ricco di rifiniture simili a merletti e ambientazioni degne di una intensa scenografia.
I personaggi sono reali, tanto quanto le date e gli eventi: il loro pensare è incredibilmente certo, tanto che il lettore è affascinato e rapito dagli odori, dai colori e dalle riflessioni di questi protagonisti del passato.
Sfogliare queste pagine è un po’ come prendere un teletrasporto e scegliere di visitare la Parma del del 1200, una sorta di brughiera nostrana, attraverso un avvincente storia. Ecco allora che scopriremo pagine di intensi dialoghi, sempre organizzati secondo una tecnica impeccabile: logica ed appassionante. Mai banali o noiosi.
Il lettore si immedesima e si appassiona ad una narrazione che non tralascia il mistero, che si scopre lentamente, capitolo dopo capitolo e riesce a lasciare qualcosa di sé. Un moto di conoscenza e di consapevolezza, per arricchirci, dopo averci appassionato.
Scrittrice organizzata e precisa nella documentazione, di grande padronanza dialettica e lessicale, riesce a semplificare i contenuti, pur mantenendone inalterato lo stile e la ritualità . E’ testimonianza del rispetto storico con il quale Ella ci conduce e dell’abilità letteraria che solo la cultura e la ricerca, a monte di una vita spesa a coltivare la propria conoscenza intellettuale, è in grado di offrire.
“Il manoscritto dell’Imperatore” è un romanzo per chi ama la lettura, per coloro che credono nella cultura come arma vincente contro la metastasi dell’ignoranza e per quanti ancora sono convinti, a ragione, che il nostro passato abbia sempre qualcosa da insegnarci.
Marco Solferini
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Una passione sinistra (Chiara Gamberale)
Una passione sinistra
Romanzo sarcastico
Autore    Chiara Gamberale
Editore    Bompiani
In questo libro non c’è nulla di malefico o spaventoso.
Quel “sinistra” è riferito ad una passione extraconiugale che scombina due coppie: Bernardo e Nina sono di sinistra, Giulio e Simonetta simpatizzano per la destra.
Bernardo è un intellettuale un po’ freddo; Giulio è uno sciupafemmine affascinato dall’adulterio. Nina ama Bernardo, ma finisce per perdere la testa per il conservatore.
L’autrice mette in berlina entrambi gli schieramenti : la sinistra che pensa troppo e si paralizza, la destra che fa. Insomma, viene fatta della satira politica riferita al periodo tra la caduta del Muro e la vittoria di Berlusconi.
Il libro è diviso in capitoli brevi, simili a degli sketch e ciascuno di essi chiude con una citazione tratta dai discorsi dei vari politici.
Le battute fotografano un certo momento storico e, allo stesso tempo, rispecchiano la vicenda privata.
Concludendo, possiamo affermare che la love story privata viene scandita dalla passione politica con un minimo di suspense. Non sappiamo come andrà a finire la storia tra Giulio e Nina, se staranno insieme o torneranno ai rispettivi partner.
Proprio come ignoriamo cosa sarà l’Italia.
Chicca Franca
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La conseguenza dell’amore (Sulaiman Addonia)
La conseguenza dell’amore
Genere        Letteratura rosa
Autore         Sulaiman Addonia
Editore        Sperling & Kupfer
Per il giovane Naser, costretto a trasferirsi dalla natia Africa in Arabia Saudita per cercare lavoro, non è stato facile: ora è rimasto da solo.
Nelle pause, cerca l’ombra sotto la sua palma preferita scrivendo lunghe lettere alla madre lontana e sognando una bella ed irraggiungibile attrice egiziana.
E’ molto difficile accettare una società che pone tanti ostacoli tra uomini e donne, sotto gli occhi della polizia che controlla.
Un giorno una donna velata getta ai suoi piedi un biglietto che contiene una dichiarazione d’amore e promette di ritornare indossando delle scarpette rosa acceso, in modo che lui possa riconoscerla fra tutte le altre donne.
Nasce così, tra Naser e Fiore, un sentimento profondo che conduce i due amanti in un pericoloso vicolo cieco: in Arabia Saudita le relazioni tra uomini e donne non sposati sono proibite, talvolta perfino punite con la morte.
Il loro amore dovrà ben presto affrontare la prova più dura di tutte…
Franca Chicca
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La bambina di sabbia(Bashir Halima)
“La bambina di sabbia”
Autrice: Bashir Halima
Genere: Drammatico, narrativa, diritti umani.
“La bambina di sabbia” è un libro particolarmente coraggioso e obbligatoriamente “duro”.
La realtà , purtroppo, è affrontata con piglio giornalistico di estrema evidenza, quindi: meno parole e più fatti. Inutile ricorrere alle metafore o alle sofisticazioni burocratiche per descrivere quello che accade in alcune regioni dell’Africa, nello specifico, il Darfur.
Omicidi, violenze, stupri, ritorsioni.
I diritti umani non sono semplicemente violati, sono trattati con sadismo irriverente.
L’unica legge è quella del più forte che, come nel medioevo, può compiere deliberatamente qualunque azione. Restando impunito.
Per una donna è ovviamente peggio.
La riduzione in schiavitù, fisica e psicologica, è una delle costanti del testo, che narra di abusi, soprusi, ma soprattutto la disumanizzazione dell’essere umano.
E’ impossibile inoltre, non prendere atto anche del pesante “j’accuse” che, pur senza nominarlo mai, viene riferito ai membri dell’Organizzazione delle Nazioni Unite e in particolare a questi spettatori distratti quali sono i Paesi Industrializzati.
L’autrice vuole sollevare delle domande. Ci chiede: “visto che sapete, perché ignorate?”.
E che genere di civiltĂ potrĂ mai essere la nostra, quando rammenta solo a tratti, fra una spesa al supermercato, un aperitivo e una giornata di lavoro, nel mezzo di un fine settimana, oppure nel momento in cui scuotiamo la testa per qualche secondo di fronte ad una pubblicitĂ o un programma televisivo. Per poi tornare ai nostri affari, fra pensieri, sorrisi e storie di vita privilegiate, per essere nati nella parte buona del pianeta.
Abbiamo sempre la scusa nel cassato, c’è sempre un “non posso”. Ma sappiamo fin troppo bene che spesso è solo un “non voglio”.
E’ inevitabile affrontare l’ipocrisia di quanti desiderano sentirsi buoni e allora compiono una sorta di donazione a se stessi: la carità dell’opportunismo, per comprarsi la demotivazione delle coscienze.
L’Autrice invece, ci narra come stanno le cose. Come funzionano, persino adesso, mentre stai leggendo queste righe.
La consapevolezza non si annulla, ha una costante, che accompagna la crescita, possiamo unicamente addormentarla usando tutte e sette le arti liberali che ci hanno reso schiavi coscienti all’interno di queste gabbie senza sbarre: le nostre città . Il mallo dell’ipocrisia e dell’avarizia, della falsità e nel contempo dell’avidità . Volontari carnefici per l’indifferenza.
La più grande opera delle nostre generazioni è avere dato forma e consistenza alla scarsa onestà intellettuale che nega la natura stessa dello studio e del ricordo. Quella memoria ad intermittenza che dobbiamo apprendere dai libi di sucuola, ma forse solo per questioni di comodo, e non per esprimere un sentimento di libertà che oggi, più che mai, passa attraverso la solidarietà e la fratellanza.
L’abuso delle frasi giornalistiche e dei parlatoi politici sono la firma della disonestà del nostro tempo, del intellettuale meschino, pietoso, afrodisiaco e adulterino, innamorato del suono della propria voce.
Domandiamoci quali sono i valori a mezzo dei quali si misurano le persone, in questa specie di civiltĂ ragionata, piĂą che della ragione.
Una costante del possesso, della proprietà intesa come trasformismo “fra ciò che si è, attraverso quel che si ha”. Questi mostri del menefreghismo moderno e contemporaneo, sono i principali alleati di quei mostri che, nel testo, commettono crimini senza alcuna pietà .
“La bambina di sabbia” è un atto di denuncia sociale ed umanitario che non vuole essere una parentesi, bensì il prologo per un coinvolgimento emotivo che parte dal singolo, senza scusanti e senza mezzi termini.
Marco Solferini
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