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Rec. cong.di “Angeli e Demoni e Gli Illuminati di Baviera”
Recensione di: “Angeli e Demoni” e “Gli Illuminati di Baviera”
Genere: Avventura / romanzo storico
Autore: Dan Brown / Augustin Barruel
Angeli e Demoni è un romanzo d’avventura.
Gran parte di quello che è possibile scrivere, sull’opera letteraria, si mischia inevitabilmente con il nome dell’Autore, Dan Brown, a causa delle vicissitudini legate al Codice da Vinci.
In verità , Angeli e Demoni è stato scritto prima (nell’anno 2000) ed è certamente una narrazione dallo stile avvincente, e coinvolgente, ma in nessun caso archeologicamente blasfema.
Anzi, i rilievi storici ed artistici sono precisi ed entrano a far parte di quella che è o meglio vuole essere, la figura del protagonista: il Prof. Robert Langdon
Questo personaggio è una sorta di testamento vivente e biologico dell’Autore.
Infatti, il nome è anzitutto ispirato da una persona vivente, John Langdon: professore di tipografia alla Drexel University.
Costui crea degli “ambigrammi” e cioè delle scritte che possono essere lette sia da destra che da sinistra oppure sia da sopra che da sotto.
Il che li distingue dai c.d. palindromi, che invece possono essere letti solo, tanto da destra quanto da sinistra.
Il più famoso di quest’ultimi risale al Medioevo ed è un “semplice” indovinello latino: “In girum imus nocte, ecce, et consumimur igni” La frase può essere letta anche a ritroso ed il significato non cambia.
Nell’epoca passata si ipotizzava che le frasi c.d. palindrome avessero una valenza magica o meglio esoterica, e che fossero formule da pronunciare per poi bruciare il foglio sul quale erano scritte.
L’origine invece, si fonde con la leggende e si presume che l’inventore sarebbe stato il poeta greco Sotade, vissuto nel III secolo, in Alessandria d’Egitto.
Anche gli ambigrammi sono stati tacciati avere significati esoterici, ma piĂą spesso per scopi commerciali, data la loro natura curiosa e accattivante.
Il Professore del romanzo, insegna presso l’Università di Harvard ed è un esperto di simbologia religiosa.
Portatore di un bagaglio di conoscenza, il Professore si scontra con una realtà da thriller all’americana, fatta di mistero, inseguimenti, uccisioni e personaggi ambigui, sullo sfondo della Città del Vaticano.
Ovviamente, lo stile è quello avventuroso, con rapidi cambi di scena ed un evoluzione vorticosa che punta al momento più drammatico: la rivelazione, metaforica, dell’ambivalenza del potere.
Da un lato infatti, la centralità del credo religioso sembra in conflitto con la natura umana della credenza intima e terrena dell’equilibrio.
La Chiesa, viene rappresentata non come un Istituzione che genera persone, bensì individui che ne entrano a far parte e certamente sviluppano un ego che non necessariamente è una simbiosi di natura teologica con le sacre scritture.
In altri termini, la natura umana prende il sopravvento, anche se si tratta di religiosi, ma l’Autore insinua il dubbio che questo accada solo nel
momento di “vacanza” dall’ordine e dalla gerarchia cui la Chiesa è votata, infatti, la vicissitudine si svolge durante un Conclave, per l’elezione di un nuovo pontefice.
La c.d. setta degli Illuminati è un argomento assai più complesso e ci introduce al secondo testo di questa recensione.
Va detto che, è esistita veramente, e chiunque voglia leggerne in proposito può cercare in libreria il testo di Johann Adam Weishaupt che si intitola: “Gli illuminati di Baviera” (è tradotto anche in Italiano) oppure documentarsi tramite l’onnipresente wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Illuminati
L’origine risale al 1776, ma secondo alcuni studiosi la si potrebbe retrodatare di qualche anno per via del fatto che in precedenza era un semplice “progetto”.
La natura dell’organizzazione era di stampo Massonico, non a caso in quel periodo storico sorgevano innumerevoli Logge Massoniche in tutta Europa. Va rammentato che è del 1717 la costituzione della Gran Loggia D’Inghilterra.
Le società segrete, si potrebbe affermare, come fossero all’ordine del giorno o meglio, della notte, visto che buona parte dei riti erano officiati al calare del sole.
Il punto è che, a differenza di molte altre Istituzioni (termine comune, nel dialogo, per identificare la Massoneria, senza citarla), quella degli Illuminati, funzionò.
In che modo? Beh.. diciamo che riuscì a creare un forte corporativismo introducendo un concetto che successivamente le valse la nomea sinistra ed occultista: il sacrificio.
Non una banalità ritualistica o fisica, bensì una devozione che sfociava nell’apertura incondizionata dei cancelli del proprio “Io”: l’ego dell’uomo intimamente legato alla sua intrinseca ed interiore evoluzione.
Si potrebbe affermare che gli Illuminati sacrificano la ragione all’altare dell’evoluzione, la cui rinascita comporta la creazione di un individuo macchinoso e contorto che fa dell’incompletezza interiore una arma per il controllo di sé e della società , intesa come sistemi interagenti a matrice complessa.
In un certo senso gli Illuminati ebbero a considerare non tanto l’Obbedienza alle regole e allo stile, oltre che la segretezza finalizzata al concetto di Fratellanza, bensì la rottura di ognuno di questi elementi. In estrema sintesi, la principale debolezza umana: l’errore.
Cerco adesso di fare un breve excursus basandomi su innumerevoli letture e senza assumere il tono saccente della didattica.
Anzitutto, la Loggia degli Illuminati è esistita e, secondo fonti, non ufficiali, si è anche più volte ricostituita.
Recentemente, non pochi sono stati gli ex. aderenti al Grande Oriente Italiano (c.d. GOI, la prima Obbedienza d’Italia) al centro di una presunta ricostituzione degli Illuminati, secondo una stampa “underground”, peraltro con sede, niente di meno che, a P.zza di Spagna, in Roma!
Di fatto, pare che gran parte della documentazione relativa alle ricostruzioni dei tentativi di rifondazione della Loggia siano segreti.
Soprattutto, per quanto concerne un potentato bancario internazionale che ebbe a coalizzarsi nei confronti del comune nemico socialista/comunista, del passato, e che avrebbe visto come partecipi i vertici di alcune delle più importanti e note case d’affari o c.d. marchant banks.
In effetti, la notizia che si fonde con la diceria, e che non ha fondamento di prova alcuna, vorrebbe le liste degli aderenti al sicuro, in una cassetta di sicurezza di una Banca Svizzera (Banque Piquet) o perlomeno, si sostiene, che ci siano stati.
Certo che, se il c.d. Vangelo secondo Giuda era custodito in una cassetta di sicurezza della Long Island (USA), non vedo perché, i Confratelli Illuminati, non possano starsene tranquillamente in Svizzera!
Tali liste sarebbero rigorosamente cartacee per il timore ossessivo di essere oggetto di atti di pirateria informatica, che potrebbero sottrarre tali nominativi.
Del resto questo tema è lungamente sostenuto da una copiosa bibliografia degli eventi legati alle Logge Massoniche, che prendono sempre come depositari delle liste o Professionisti, con i loro armadi chiusi a chiave, oppure altri soggetti con cassette di sicurezza oppure casseforti, stile film americano.
Ma ovviamente questa verità diventa un romanzo: è assai facile divagare su argomenti come questi e gli spunti per una narrazione non sono certo pochi.
Di veritiero c’è che praticamente tutte le Istituzioni Massoniche hanno, nel corso dei secoli, cercato di applicare i precetti di Johann Adam Weishaupt.
Addirittura, non molti sanno che, persino il celebre occultista inglese Aleister Crowley fu iniziato ad una Loggia Massonica, pesantemente ispirata ai contenuti degli Illiminati e non solo.
Sganciatosi dalla Fratellanza, l’occultista seguì altre pratiche, ma nel mentre della sua permanenza ebbe modo di conoscere un altro personaggio che non poco trasse dagli insegnamenti massonici illuminati, la sua ispirazione per creare un movimento: si trattava di Ron Hubbard, che creò Scientology.
Hubbard infatti nel 1945 conobbe e frequentò (le ragioni sono oggetto di una lunga serie di opinioni divergenti) uno dei protetti di Crowley, tale Parsons.
Il meccanismo di apertura praticato da quest’ultima associazione, la c.d. confessione per scalare i gradi o, come sono definiti in questo caso gli “O.T.” è esattamente uno dei precetti applicati da Weishaupt.
Come sopra ho spiegato, infatti, il timore di Weishaupt era quello che, il legame iniziale cioè l’adesione attraverso l’iniziazione, si potesse, con il tempo, affievolire.
Questo sarebbe potuto accadere per molteplici ragioni: forse per scarsa adesione, ma anche per altri fattori, come per esempio una debolezza dovuta a un ricatto o magari il timore della morte che avrebbe avvicinato ad altre credenze, non ultima quella religiosa.
Di fatto Weishaupt aveva compreso quanto poteva essere inaffidabile l’animo umano e, in particolare ebbe a preoccuparsi di come le stesse società segrete si sarebbero potute spaccare per insidie del tutto interne.
Quindi, la confessione dei peccati, se pubblica, fungeva da arma di liberazione interiore, ma anche di potenziale ricatto.
Basti pensare, per esempio, cosa avrebbe potuto significare il rendere noti, magari anche producendo prove, certuni interessi sessuali o prassi di carriera.
Una considerevole applicazione di questi precetti degli Illuminati, fu fatta, poi, dalle giovani confraternite americane che ebbero a funzionare particolarmente meglio di quelle piĂą vecchie europee.
Infatti, mentre nel vecchio continente si affermava il flagello delle lotte intestine, spesso determinate da Logge che si trasformavano in veri e propri alveari di raccomandazioni e favoritismi per gli aderenti e la relativa prole, in America certune applicazioni dei precetti Illuminati, fondavano potenti e assai influenti confraternite.
In particolare, di provenienza universitaria che successivamente ebbero anche un riflesso notevole in alcuni ambiti della societĂ americana.
In effetti, alcune organizzazioni relative ai servizi segreti, quali ad es. l’OSS, antecedente della più nota CIA, ebbero una fortissima infiltrazione massonica al loro interno, proprio da quelle Logge che applicavano i criteri degli Illuminati.
La crisi Massonica del vecchio continente, del resto, è stata ben sintetizzata nella lettera che Lord Northampton ha pubblicato nel 2008 e dalla cui lettura ci si può fare un idea interessante di come si lo stesso Lord a dichiarare che la Gran Loggia Unita d’Inghilterra sta attraversando una profonda crisi.
E’ veramente interessante, per lo studioso, comparare quello che è scritto nella lettera con i timori di Weishaupt: c’è coincidenza.
Per esempio, Lord Northampton critica apertamente il meccanismo di ingresso nella Massoneria e il poco tempo con cui si accede ai gradi superiori che non consente di acquisire un adeguata padronanza della ritualistica, la quale sembrerebbe decaduta a prassi giudicate noiose da molti Confratelli.
C’è una prevalenza del materialismo ad usufrutto carriera che inevitabilmente sfocia nel personalismo e come tale rende difficile la c.d. Obbedienza, portando alla creazione di vere e proprie correnti di pensiero, a volte talmente distanti da dequalificare il concetto stesso di fratellanza.
Weishaupt fu certo in anticipo sui tempi.
Tuttavia, va infine aggiunto che, a differenza del dato storico e dei riferimenti esoterici oltre che archeologici, la loggia degli Illuminati era particolarmente pratica e scarsamente interessata all’esattezza della ritualistica, che in effetti semplificava brutalmente.
Questo era dovuto al fatto che, secondo Weishaupt il miglior modo era sfruttare, o meglio controllare, i c.d. stolti, cioè persone facili da controllare perché amanti dei piaceri terreni e non abituati a coltivare l’intelligenza.
A quest’ultimi era il si il caso di insegnare, ma cose semplici e non troppo complesse.
Non a caso, le Logge piĂą giovani, che ne hanno adottato i precetti, oltreoceano, sono lontane dalla correttezza ritualistiche piĂą antica, che rappresenta un enorme bagaglio culturale massonico (troppo lungo per essere, anche solo sinteticamente espresso in questo ambito).
Si può pertanto concludere affermando che, gli Illuminati sono morti, sepolti e poi, proprio come vuole la tradizione Massonica, rinati! Ma ciò è accaduto attraverso gli scritti e l’interpretazione degli stessi.
Ovviamente, non tutto ciò che è stato, può considerarsi veritiero, nella ricostruzione, perlomeno non al 100%, peraltro, buona parte di questi argomenti sono stati spesso oggetto di teorie del complotto globale o altre fantasiose affermazioni.
Certamente il lettore potrà , se lo desidera, andare in biblioteca e libreria per leggere il libro su Weishaupt, scritto da Augustin Barruel: “Gli Illuminati di Baviera” e dopo, magari, “Angeli e Demoni”. Il primo per conoscere una parte della storia, il secondo per appassionarsi ad una trama avvincente.
Dott. Marco Solferini
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