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I Libri di Luca - Mikkel Birkegaard
Autore: Mikkel Birkegaard
Genere: fantastico, thriller
“I Libri di Luca” è un romanzo originale ed entusiasmante.
La storia narra di un gruppo di persone che, da tempo, ma in modo occulto, si adopera in una realtà parallela a quella canonica che noi tutti conosciamo, usando poteri associati all’arte della lettura.
Essi prendono il nome di “lectores” e fondano la Società Bibliofila.
Posseggono capacità induttive che derivano dalla lettura e dall’identificazione che può nascere, nel lettore, con il testo.
Non sono veri e propri superpoteri nel senso classico dell’affermazione,bensì capacità che una parte di questa “elite” adopera per il bene dell’umanità .
All’interno di questo gruppo si sviluppa una trama che nasce con un omicidio, in parte inspiegabile e che comporta la scoperta, da un lato, di questo mondo parallelo e dall’altra la rivisitazione dei suoi stessi contenuti da parte di un esterno, di colui cioè che, predestinato fin dalla nascita, è figlio proprio della vittima.
E’ una lettura introspettiva, ben articolata in capitoli che rappresentano un evoluzione coinvolgente dei personaggi e del relativo ambito in cui interagiscono.
Si tratta di uno sviluppo imprevedibile, spesso condito dai colpi di scena, che svelano i retroscena di un indagine e di una metafora di quello che è il carattere delle persone, dell’individuo.
Persino in un mondo clandestino, parallelo, quasi costretto ad uniformarsi per sopravvivere alla segretezza e nel contempo in perenne lotta per non smarrire la vocazione sua propria.
La natura umana diventa padrona delle motivazioni che ardono nel cuore e condizionano la mente.
La storia è avvincente, per quanti hanno sempre desiderato calarsi oltre la carta stampata: vivere una sorta di realtà virtuale nei panni dei protagonisti dei tanti romanzi che, come scrigni fatati, attendono di accompagnarci nel loro mondo.
L’arte dell’Autore nasce da un superbo dosaggio delle misure con le quali gestisce l’evolversi della trama, l’animo del protagonista, i rapporti con i personaggi che incontra e della credibilità a fondo di una storia, certamente di genere fantastico.
Ma è anche l’opera di chi riesce a sapersi, inventare con spirito creativo ed innovativo.
C’è infatti, in Birkegaard, un autocontrollo letterario, frutto di una preparazione stilisticamente completa che gli consente di prendere per mano il lettore e, senza mai strattonarlo, condurlo, passo dopo passo, in questa avventura.
“I Libri di Luca” è un romanzo per quanti sanno appassionarsi alla lettura con rispetto e credono in quella parte della favole che rappresentano sempre il fondo di verità .
Marco Solferini
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Il figlio del cimitero - Neil Gaiman
Genere: Fantastico.
“Il figlio del cimitero” è un romanzo di Neil Gaiman.
Autore mitico, contemporaneo della letteratura americana, in Italia è noto al grande pubblico sopratutto per le sue sceneggiatore nel segmento dei Fumetti.
Ha firmato alcune delle più acclamate e celebrate opere nel mondo dei “comics” (il luogo dove c’è tutta la conoscenza del Mondo direbbe Hiro del telefilm Heroes)
E’ uno scrittore di altissima caratura, dotato di caratteristiche che lo rendono completo sotto tutti i profili, tanto nella stesura espositiva della narrazione, quanto nei dialoghi.
Riesce a creare, con una sintesi di contenuti, situazioni e ambientazioni che meritano la citazione e spesso la rilettura di alcuni passaggi, a tratti così dolci ed efficaci, da rappresentare un moto di forza perpetua nell’immaginario del lettore, cui letteralmente strappa le emozioni.
Ci sono epoche storiche negli scritti di Gaiman che possono essere oggetto di moltissimi distinguo perchè questo straordinario genio contemporaneo, ama le citazioni, non solo letterarie, ma sopratutto come metodo narrativo suo, retaggio evidente di un immenso bagaglio di letture che padroneggia con memoria e rispetto.
In ogni suo romanzo, infatti, ritroviamo pezzi di letteratura provenienti da ogni parte del Mondo, provenienti da tempi e periodi diversi, per questo è difficile a volte, scindere il significato letterale delle sue narrazioni, da un grande artefatto sociologico e psicologico della vita, con metafore di stile e argomenti di riflessione filosofica.
In questa sua ultima opera c’è tutta la testimonianza evidente del bagaglio culturale accumulato fino ad oggi, in ogni riga ed espressione.
La storia comincia con la descrizione di un omicidio plurimo, ad opera di un sinistro assassino ed è così intensa e vivida quest’azione da risultare anche sconvolgente, per i suoi tratti di realismo.
Una Famiglia sterminata, in una sola notte.
Un unico sopravvissuto: un pargolo, troppo piccolo per non essere guidato dall’invisibile mano del fato che lo sottrae, con l’astuzia della curiosità e l’irriverenza della semplicità , a questo perverso e spietato eccidio.
La sua inconsapevole fuga lo porta sull’altura di una collina, oltre il villaggio, laddove dimorano i morti: il cimitero.
Questo non è il luogo dell’eterno riposo, bensì un mondo eterno e perpetuamente contemporaneo, dove le anime dei defunti vivono la non – esistenza, quel che resta cioè del sogno che era la vita.
Il figlio dell’uomo viene salvato e poi adottato da una coppia di defunti ed è l’inizio di una serie di storie che, suddivise in capitoli, narrano l’affascinante e misteriosa vita nel cimitero, così ricca di personaggi, aneddoti, pericoli e leggende, in grado di trascinare il lettore pagina dopo pagina, attraverso questa realtà sconosciuta, eppure così straordinariamente avvincente.
Incontreremo i Ghoul, la Strega, il Lupo Mannaro (Mastino dei Dio), conosceremo la magia e ancora avremo la prova che i veri mostri sono sempre in carne ed ossa.
Cresceremo con Nobody Owens (questo il nome del bambino che si farà adolescente e poi ragazzo), vivendo le sue avventure, imparando la sua nuova arte e l’arcano che si cela nel suo passato.
Conosceremo i suoi amici e il suo tutore, Silas, che non è vivo e nemmeno morto, e rappresenta più di quel che la virtù dell’uomo sembra voler ricordare.
Poi scopriremo il segreto dietro l’eccidio della sua Famiglia e il nome che la Confraternita ha dato all’assassino per giustificare i suoi “perchè”.
Gaiman è un tutto: coinvolgente e appassionato, saggio e riflessivo, lascia spazio al lettore e nel contempo sa come coinvolgerlo in questa avventura.
“Il figlio del cimitero” è catalogato come un romanzo per ragazzi, ma io credo che lo debbano leggere tutti coloro che almeno una volta nella vita, hanno capito cosa significa essere adolescenti e sono stati in quel luogo di meraviglie dove i sogni non muoiono mai.
Marco Solferini
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Il Club Bilderberg - Daniel Estulin
“Il Club Bilderberg”
La storia segreta dei padroni del Mondo
Genere: Giornalismo, attualitĂ contemporanea
Il Club Bilderberg è un romanzo documentario, in cui l’Autore mescola da un lato, la sua esperienza di ricerca e raccolta informazioni e, in altra misura, la vicessitudine personale riconducibile a questa indagine.
Per capire le ragioni del testo è bene cercare di spiegare alcuni elementi, allo scopo di fare chiarezza o meglio sarebbe, gettare una luce ragionevole, su argomenti che, a tratti, fanno del mistero, una sorta di dogma comunicazionale.
Va detto anzitutto che, chiunque su internet faccia una ricerca sul tema delle societĂ segrete o delle cospirazioni, si imbatterĂ in una moltitudine di pagine web dedicate al club Bilderberg.
Il che colloca questa realtĂ o presunta tale, al centro di un attenzione mediatica molto particolare.
Ciò posto, infatti, è assai opportuno distinguere, nel testo, due distinti, per quanto collegabili, filoni narrativi.
Il primo tende a voler provare l’esistenza del Club.
Il secondo, invece, vuole spiegarne gli scopi.
Per quanto riguarda il primo aspetto, c’è, in calce al libro, un ampia documentazione che, se originale, com’è doveroso credere in ragione della pubblicazione stessa, dimostrerebbe l’esistenza di una realtĂ corporativa ed il tipo o genere di appartenenze, che ne rappresentano l’esperienza passata e contemporanea (il libro è aggiornato con l’incontro del 2009, quindi il piĂą recente ad oggi).
In particolare, circa la partecipazione alle riunioni annuali, che si svolgerebbero in Nazioni ogni anno diverse, di personalitĂ di spicco della politica, del mondo dell’imprenditoria e della finanza.
A tal proposito però, occorre aprire una parentesi, perchè realtĂ analoghe esistono giĂ da tempo e sono ampiamente legittime nonchè riconosciute. Basti pensare alle riunioni dell’OCSE o del G8 o di circoli dedicati allo studio dell’economia come ad esempio il prestigioso Istituto Aspen.
La ragione di tali incontri, ben noti ai mass media e alla pubblica opinione, è sempre di natura macroeconomica, cioè lo studio delle fluttuazioni per macro aree (come ad es. tutta l’U.E o gli Stati Uniti o l’Asia) di politiche e cicli economici. In questo caso l’economia è intesa come un paziente che dev’essere studiato e, all’occorrenza, analizzato per trovare una possibile cura ai suoi malanni.
L’Autore però, confuta a piĂą tratti questa sorta di spiegazione per analogia, affermando che il Club Bilderberg andrebbe oltre tali intenti poichè lo scopo, reale, sarebbe quello di controllare l’economia mondiale. Di qui anche l’enfasi posta nel sottotitolo del testo: “la storia segreta dei padroni del Mondo”.
E’ ovvio argomentare, a contrario, che se così in effetti fosse, sarebbero davvero riusciti male nel loro intento questi presunti “padroni”, basti pensare del resto alle tante crisi economiche, piĂą o meno impreviste che si sono verificate negli ultimi anni.
Siccome inoltre, l’Autore, pubblica l’elenco dei partecipanti, è obbligatorio rilevare che molte delle societĂ che sono menzionate, se la sono vista assai brutta in piĂą occasioni, il che delegittima un pò il ruolo di questo Club come di grande fratello Orwelliano dell’economia.
Ma osservando la lista di nomi che l’Autore propone, salta subito all’occhio non tanto la presenza, bensì l’assenza di molti, moltissimi nominativi, piĂą o meno noti.
In particolare, se volessimo monetizzare le assenze, cioè fare un parallelo fra i capitali presumibilmente coinvolti in queste riunioni e quelli che mancano all’appello, ci accorgeremmo che quest’ultimi sono molto piĂą corposi rispetto ai primi.
L’Autore offre una spiegazione che tuttavia, in questo caso, non è mai provata in alcun modo.
Tale sarebbe che il Club nacque nel dopoguerra e quindi nel corso degli anni, e sopratutto dopo che il capitalismo occidentale vinse la guerra fredda contro il sistema socialista dell’ex URSS, gli incontri sarebbero cambiati.
Una sorta di mutazione endemica che avrebbe quindi anche trasformato l’attivitĂ del Birderberg.
Di questo però non ci sono prove, salvo alcune foto che in buona sostanza ritraggono solo personaggi noti durante dei meeting o degli incontri informali, la natura dei quali non è possibile documentare.
Va inoltre aggiunto che paradossalmente buona parte di queste persone le si può incontrare anche d’estate in localitĂ turistiche o ristoranti esclusivi.
Cero quello da me offerto è un paragone minimalista, ma vuole semplificare apposta il fatto che, per fare affari, specie nell’epoca delle comunicazioni, forse non è così necessario un simile apparato organizzativo come quello presumibilmente a disposizione di questo Club.
Si deve inoltre aggiungere che buona parte delle societĂ , secondo l’Autore coinvolte, sono anche legate a doppio filo con le stesse Banche o societĂ finanziarie altresì presenti nell’elenco dei presunti partecipanti.
Il che si presta ad una spiegazione che molto poco ha da spartire con la teoria della cospirazione.
Infatti, dalla mitica favola dell’Orafo, che spiega le origini delle Banche, queste proteggono sempre il capitale investito. In sintesi si pensi ad un Fondo di Investimento che investe una somma in azioni di una societĂ . Orbene, è ovvio che vorrĂ fare in modo che quest’ultima ottenga risultati positivi e certo è interessato a partecipare alle politiche aziendali. Del resto, ne è praticamente azionista e come tale, socio, al pari di chiunque altro.
Molto spesso poi, chi lavora ad alti livelli nelle c.d. “corporazioni o holding” riceve dei benefici anche in termini di opzioni, azioni o altri prodotti di natura finanziaria, quasi sempre in base al rendimento.
Il che porta ad una sorta di legame a tre, fra la societĂ , la banca finanziatrice e detentrice di partecipazioni o creditrice dell’impresa stessa e i managers che prendono le decisioni, le quali hanno un riflesso, tanto sulla societĂ quanto sulle Banche, direttamente o indirettamente, coinvolte.
E’ del tutto legittimo presupporre che questa ragione spieghi la presenza, in contemporanea, della finanza laddove è altresì presente l’economia imprenditoriale.
Tuttavia, l’Autore propone teorizzazioni diverse, in particolare cospirative, che chiamano in causa fatti piĂą o meno noti, e per ognuno dei quali è rimessa alla capacitĂ di discernimento del lettore, valutare se i fatti abbiano o meno una spiegazione alternativa.
Di fatto, purtroppo, forse per cercare di sviluppare il miglior coinvolgimento possibile del lettore, l’Autore spesso insiste nella suspense, creando un aspettativa rivelatrice.
In buona sostanza, suggerisce e a piĂą riprese alza la tensione, facendo credere che da un momento all’altro arriverĂ la sconcertante rivelazione circa l’innominata veritĂ .
Di tale “pistola fumante” non ho rinvenuto, a titolo personale, alcuna traccia nel testo.
Infatti, a parte la documentazione circa le riunioni effettuate, non v’è prova empirica di quello che accade, a parte una corporsa alea di riservatezza.
Ma anche questa ha una spiegazione molto logica, che chiama in causa proprio i grandi capitali non coinvolti negli incontri. Si pensi anche solo al fatto che intere aree geografiche, come il Medio Oriente o l’Asia o l’America latina sono spesso, o scarsamente rappresentate o addirittura assenti.
E’ ovvio che nell’economia globale i competitori di questa o quella grande societĂ hanno interesse a sapere quali sono le sue strategie di mercato. Di qui, la necessitĂ , piĂą che comprensibile di essere riservati.
Vengono poi citati, nel corso del testo, a più riprese, altre istituzioni, di vario genere o natura, ognuna delle quali però, se digitata in un qualunque motore di ricerca rivela la propia esistenza, con sedi fisiche, persone che le rappresentano in qualità di Presidenti, Segretari e via dicendo, oltre che numerose pubblicazioni, liberamente acquistabili da chiunque.
Non pare quindi che vi sia nulla di segreto.
Forse l’unico vero elemento che emerge è la scarsa cultura economica nelle societĂ moderne.
Il disinteresse per materie relegate ai soli addetti ai lavori, unitamente alla loro complessitĂ .
Combinazioni che possono ingenerare la sensazione che esistano dei sottoinsiemi di aggregati i quali cercano di ovviare e rimediare alla lentezza degli apparati politici, cioè alla loro spesso evidente e conclamata inadeguatezza, nel porsi di fronte ai temi dell’economia.
Quindi, una sorta di autoregolamentazione che peraltro in Italia è ampiamente nota, basti pensare al fenomeno delle c.d. norme bancarie uniformi le quali in buona sostanza erano un modo per gli istituti di credito di autoregolamentarsi fra loro.
Se in tutto ciò esiste una forma di ingiustizia va ricercata nel libero mercato e nel danno patito dai consumatori, ma non in attività cospirative. In fin dei conti è tutto molto più umano e meno complesso.
Tutto ciò posto, “Il Club Bilderberg” è una lettura piacevole che può tranquillamente essere il punto di partenza di una analisi sobria e responsabile di alcune tematiche, ma che ritengo dovrebbe essere sopratutto vissuto con un fortissimo sentimento di realismo e pragmatismo.
Marco Solferini.
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Ritual - Mo Hayder
Genere: Thriller
“Ritual” è un trhiller ambientato in una Bristol oscura e anticonformista, ricca di dettagli che nascondono la verità .
E’ la storia di un indagine che comincia con il macabro ritrovamento di una mano mozzata, nelle torbide acque del porto, dove sembra dormire una realtĂ parallela alla vita di tutti i giorni; una realtĂ Â che ha covato, nel tempo, un profondo spirito di coabitazione con un malefico istinto primordiale dell’uomo.
Il sergente Phoebe “Flea” Marley è un giovane agente specializzato in ricerche subacquee che si porta alle spalle un passato difficile, devastato da un dramma che ha lasciato profonde ferite e interrogativi che le impediscono di avere una vita comune, senza strascichi di dolore e incomprensione.
E’ affiancata nell’indagine dal detective Jack Caffery, l’uomo risoluto e cinico, autodistruttivo, senza pace, un paradosso di crisi esistenziale ed egocentrismo che sembra destinato ad una ricerca senza tempo: la condanna per avere anch’egli un segreto nel suo passato, una colpa da cui non riesce a sganciarsi.
E’ profonda la vena descrittiva che l’Autrice segna, pagina dopo pagina, per caratterizzare i suoi personaggi e raccontare al lettore le storie di una vita che nel passato, trova ben più di una legittimazione alle azioni e ai dubbi del presente.
C’è un sistematico sviluppo dell’ambientazione che, simile a delle telecamere in movimento, conducono dapprima lentamente, ma in un crescendo di coinvolgimento e partecipazione emotiva, alla definizione degli ambienti e alla scoperta, in prima persona, di un indagine che porta dove l’incubo ha avuto inizio: la ritualitĂ .
Nel testo si sviluppa il dramma di una religione basata sulla magia, il “muti” un prassi barbara e disumanizzante perchè basata su rituali fatti con la “carne” e con il “sangue”.
E’ una credenza che viene dall’Africa, dal tempo remoto. Gli uomini che la praticano oltrepassano il confine che definisce la civiltĂ . Quel che resta è il massacro della pietĂ all’altare della credenza.
Ambienti atroci, scene crude, destini al singhiozzo, fra la follia e la mutilazione.
Sullo sfondo, il dramma della droga che come una megera infame non abbandona coloro che nel suo grembo trovano riparo, e ha tanti nomi e molte vesti, nel romanzo come nella vita.
La droga è la polvere bianca, la sostanza che, iniettata, porta alla falsa sonnolenza della ragione, ma anche “l’uomo che cammina” e che indica la via al detective Caffery o “l’ibogaina” che porterĂ Flea a confrontarsi con il suo passato dimenticato, con la memoria che solo dove riposano i morti può conciliare le risposte alle domande piĂą innominate.
Tutto questo si sviluppa in un turbinio di azione, indagine, sospetti, efferati omicidi e drammi esistenziali.
Un avvincente storia. Una narrazione dalle tonalità dark, certamente coinvolgente, degno di una lettura lunga e approfondita, per una prepotente dose di adrenalina.
“Ritual”, è un romanzo in grado di appassionare ed insegnare che c’è sempre un disegno, anche laddove il fato stesso sembra non riconoscerlo e il destino, per quanto brutale, ha qualcosa in serbo per tutti noi, ovunque e in ogni caso.
Marco Solferini
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Il pittore di battaglie - Arturo Pérez-Reverte
Genere: Drammatico, storico, sentimentale
“Il pittore di battaglie” è un romanzo sulla guerra e sull’arte.
L’Autore è Perez Reverte, vero e proprio conquistatore del pubblico a suon di best sellers.
Il tema di fondo è quello di un fotografo che, dopo anni di attività nelle c.d. zone di guerra, decide di ritirarsi nella solitudine di una torre, antistante il mare, dove egli comincia un grande affresco pittorico.
In quest’opera, egli riversa la sua conoscenza dell’arte, ma altresì la competenza acquisita tramite il lavoro di anni. Il tema di fondo è un immagine di guerra, ma i colori e le emozioni rivelano ben altro.
In questo contesto, sopraggiunge una vittima, tanto della guerra quanto del fotografo. Colui che fu immortalato in una posa che gli valse il giro del mondo sulle prime pagine di innumerevoli riviste.
Colui che ritorna dall’inferno sulla terra, per uccidere l’autore di quella foto.
Il romanzo è un lungo confronto sui temi della vita e della morte, ma sopratutto sulla guerra ed in particolare quella dei Balkani, l’eccidio compiuto dai Serbi, la pulizia etnica dei più deboli, peggio armati, meno difesi e forse, persino più inascoltati.
La crudeltĂ empirica, metodologica delle barbarie, compiute ai danni degli inermi.
La completa assenza di ogni diritto o qualsivoglia protezione che sembrano proiettare l’inutilità di un grido medioevale per il rispetto della natura umana.
E l’osservatore consapevole.
Questo Mondo della comunicazione, dei media che è così vicino eppure così lontano.
Degnamente rappresentato dagli scatti asettici, crudi, minimalisti, una sorta di odierno miniaturismo plastico della fotografia. Immagini che parlano il muto linguaggio dei gesti,
C’è questa alea di silenzio, che si sostituisce alle parole, che apporta lo straordinario sapore di una consapevolezza che oltrepassa i limiti della colpa.
Leggendo lo scempio rabbrividiamo e nel contempo osserviamo l’affresco delle battaglie. L’opera inaugurale che sembra anche il testamento epico e nel contempo asfittico di un uomo qualunque, che ha indossato i panni dell’ipocrisia, senza arte ne parte. L’uomo che in fondo, sopravvive in tutti noi.
Questo apprezzabile parallelismo, condito o meglio forse sarebbe, ornato dal sapiente linguaggio dell’Autore lascia il segno.
Romanzo dotto, appassionante di cultura e ricco di interrogativi etici.
Si fronteggiano, durante la lettura, l’arte intesa come pittura e la fotografia. E’ un lungo excursus di aneddoti, storici, logici, sociologici e persino tecnici in quella che potrebbe definirsi, metaforicamente, una partita “a tennis” fra questi due mondi che concepiscono la realtà .
Ma l’interpretazione chiama sempre in causa il carattere, lo stesso che porta l’uomo, sia esso il fotografo, pittore o il soldato di ventura, a concentrare la propria ragione sul significato delle proprie azioni.
La bellezza interiore annida nell’epopea dell’animo, come una Matrioska essa dispiega le proprie ali di farfalla, inevitabilmente, anche dopo una vita passata a rinchiudersi nel bocciolo.
Di qui la bellezza, persino di ciò che definiremmo brutto.
“Il pittore di battaglie” è un testo per quanti vogliono perforare il mallo della sobrietà e l’arroganza dell’informazione, dedicato certamente a chi crede che il celebre sonno della ragione genera mostri.
Marco Solferini
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L’ipnotista - Lars Kaplan
Autore: Lars KaplanGenere: Thriller
L’ipnotista è un thriller a tinte forti: audace, razionale, coinvolgente e travolgente.
Tutto ha inizio con un pluriomicidio brutale, consumato in una notte di sangue.
Una spietata efferatezza nell’uccidere, si mischia alla rabbia di colpi sferrati con insana ferocia.
Una mano mossa dall’odio ha sparso sangue innocente e gettato una sfida alle forze dell’ordine mossa dalla sua forza e dal rancore?
A raccoglierla sarĂ un medico che pratica l’ipnotismo, da anni a riposo, perchè questa prassi apre le porte ad alcune veritĂ che spesso non possono essere richiuse.
Verità custodite oltre il carattere e persino al riparo dai ricordi, dove ciò che sembra non può essere né vero né tantomeno reale.
E’ notte quando una chiamata sveglia il Dott. Bark e lo richiama in servizio.
Il nostro protagonista è un sopravvissuto e quella che ci viene narrata è il suo compito è salvare una possibile vittima, ma per farlo occorre portare alla luce un mistero nascosto nei reconditi abissi della mente.
E’ l’inizio di una drammatica caccia all’assassino che a discapito dell’etĂ sĂ essere spietato come solo i predatori sanno essere.
Ed è la natura dell’animo piĂą primitivo quella che viene alla luce, quell’animo oscuro che la società è ancora in grado di coltivare.
Una societĂ violenta, a tratti incompresa, dove la risposta sembra essere una psicotica sopravvivenza basata sull’affermazione dei propri istinti o di un perverso gioco che si sostituisce alla realtĂ con la forza e l’autocoinvolgimento della fantasia.
L’Autore sa gestire in modo magistrale la contemporanea degli eventi, per ogni capitolo descrive passo dopo passo, quel che accade ed è maestro nell’utilizzo della descrizione, facendo appello ai dettagli.
Riesce ad essere coinvolgente, senza annoiare e senza mai cadere nel gioco della ripetizione, fornisce invece elementi, punti di vista, panoramiche, tanto degli ambienti quanto delle persone e alimenta con ciò la suspence di ogni capitolo.
Un attivitĂ d’indagine che si snoda fra i segreti inconfessabili di una mente malata, nella violenza fisica e sessuale, e sullo sfondo il baratro della vita di un uomo con le sue ossessioni, sentimenti, storie di comune esperienza, che si traducono in un viaggio alla (ri)scoperta di quel che rimane.
Il Dott. Bark dovrĂ combattere i demoni del passato e una mente criminale senza pietĂ : per sopravvivere, dovrĂ fare appello a tutte le sue capacitĂ .
La realtĂ degli eventi trascina la Famiglia del Dottore ai limiti delle sue giĂ passate fratture, verso una rottura che sembra inevitabile quando il rapimento del Figlio getta un ombra sinistra e poco razionale sulle capacitĂ omicide di una gioventĂą, forse malata, o magari solo mentalmente annoiata.
Lo scalpello narrativo è abile nel porre le basi della forma che assumerĂ il thriller, ogni elemento sblocca le lancette dell’orologio nella corsa contro il tempo per salvare la vita del fanciullo, ma anche per chiudere i conti con il passato.
L’Autore racconta i dettagli e lascia che siano i dettagli a sviluppare la storia. Creando una sensazione di completo avvolgimento che narra al lettore con un senso di straordinaria partecipazione.
L’azione è “costruita”, “organizzata” e “gestita” come una partita a scacchi. Il suo sviluppo è sempre plausibile, equilibrato e nel contempo avvincente come solo il mistero sa essere.
Il successo di questo romanzo, che qualcuno, riferendosi al suo Autore ha paragonato all’erede di Larsson, è genuino e meritato, non solo perchè è scritto bene, ma sopratutto per l’attivitĂ espositiva che rimane inalterata, sempre cioè all’altezza della storia e dei personaggi.
L’ipnotista è un romanzo dotato di una straordinaria carica introspettiva, che cresce con lo scorrere delle pagine, rincorrendo un finale mozzafiato.
Marco Solferini
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Il libro delle anime - Glenn Cooper
Genere: azione, avventura, mistero
Il Libro delle anime è il secondo romanzo di Glenn Cooper, l’Autore americano rivelazione del 2009 ed è anche il seguito de “La biblioteca dei morti”.
Ritorna l’ex. agente dell’FBI Will Piper che ha scoperto la Biblioteca custodita in Nevada, nella stazione militare segreta denominata Area 51.
Dai fatti narrati nel primo romanzo sapevamo che un solo libro mancava all’appello e che la data della fine del Mondo era fissata per il 2027.
Oggi, quel libro riappare in una casa d’asta di Londra e tanto i Sorveglianti, il corpo segreto di sicurezza dell’Area 51, quanto il Club 2027, formato dalle sole persone che conoscono il mistero della Biblioteca, vogliono impossessarsene.
Il destino vuole che Piper torni nuovamente in campo, per scoprire l’enigma nel mistero!
Perchè l’ultimo testo nasconde un segreto che lo porterĂ in Inghilterra, sulle tracce del grande William Shakespeare, per risolvere un indovinello che condurrĂ alla veritĂ sul destino dell’umanitĂ .
Will Piper indagherĂ in antica residenza di un Lord inglese, per scoprire che il Libro delle anime ha attraversato l’Europa e toccato nomi illustri e assai famosi, che in esso hanno intravisto la via per le loro opere e correnti di pensiero, da Clavino a Nostradamus!
Il gioco del destino o le semplici coincidenze del caso? Esiste una mano divina a muovere le fila, dalla nascita fino alla morte e siamo tutti solo piccoli byte di un programma ben piĂą vasto o è nella natura dell’uomo, conoscere delle coincidenze e trovarsi ad un bivio, ogni volta che il battito d’ali d’una farfalla può cambiare il futuro?
L’interrogativo di fondo pervade tutta la caccia al tesoro, ma la risposta a volte è ben piĂą originale della domanda.
La storia tuttavia, si svolge ancora una volta in contemporanea perchè nel lontano passato, dell’isoletta britannica di Vectis, il luogo dove i misteriosi uomini dai capelli rossi hanno inciso a mano l’intera Biblioteca, rimane ancora da scoprire la loro provenienza e il perchè di quell’opera, che contiene la vita e la morte di tutto il genere umano.
Un atto voluto da Dio o forse da una civiltĂ extraterrestre?
Will Piper sarĂ il train d’union di questa ricerca, che vedrĂ nuovamente in campo le forze dei servizi segreti dell’Area 51, piĂą risolute e spietate che mai nel voler mantenere il segreto sulla Biblioteca
Sullo sfondo inoltre, si profila anche l’operazione “halping hands” che vede al centro un ormai prossimo disastro che provocherĂ la morte di moltissime persone e l’ombra oscura delle macchinazioni politiche.
Ma non solo: questa volta anche i servizi segreti inglesi vogliono entrare in possesso delle veritĂ contenute nella Biblioteca.
SarĂ una corsa mortale contro il tempo, per scongiurare una fatalitĂ , risolvere un enigma antico e scoprire la veritĂ sul destino che vede avvicinarsi, inesorabile, la data del 2027.
Glenn Cooper riporta i suoi personaggi in azione e il ritmo è lo stesso, incalzante, del primo romanzo: enigmi, inseguimenti, sparatorie, colpi di scena e alta tecnologia.
Uno dopo l’altro, i tasselli del mosaico prendono forma, in un avvincente trama, ben organizzata e coinvolgente che appassiona dalla prima all’ultima pagina.
Come sempre l’Autore è bravissimo a rispettare il carattere dei personaggi, le loro debolezze e i punti forti, mentre le sue descrizioni dei luoghi e degli ambienti restano sempre concise e ricche di significato: una particolareggiata tecnica descrittiva che fa della sintesi logica il suo punto forte.
“Il libro delle anime” è un libro da leggere tutto d’un fiato perchè la veritĂ oltre il mistero non può piĂą attendere!
Marco Solferini
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Un puzzle complicato - Dora Millaci
Può una tranquilla gita in barca trasformarsi in un terribile incubo?
E’ capitato ad un gruppo di cinque amici. Una violenta ed inaspettata tempesta, li scaraventa su una piccola isola, sulla cui sommità si trova un faro. L’antica costruzione è abitata dai suoi custodi e sarà il loro rifugio per il week-end. Ben presto però il ritrovamento di un cadavere, sconvolge la tranquillità della comitiva. Si tratta di suicidio o di omicidio? Questo è l’inizio di una serie di disavventure ed incidenti. Le indagini sono svolte dall’Ispettore Hazlitt, uno dei cinque amici in vacanza. Purtroppo il ritrovamento di un secondo cadavere, mette in gioco tutti. Perché tutti possono essere i colpevoli di questo puzzle complicato, ispettore incluso.
Trascinante e coinvolgente avventura, che mette a dura prova i nervi del lettore per i continui colpi di scena.
Della stessa autrice de “Il segreto di ItzĂ Takil” , Dora Millaci
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La ragazza che giocava con il fuoco - Stieg Larsson
“La ragazza che giocava con il fuoco”
Autore: Stieg Larsson.
Genere: thriller, drammatico.
Il ritorno di Lisbeth Salander, l’anticonformista hacker dal passato drammatico, segnato dal dolore e da una tragedia che viene oggi svelata.
Il ritorno di Michael Blomqvist, amante delle donne e della verità , che non accetta compromessi e si batte per un idea del “bene” fragile quanto resistente.
Il ritorno della redazione di Millennium, dove si cerca di fare quello che oggi viene chiamato buon giornalismo e qualche volta, quando è troppo buono per i cattivi in circolazione, allora può anche uccidere.
Ecco gli ingredienti del secondo capitolo, firmato da Stieg Larsson.
Tutti pronti ai nastri di partenza, per leggere un thriller dalle tonalitĂ noir, a tratti sociopatico per la sua irriverenza caratteriale.
In questa realtĂ , sembra che l’uomo agisca spinto solo da istinti primordiali e che il futuro sia l’accettazione di una dramma che scriviamo, passo dopo passio, ogni giorno.
Lisbeth è cattiva perchè vuole sopravvivere, perchè è sfiduciata.
O è diventata così a causa del suo passato, che l’ha colpita così forte da renderla pronta alle sfide del presente?
Quante persone esistono che, non reagendo, come lei, appassiscono, schiacciate sotto il martello delle ingiustizie?
E’ il terrificante enigma che non prelude ad un lieto fine, perchè sconfiggere il male non è nell’ottica dell’Autore, combatterlo invece si.
Affrontarlo, con le armi della ragionevolezza matematica “azione uguale reazione”, in una narrazione contemporanea, lenta, che si snoda con una sorta di meticolosa calma.
Potremmo paragonare il susseguirsi dei capitoli, sotto forma di giorni, ad una danzatrice del ventre che si spoglia lentamente, rivelando le sue forme.
Il desiderio cresce con con lo scorrere della lettura, fino all’ultimo velo, quando tutto sarĂ risolto e rivelato: la realtĂ ci lascerĂ con l’amaro in bocca o un pugno diritto nello stomaco.
Perchè nelle pagine di Larsson lo scontro decisivo è un grande campo aperto: dove in gioco c’è sempre la sopravvivenza.
Ma è il contorto animo umano, la sua negligente accettazione dell’oscuritĂ interiore che l’Autore coltiva: dove c’è vendetta e rancore proliferano esseri spietati e ancor piĂą convinti che la morale sia una menzogna per la buonanotte.
Per questa ragione, in questo secondo capitolo della Trilogia, la centralità è tutta per Lisbeth. E’ lei, adesso, il vero conduttore della storia, il filo d’Arianna attorno al quale si svolgono trame contemporanee, seppure sganciate l’una dall’altra.
La sua indole diventa geniale e perfida, si scopre fragile, ma viene salvata da un istinto dal suo istinto di sopravvivenza.
Per questo i c.d. “cattivi” nel romanzo di Larsson, sono veramente spietati e posseggono una dimensione proprio del loro essere.
E’ verso questi soggetti, privi di scrupoli, che sfruttano il sesso, usano la violenza e si fanno vanto del ricatto, che l’Autore compie un “j’accuse”, rivolto alla societĂ , a questo strano affamato bisonte che stancamente si muove, rumina il suo avido coraggio, fingendo, al solo scopo di dimenticare la paura che annida nelle scelte.
Una realtà fatta di spettri, uomini e donne che camminano accanto, senza ricordare, privi di consistenza, chiusi in una gabbia su misura, chiamata “vita”.
Questo condizionamento rende possibile il male, questa scelta tacita, fatta di compromessi silenziosi lo rende potente e quel che resta è la vita devastata di Lisbeth che ha solo imparato a non aver paura di se stessa.
La ragazza che gioca con il fuoco” è l’eccellente seguito de “Uomini che odiano le donne” e rappresenta il train d’union fra l’universo di Larsson e la veritĂ che accompagna la vita di chiunque: esiste una consapevolezza in tutto ciò che circonda l’agire e questa spinge noi tutti alla disperata ricerca della giustizia.
Marco Solferini
7
Come una tempesta - Patterson - Roughan
“Come una tempesta”
Autore: James Patterson; Howard Roughan
Genere: thriller
James Patterson: il ré del thriller.
Con lui, azione e colpi di scena si fondono in mix senza precedenti.
La sua eleganza è una lama affilata, pronta a colpire da un momento all’altro.
Inchiostro elettrico, su carta che scorre come le onde di una tempesta, la stessa che scarica la sua forza e prepotenza sulla Family Dunn, la nave dei protagonisti di questo romanzo.
Così si trasforma la gita di una Famiglia che vuole ritrovarsi, per ricominciare, in un odissea di intrighi e doppie verità .
Lo scenario non è mai consueto, perchè con Patterson tutto cambia, ogni cosa trasmuta e dal prevedibile scaturisce un altra realtà , quella che trascina il lettore attraverso un costante insieme di enigmi, alla velocità della luce.
Capitoli che corrono come fulmini dopo il rombo del tuono: due o tre pagine, al massimo, per scandire il ritmo di una lettura che non lascia molto spazio al respiro.
Personaggi caratterizzati e rapiti dalle emozioni: agiscono in una ragnatela straordinaria che si riassume in una sequenza aperta ad ogni possibile soluzione.
L’intrigo è la tavola degli scacchi da cui prende le mosse l’Autore e le mezze veritĂ sono i pezzi che muovono verso un gran disegno: la cospirazione finalizzata all’omicidio.
Il movente è tutto nella mente dell’assassino, di colui che cerca il delitto perfetto, ma che dovrĂ confrontarsi con la tenacia e l’ostinazione di una donna e del destino che non è mai così scontato.
La verità è che solo l’ultima pagina potrĂ mettere la parola fine e permettere al cuore, di ricominciare il suo battito regolare.
“Come una tempesta” è un romanzo da leggere tutto d’un fiato, che lo si faccia su di una spiaggia, sorseggiando un Mojito o alla sera, in compagnia di una tazza di thĂ© caldo, in una notte d’inverno, non ha importanza, quel che è fondamentale è non perdersi quest’avventura.
Marco Solferini
7









