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La ragazza che giocava con il fuoco - Stieg Larsson
“La ragazza che giocava con il fuoco”
Autore: Stieg Larsson.
Genere: thriller, drammatico.
Il ritorno di Lisbeth Salander, l’anticonformista hacker dal passato drammatico, segnato dal dolore e da una tragedia che viene oggi svelata.
Il ritorno di Michael Blomqvist, amante delle donne e della verità , che non accetta compromessi e si batte per un idea del “bene” fragile quanto resistente.
Il ritorno della redazione di Millennium, dove si cerca di fare quello che oggi viene chiamato buon giornalismo e qualche volta, quando è troppo buono per i cattivi in circolazione, allora può anche uccidere.
Ecco gli ingredienti del secondo capitolo, firmato da Stieg Larsson.
Tutti pronti ai nastri di partenza, per leggere un thriller dalle tonalitĂ noir, a tratti sociopatico per la sua irriverenza caratteriale.
In questa realtĂ , sembra che l’uomo agisca spinto solo da istinti primordiali e che il futuro sia l’accettazione di una dramma che scriviamo, passo dopo passio, ogni giorno.
Lisbeth è cattiva perchè vuole sopravvivere, perchè è sfiduciata.
O è diventata così a causa del suo passato, che l’ha colpita così forte da renderla pronta alle sfide del presente?
Quante persone esistono che, non reagendo, come lei, appassiscono, schiacciate sotto il martello delle ingiustizie?
E’ il terrificante enigma che non prelude ad un lieto fine, perchè sconfiggere il male non è nell’ottica dell’Autore, combatterlo invece si.
Affrontarlo, con le armi della ragionevolezza matematica “azione uguale reazione”, in una narrazione contemporanea, lenta, che si snoda con una sorta di meticolosa calma.
Potremmo paragonare il susseguirsi dei capitoli, sotto forma di giorni, ad una danzatrice del ventre che si spoglia lentamente, rivelando le sue forme.
Il desiderio cresce con con lo scorrere della lettura, fino all’ultimo velo, quando tutto sarĂ risolto e rivelato: la realtĂ ci lascerĂ con l’amaro in bocca o un pugno diritto nello stomaco.
Perchè nelle pagine di Larsson lo scontro decisivo è un grande campo aperto: dove in gioco c’è sempre la sopravvivenza.
Ma è il contorto animo umano, la sua negligente accettazione dell’oscuritĂ interiore che l’Autore coltiva: dove c’è vendetta e rancore proliferano esseri spietati e ancor piĂą convinti che la morale sia una menzogna per la buonanotte.
Per questa ragione, in questo secondo capitolo della Trilogia, la centralità è tutta per Lisbeth. E’ lei, adesso, il vero conduttore della storia, il filo d’Arianna attorno al quale si svolgono trame contemporanee, seppure sganciate l’una dall’altra.
La sua indole diventa geniale e perfida, si scopre fragile, ma viene salvata da un istinto dal suo istinto di sopravvivenza.
Per questo i c.d. “cattivi” nel romanzo di Larsson, sono veramente spietati e posseggono una dimensione proprio del loro essere.
E’ verso questi soggetti, privi di scrupoli, che sfruttano il sesso, usano la violenza e si fanno vanto del ricatto, che l’Autore compie un “j’accuse”, rivolto alla societĂ , a questo strano affamato bisonte che stancamente si muove, rumina il suo avido coraggio, fingendo, al solo scopo di dimenticare la paura che annida nelle scelte.
Una realtà fatta di spettri, uomini e donne che camminano accanto, senza ricordare, privi di consistenza, chiusi in una gabbia su misura, chiamata “vita”.
Questo condizionamento rende possibile il male, questa scelta tacita, fatta di compromessi silenziosi lo rende potente e quel che resta è la vita devastata di Lisbeth che ha solo imparato a non aver paura di se stessa.
La ragazza che gioca con il fuoco” è l’eccellente seguito de “Uomini che odiano le donne” e rappresenta il train d’union fra l’universo di Larsson e la veritĂ che accompagna la vita di chiunque: esiste una consapevolezza in tutto ciò che circonda l’agire e questa spinge noi tutti alla disperata ricerca della giustizia.
Marco Solferini
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Come una tempesta - Patterson - Roughan
“Come una tempesta”
Autore: James Patterson; Howard Roughan
Genere: thriller
James Patterson: il ré del thriller.
Con lui, azione e colpi di scena si fondono in mix senza precedenti.
La sua eleganza è una lama affilata, pronta a colpire da un momento all’altro.
Inchiostro elettrico, su carta che scorre come le onde di una tempesta, la stessa che scarica la sua forza e prepotenza sulla Family Dunn, la nave dei protagonisti di questo romanzo.
Così si trasforma la gita di una Famiglia che vuole ritrovarsi, per ricominciare, in un odissea di intrighi e doppie verità .
Lo scenario non è mai consueto, perchè con Patterson tutto cambia, ogni cosa trasmuta e dal prevedibile scaturisce un altra realtà , quella che trascina il lettore attraverso un costante insieme di enigmi, alla velocità della luce.
Capitoli che corrono come fulmini dopo il rombo del tuono: due o tre pagine, al massimo, per scandire il ritmo di una lettura che non lascia molto spazio al respiro.
Personaggi caratterizzati e rapiti dalle emozioni: agiscono in una ragnatela straordinaria che si riassume in una sequenza aperta ad ogni possibile soluzione.
L’intrigo è la tavola degli scacchi da cui prende le mosse l’Autore e le mezze veritĂ sono i pezzi che muovono verso un gran disegno: la cospirazione finalizzata all’omicidio.
Il movente è tutto nella mente dell’assassino, di colui che cerca il delitto perfetto, ma che dovrĂ confrontarsi con la tenacia e l’ostinazione di una donna e del destino che non è mai così scontato.
La verità è che solo l’ultima pagina potrĂ mettere la parola fine e permettere al cuore, di ricominciare il suo battito regolare.
“Come una tempesta” è un romanzo da leggere tutto d’un fiato, che lo si faccia su di una spiaggia, sorseggiando un Mojito o alla sera, in compagnia di una tazza di thĂ© caldo, in una notte d’inverno, non ha importanza, quel che è fondamentale è non perdersi quest’avventura.
Marco Solferini
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Anche quest’anno il Gruppo Editoriale Kalós, presente sul mercato da oltre vent’anni con la produzione di eleganti pubblicazioni d’arte e turismo sulla Sicilia, offre la possibilità di acquistare i propri libri per le strenne aziendali a condizioni particolarmente vantaggiose.
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L’eleganza del riccio (Muriel Barbery)
L’eleganza del riccio
Titolo: L’eleganza del riccio
Autore:Â Muriel Barbery
Genere:Â Letteratura internazionale
Editore:Â E/O
“ Il riccio è un animale molto carino e il suo musetto ci ispira grande simpatia, ma ha gli aculei che ci consigliano di stare a distanza: tu lo osservi, lui ti osserva, ma da lontano”.
Renée è una portinaia che lavora in un palazzo abitato da famiglie dell’alta borghesia. Agli occhi degli altri appare grassa, sciatta, scorbutica e teledipendente: niente di strano, dunque. Tranne il fatto che, all’insaputa di tutti, Renée è una coltissima autodidatta che adora l’arte, la filosofia , la musica e la cultura giapponese: una vera intellettuale. Conosce Marx, Proust, Kant e si fa beffe dei suoi ricchi e boriosi padroni, mostrandosi ciò che non è.
Nel palazzo vive Paloma, figlia di un ministro, dodicenne geniale e brillante, che ha capito troppo presto il senso dell’esistenza : è stanca di vivere, tanto che progetta di farla finita il giorno del suo tredicesimo compleanno. Anche lei si nasconde come Renée, fingendo di essere una ragazzina mediocre e imbevuta di sottocultura adolescenziale come tutte le altre.
Due personaggi in incognito, quindi, diversi eppure accomunati dallo sguardo ironicamente disincantato, che ignari l’uno dell’impostura dell’altro, si incontreranno solo grazie all’arrivo nel palazzo di monsieur Kakuro Ozu, un giapponese ricco ma attento alle persone che gli stanno accanto, l’unico a comprendere l’eleganza del riccio. E così, grazie a lui, le due narrazioni si avvicinano e le due donne scoprono le loro affinità elettive.
“ Libro davvero molto bello. Le storie parallele dei due personaggi femminili, così lontani e così vicini tra loro, caratterizzano quest’opera, rendendola appassionante e coinvolgente. Interessanti e stimolanti anche i continui riferimenti culturali alla filosofia, alla musica e al cinema”.
Franca Chicca
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Diario di scuola (Daniel Pennac)
“Diario di scuola”
Genere: Narrativa.
Autore: Daniel Pennac.
Scrittore mitico.
Entrato nel Pantheon degli dei della letteratura contemporanea.
Pennac, ritorna sui banchi della scuola e narra di questo mondo da tutti così conosciuto e nel contempo ignoto. Mette a nudo le sue incongruenze: la vacuità delle aspettative, che si sciupano come i granelli di sabbia stretti nel pugno, il falso conformismo e perfino la ragione, che cede il passo alla illogicità .
E non manca lo spazio per un omaggio, una considerazione quasi estemporanea a quel tanto di pazzia irriverente che permette alle persone di crescere, come se fossero libere.
Immaginiamoci che esista una scuola dove gli individui non sono obbligati a capire e possano perfino avere qualche idea, magari originale.
Ecco allora che Pennac diventa geometra e architetto di una scuola che, se presa in giro, nelle sue lacune, non è mai scartata o denigrata, anzi, per molti versi le osservazioni costrittive sono un modo per andare oltre la scuola, ma senza mai prescindere dal suo ruolo nella crescita di ogni individuo.
L’Autore usa l’intelligenza più sublime per trovare parole che sono note di stile ed è il genio del violino quando suona nelle frasi, che fuoriescono perfette.
Le sue riflessioni sono di una bellezza greca, fra il mito e la virtude. Possiedono quello spessore che può essere paragonato solo al primo bacio in quanto ad intensità .
Le aspettative, cosa sono se non i fantasmi dell’epoca moderna, del consumismo che centralizza la persona, imprigionandola, fra le mura invisibili delle città , denudandola della Fantasia. Arrivando addirittura a mettere paura all’uomo, per ogni suo tallone d’Achille, facendogli dimenticare quanto importante sia “vivere”.
Perché esiste un esperienza che può essere ereditata solo dalla vita stessa.
E allora rieccoli: i geometrici banchi della scuola, maestra di scienza, matematica, storia, ma non delle arti che furono liberali.
Qui, lo scrittore risalta l’arroganza del sapere ,quando esso si mischia alla superbia della rettitudine, all’eccesso della sapienza che, oltre la saggezza, addormenta i sogni e genera incubi.
L’umiltà della debolezza, la poesia delle cose semplici e l’efficacia di un senso comune che spinge ben oltre le Colonne d’Ercole, queste sono le grandi aspettative che il Sapere dovrebbe coltivare nel fanciullo.
Scorrendo queste pagine meravigliose troviamo pensieri che sono come le grandi canzoni, quelle che riescono ad aprire una finestra nel tempo e fanno sì che le emozioni diventino immortali.
E c’è l’abilità di uno scrittore che pone interrogativi dal sapore pleonastico laddove ci fanno partecipi dell’utopica ricerca di significati, quando il concetto di “esistenza” è in realtà molto più grande dell’uomo.
C’è anche un sentimento di compiutezza, un tacito assenso alla Natura dell’Evoluzione; noi, che dobbiamo riconoscere un limite nella conoscenza che è la capacità di vivere per ciò che siamo, liberandoci da quelle insulse regole che vorrebbero vederci sopravvissuti invece che uomini liberi.
Il grande scrittore cita la legge del cuore, del mito, di quel che resta dopo che il tempo è trascorso: ineffabile baluardo di ogni lotta, ultimo avversario della grande guerra che termina con la morte del corpo.
Pennac da una pagella alla distrazione dei singoli burattinaia che gestiscono la scuola come se fosse il loro Feudo e che è figlia della stupidità ; apostrofa l’ignoranza dei dogmi quando non ammettono il verbo. E lo fa con spirito ironico, perché l’ineluttabilità del fato non può essere ingannata dal debole potere di convinzioni artificiose, fatte per mescolare le carte al destino.
Ci sono dei limiti, che possono e devono essere compresi, in mancanza: piĂą le cose cambiano e piĂą restano le stesse.
Diciamo grazie a Pennac, al suo genio e all’intuito coraggioso di questo Artista della letteratura.
“Diario di scuola” è un testo epico, da leggere ogni volta che le difficoltà sembrano impossibili da affrontare perché fornisce risposte nascoste in noi stessi. Libera l’animo e sorride alla verità , quella per cui vale la pena annotare certe frasi nel diario dell’adolescenza. E’ la prima e l’ultima lezione della vita.
Marco Solferini
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La solitudine dei numeri primi(Paolo Giordano)
“La solitudine dei numeri primi”
Genere: Letteratura Italiana, sentimentale, drammatico, esistenziale.
Autore: Paolo Giordano
La crudeltĂ epica della coscienza.
Il racconto di eventi che, nella semplicità sterile di un fatto, fotografano l’istantanea di un età .
Puntellano la crescita, scrivono un tratto di DNA della personalitĂ .
La sensibilitĂ matematica di due anime: gemelle nella difficoltĂ di una esistenza, che rasenta i limiti della sopravvivenza.
L’attrazione delle similitudini, l’irriverenza del fato.
L’Autore, Giordano, scrive con maestra scienza la formula dell’esistenza: il senso comune di una rappresentazione enigmatica, ma straordinariamente vera.
Perché sappiamo che ci sono episodi della vita che sono come un pugno nello stomaco. E l’Autore ce li riporta per quello che sono, senza metafore.
Per questa ragione, nel romanzo, c’è un po’ di ognuno e per ciascuno, qualche grammo di un tempo passato, tanto in Alice, quanto in Mattia.
Tuttavia, è il minimo comune denominatore dell’originalità che va oltre persino all’inevitabilità delle similitudini: essi non possono e non sono mai uguali
Mattia e Alice non sono e non potrebbero mai essere come chiunque altro legga a loro storia.
E’ la distanza che avvicina: l’essenza di un abbandono che sembra il preludio ad un nuovo ritorno.
Il lettore non solo è affascinato da una scrittura potente, costante, elaborata secondo la regola dell’arte, ma altresì condotto per strade maestre e cunicoli nascosti della mente, che dominano il comportamento, seppure attraverso i dubbi dell’adolescenza.
Questo romanzo parla, con la voce dell’Io, di solitudine, ma anche di comprensione, atteggiamenti e di una vita che trascorre o, se vogliamo, secondo Eraclito, scorre.
L’apprendimento che se ne può trarre è un insegnamento sapiente: attraverso il fardello della consapevolezza nelle proprie responsabilità noi cresciamo simili ad una metafora inspiegabile, priva di sostanza e soltanto quando accettiamo quel che siamo, trasmutiamo in ciò che potremmo essere.
Coloro che hanno la fortuna di leggerlo ne rimangono impregnati, come se l’inchiostro diventasse il proprio sangue, e questo perché ci sono capitoli che non vanno via, che si attaccano addosso e ritornano, nella riflessione episodica.
E’ un opera d’arte letteraria. Scandita con realismo, sapienza anestetica e capacità di sintesi essenziale.
Dopo la lettura possiamo affermare: “noi siamo e potremmo essere”, coltivando l’intimo timore della debolezza e partorendo azioni che sono molto più figlie della paura piuttosto che della ragione. Eppure siamo i Figli della scienza illuminata.
L’Autore non è stato soltanto bravo dal punto di vista letterario, ma superbo per la testimonianza umana del suo scritto. Uno straordinario talento giovane che onora l’Italia di quanti scrivono con la mente e con il cuore, leggendo per passione e conoscenza personale.
“La solitudine dei numeri primi” è un romanzo d’eccellenza, da leggere, custodire, prestare e di cui discutere, con gli amici e conoscenti di sempre. E’ un omaggio all’intelligenza narrativa.
Marco Solferini
19
Cani da guardia - David Baldacci
“Cani da guardia”
Autore: David Baldacci
Genere: drammatico, spionaggio, avventura.
“Cani da Guardia” è un romanzo d’azione: un cardiopalma trasferito su carta stampata che segna anche il ritorno, in grande stile, di David Baldacci, giĂ Autore di “Potere Assoluto”.
Protagonista della storia è la Cia, o meglio i soldati che ne fanno parte: le loro missioni, l’azione cui sono determinati ed addestrati e gli sbagli del passato.
Un eroe tormentato per la morte del genitore, diviso fra l’essere padre di Famiglia e il dovere di vendicare un’infanzia ingiusta, patita all’ombra della madre che, continuamente, chiedeva ristoro: il solo che possa giacere oltre la vendetta.
Una squadra di persone che, un tempo, erano eroi americani, oggi dormienti, aspettano la fine dei giorni: quel che resta dei vecchi guerrieri.
Uno dopo l’altro devono cadere, siano essi giĂ diventati l’ombra di quel che furono, o pluridecorati politici della sicurezza nazionale.
Uno soltanto ha cambiato veramente il proprio destino, il fondatore di un club, il Camel Club, particolare come i suoi aderenti.
Sullo sfondo di questa vendetta un’altra storia intreccia il presente, rubandogli spazio, come se volesse scherzare con il destino: è la storia di un membro del Club che ha rubato a un boss della malavita una somma impensabile.
E il potente “malvagio” di turno, mobilita le sue forze, spostandosi dal lusso del casino di cui è proprietario, al solo scopo di riprendere quel che gli appartiene, oltre alla dignità che potrà ritrovare solo punendo il responsabile del furto che a sua volta ha agito per vendicare un omicidio del passato.
Ancora vendetta, ancora commistione con un sentimento distorto della giustizia.
Baldacci non è nuovo a questo genere di intrecci, perchè sa bene quanto sottile sia il filo d’Arianna che lega l’agire umano alle proprie convinzioni. Spesso le buone intenzioni nascono da propositi tutt’altro che onorevoli.
Il ritmo è denso di un letale scorrimento: parole e verbi vorticano nel proseguo di una narrazione che si snoda con veloce come la lama di un coltello e altrettanto affilata.
L’avvincente trama di una caccia senza tregua: due vendette che bramano di essere consumante, come la brace ormai destinata a consumarsi nelle fiamme.
E poi c’è un eroe, solitario, ormai placato nel corpo dal tempo trascorso, ma indomito nello spirito. Lui, che sintetizza l’animo e quel che resta del Camel Club, il decisionista che non vuole arrendersi ne indietreggiare.
Laddove c’è virtĂą nella saggezza, allora questi ne sintetizza la capacitĂ di mettersi in gioco.
Un nemico temibile perchè “giusto” è possibile in uno scenario dove il concetto di giustizia è a misura d’uomo.
Sono questi i personaggi di Baldacci: temerari, umani, incoerenti
“Cani da guardia” è la storia di uomini, cacciatori di esperienze, in un mondo dove morire è facile, ma vivere può essere molto difficile, un mondo ricco di colpi di scena, dove il sospetto non è mai fine a se stesso e quel che appare, non resta.
Dott. Marco Solferini.
9
PiĂą scuro di mezzanotte- Una storia di mafia
“Più scuro di mezzanotte- Una storia di mafia”
Autore: Salvo Sottile
Genere: Drammatico.
E’ un romanzo d’Autore.
Scritto con semplice dimestichezza, Salvo Sottile, conia uno stile narrativo intenso e nel contempo scorrevole: di facile comprensione.
Emozionante e affilato, cordiale, ma nel contempo abilmente ricamato su di una realtĂ introversa.
L’Autore riporta la realtà di una vita concepita nel mallo della mafia, a stretto contatto con il mondo che circonda la realtà mafiosa.
La legittimitĂ anarchica, autoritaria, di un sistema fatto di regole, codificate, prima e dopo la loro accettazione mortale: piccole determinanti per un vortice di situazioni, quasi predestinate.
I sentimenti, che noi, come lettori, ma anche in qualità di persone qualunque, conosciamo, per via della passione, vengono deturpati, quasi sfregiati nel loro profondo significato poetico, riducendoli ad un amalgama di secondo piano, rispetto alla realtà di un “appartenenza”.
La devozione meschina e a tratti iraconda di un Risiko spettrale, dove la vita è sempre in bilico fra la morte e l’oblio. Dove le rinunce sembrano traguardi fatti per poi essere dimenticati e questi soldati di “cosa nostra” appartengono a stereotipi di un Italia che vorremmo dimenticare, ma che inconsciamente non possiamo ignorare, quanto ci appartenga.
L’Autore non tralascia alcuna contrapposizione e sciorina, una dopo l’altra le ambiguitĂ rituali della malavita organizzata, l’assurda connivenza con una morale che sembra spalmata su di una cognizione mentale, del tutto estemporanea rispetto alla realtĂ .
Questo è l’altro “quando”, dove cresce e matura la vita del malavitoso.
Poi c’è la giustizia, presente, ossessiva, mai rinunciataria, seppure invasa da una serie di incongruenze sue proprie, straordinariamente umane e verosimili.
Ma anche meticolosa, fatta di persone che hanno consacrato le loro abitudini e stili di vita ad una lotta, forse senza fine, nel miraggio di arrivare al boss, al capo dei capi. Ma sullo sfondo c’è una terra la cui memoria partorisce sempre nuovi figli.
E’ una lotta prematura?
La risposta albeggia nella disumanitĂ del comportamento mafioso, come descritto dall’Autore, frutto di scelte meccaniche, orchestrate senza il rispetto per la vita, ma sopratutto con un senso della dignitĂ corrotto.
C’è una risposta, nelle pagine che scorrono, senza lasciare fiato al lettore, appassionandolo e nel contempo istruendolo, ed è rivolta ad un quesito silenzioso, ma assai comune: “la mafia non è mai onesta”.
Perchè in una terra abbandonata, a volte la sensazione che, sopratutto i piĂą giovani coltivano, è che tutto sommato questo male, può anche essere giusto, può persino arrivare ad essere un sinonimo di giustizia. Per le regole. Per l’onore.
Ma non è così. La mafia non punisce per sentito dire, colpisce i piĂą deboli e avvantaggia i forti. E’ una lotta elitaria, fatta di violenza e soprusi. Un campo di battaglia dove la guerra può avere un solo vincitore.
Tutto il resto non conta: le persone sono pedine sacrificabili.
E’ un romanzo ben organizzato, gestito in modo superbo, nella didascalia degli eventi, attraverso la spiegazione dei sentimenti che i protagonisti rilasciano, quasi fossero fiori sbocciati in primavera, pronti per il raccolto.
Con una maturitĂ espositiva di elevata caratura, uno scrittore giovane possiede la destrezza tipica dell’anziana saggezza letteraria, con la quale riesce a sterzare su ogni rima, disegnando un originale opera d’arte.
“Più scuro di mezzanotte” è un romanzo avvincente, ricchissimo di contenuti, una meravigliosa e intensa finestra di verità , spalancata sulla contemporanea realtà della malavita, come intima essenza di un Italia che non dimentica.
Marco Solferini
2
Il dono della dislessia ( Ronald D. Davis )
Il dono della dislessia
Titolo Il dono della dislessia
Autore Ronald D. Davis
Genere Scienze umane e sociali
Autore Armando
Come sottolineato nel titolo, la dislessia rappresenta un “dono” e precisamente un particolare stile di apprendimento.
L’autore ci fornisce un elenco di dislessici famosi, tra i quali Wiston Churchill, Leonardo da Vinci, Walt Disney, Alberto Einstein, Henry Ford e lo stesso Ronald D. Davis. Quest’ultimo, segnato dalle difficoltà di apprendimento incontrate durante l’infanzia, da adulto è divenuto consapevole degli ostacoli da rimuovere e si è impegnato a sviluppare un metodo rivoluzionario, mirato a correggere la dislessia ed altri disturbi dell’apprendimento in genere.
Questo libro, oltre a riorganizzare le capacità di attenzione visiva e uditiva, tratta anche gli aspetti emotivi, il controllo dello stress e della propria energia, attraverso esercizi mirati di rilassamento e di adeguamento al compito da svolgere. Questi sono aspetti che una persona con deficit di attenzione fatica a gestire: lo si aiuta, così, ad autoregolarsi e a mettere in atto le migliori strategie per porre l’attenzione sullo stimolo.
Il libro è scritto con arte ed in modo molto semplice: chiunque può eseguire ciò che viene spiegato nelle sue pagine.
Pur riconoscendo che il dislessico ha delle oggettive difficoltĂ , D. Davis gli lascia la dignitĂ e il diritto di essere come tutti gli altri esseri umani, ovvero unici e speciali.
Franca Chicca
15
La danzatrice bambina ( Anthony Flacco )
La danzatrice bambina
TITOLOÂ Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â La danzatrice bambina
AUTOREÂ Â Â Â Â Â Â Â Â Â Anthony Flacco
GENEREÂ Â Â Â Â Â Â Â Â Â Narrativa straniera
EDITOREÂ Â Â Â Â Â Â Â Â Piemme
Zubaida è una bambina di nove anni, che vive nel deserto dell’Afghanistan, in un villaggio che la guerra non ha ancora travolto.
Il villaggio è tutto il suo mondo: non sa niente dei cingolati dell’Armata Rossa, della lotta dei mujaheddin, del regime talebano che ha proibito anche gli aquiloni, degli elicotteri sui quali sventola la bandiera a stelle e strisce.
Cammina danzando al ritmo di una musica che le suona dentro. M
a da quel terribile giorno in cui un incidente domestico le ha ustionato le mani, il viso e il corpo, la musica si è spenta.
In un paese privo anche della più elementare assistenza medica e dove la vita di una figlia femmina è cosa davvero da poco, non sembra una fortuna che Zubaida sia miracolosamente sopravvissuta.
Ma non è così per suo padre, uomo ostinato che non vuole arrendersi e che sarebbe disposto a tutto per difendere quella bambina ferita, piagata, fasciata in mille bende, che vuole ad ogni costo affermare il diritto di esistere.
Una storia che sarete felici di aver conosciuto, una storia indimenticabile, che va assolutamente letta.
La voglia di vivere di una bambina che ci fa apprezzare le gioie della vita e la grandezza dell’animo umano.
La forza di lottare e di andare avanti, anche quando tutto è perduto, anche quando la musica non suona più …
Franca Chicca
12
Scritto nelle ossa ( Simon Beckett )
Scritto nelle ossa
Â
Â
Â
Autore: Simon Beckett
Genere: Thriller
Â
“Scritto nelle ossa” è il classico giallo, o per dirla citando il Maestro del dramma: così è il thriller se vi pare.Â
Seconda avventura per l’antropologo forense David Hunter (primo romanzo: “La chimica della morte”)Â
Questa volta tutto accade nel vasto arcipelago della coincidenza.Â
“Era una notte buia e tempestosa”, così potremmo definire l’avventura dell’ultimo minuto, che porta il Dottor Hunter su di un isola denominata Runa che ospita, oltre al cadavere da esaminare, apparentemente vittima di un incendio, anche una comunitĂ molto chiusa.Â
All’apparenza, le coincidenze condurrebbero verso un lavoro di routine, ma su quello spicchio di terra c’è molto di innominato ed il mistero aleggia nell’aria, tanto quanto la tempesta imperiosa che spazza via ogni possibilitĂ di lasciare l’isola.Â
Costretto a questa forzosa ospitalitĂ , vincolato al proprio ruolo e ad un lavoro che, per giustizia e sobrietĂ , riconosce solo la moneta della veritĂ , come unica merce di scambio.
 Quindi ecco che la storia dell’isola e dei suoi abitanti diventa il teatro di questa caccia all’assassino.
 E’ l’omicidio, con la maiuscola, che l’Autore descrive, quello dei grandi romanzieri, quello che si nasconde non solo dietro il volto dell’omicida, ma sopratutto, delle motivazioni che lo hanno spinto ad agire.Â
Perchè le risposte piĂą difficili provengono sempre da interrogativi semplici.Â
Così, il Dottore dovrĂ agire fuori dagli schemi, privato del supporto logistico necessario, avvalendosi delle strutture locali e della coabitazione forzata con un apparato di giustizia assai limitato, opponendosi alla genialitĂ del male.Â
E’ una sfida a tutto campo, fra la forza della ragione, la mitica logica Baconiana della scienza, contro il pragmatismo della realtĂ omicida.
 Colpi di scena si susseguono al martellante ritmo di un tamburo battente, come la pioggia, scanditi dal sottofondo di una tempesta che sta per esplodere, in cielo, come in terra.
 Presto, i segreti di una intera comunità dovranno affrontare la sfida più grande.
 Il tempo è alfine giunto: il momento della verità si avvicina, fra pagine di inchiostro che sembrano voler chiudere ogni via di fuga, regalando al lettore un emozione senza fine.
 “Scritto nelle ossa” segna il ritorno del Dott. Hunter e l’inizio di una partita a scacchi con l’assassino, che potrĂ concludersi con un solo vincitore.
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Marco Solferini
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Il Vascello nero (Sánchez Vidal AgustĂn)
Il Vascello nero
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Autore: Sánchez Vidal AgustĂn
Genere: storico, avventura.
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“Il Vascello nero” è un romanzo storico: ambizioso e molto ben organizzato.
L’Autore riesce ad amalgamare, con sapienza intellettuale e rigore storico narrativo, una vicenda documentata, contestualizzandola in un thriller dalle tinte forti.
La conoscenza sembra il filo d’Arianna, come sempre conduttore, nella scoperta dell’affascinante Andalusia, terra di valore, ricca di bellezza ed esotericamente legata ad un fascino atavico, quanto la virtù.
Il Perù degli Inca, della grande storia che le popolazioni precolombiane condividono con il Mondo intero e che da anni sono avvolte da molti misteri. Si comincia con l’età dell’oro, le vicissitudini che vedono co-protagonisti gli Spagnoli, i c.d. conquistadores, ma anche una cultura che si intreccia con la religione.
Leggendo impariamo ad apprezzare i riti e le tradizioni.
L’abilità dell’Autore riesce a ricamare spazi dedicati all’apprendimento, tramite i quali, noi possiamo carpire di un epoca del passato che molto ha da rivelarci.
Pagina dopo pagina, passiamo dalla scoperta alla ricerca, rivelando colpi di scena inaspettati: trame ben ordite, fra il leggendario e il semplicemente occulto.
C’è una crescita nello svolgimento che denota una particolare sicurezza espositiva e chiarificatrice.
La scrittura come mezzo per tramandare la verità è al centro di un analisi didattica che, nello stile, rivive e si rinnova.
Questo crea un indubbio senso di piacevolezza e di coinvolgimento, da parte del lettore, che potrĂ godersi spazi inaspettati: paesaggi godibili con gli occhi della mente.
Il tutto condito con dialoghi molto ben organizzati, personaggi che si sviluppano secondo una logica mai scontata, sempre originale, ma soprattutto credibile.
“Il Vascello nero” è un mix di avventura e mistero, certamente appassionante e intimamente legato all’animo dell’esploratore, che sopravvive ben oltre il bambino, che in tutti noi, diventa uomo.
Â
Marco Solferini
7
Il segreto di Itza Takil (Millaci)
Un giallo avventuroso scritto da Dora Millaci, una brava e sensibile autrice che collabora con la nostra associazione.
l0opera narra con estrema semplicitĂ , un complicato intrigo.
Il romanzo si divide in due parti. La prima è ambientata a Los Angeles; la seconda sulla disabitata isola di Itzà Takil.
Proprio quest’isola, apparentemente senza valore è il punto cruciale di tutta la storia. Tanto che un affarista senza scrupoli arriva ad uccidere per riuscire ad averla.
Il proprietario di Itzà Takil, dopo la messa in vendita della sua proprietà , subisce degli attentati. In un primo momento vengono attribuiti alla maledizione di un’antica statuetta Maya acquistata ad un’asta. Solo successivamente, dopo il ritrovamento di una pergamena con la mappa dell’isola, vengono alla luce oscure verità .
I personaggi si susseguono nella storia, per aiutare il lettore nella scoperta del vero segreto di ItzĂ Takil.
La lettura è scorrevole, mai noiosa, in alcuni tratti troviamo battute divertenti.
Tutti i riferimenti storico-geografici sono reali. Frutto di accurate ricerche. La storia invece è di natura totalmente fantastica.
Il lettore iniziate le prime pagine, si appassionerà al romanzo, parteggiando per uno o per l’altro dei tanti personaggi. Nella mente dell’autrice, hanno assunto caratteristiche uniche, ma così palpabili che ci si può addirittura immedesimare in uno di loro. Immergendosi nella storia, fino a vivere in prima persona questa straordinaria avventura. Tanti colpi di scena fanno sì, che è sconsigliato ai deboli di cuore.
Personalmente ci sentiamo di consigliarlo ai nostri utenti.
E’ possibile acquistarlo:
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6
La formula di Pandora ( James Sheridan )
La formula di Pandora
Autore: James Sheridan
Genere: Azione, avventura
“La formula di Pandora” è un romanzo-evento
Infatti, l’argomento trattato ha ingenerato una vera e propria Babele di polemiche, a tal punto che, un film, dapprima messo “in cantiere” è passato poi nella “soffitta di Pippo”, perchè giudicato “scomodo”.
Va subito detto, per quanti sono appassionati delle societĂ segrete che, nel romanzo, troviamo il c.d. comitato Bildenberg, per la cui storia non ufficiale (ovviamente) rimandiamo alla pregiata enciclopedia Wikipedia.
Il romanzo affronta l’annosa questione: cura del cancro: il male del XXI° secolo.
Innanzitutto, occorre distinguere i fatti reali da quelli inventati.
E’ senz’altro vero che, l’oncologia e la c.d. prassi della chemioterapia, rappresentano, per un pool di societĂ farmaceutiche, un business multimiliardario, su scala planetaria.
E’ altresì vero che, negli Stati Uniti d’America, intorno agli anni 70, cominciò ad affermarsi un movimento di medici, molto riservato, che prese il nome di “second opinion underground”, denominazione voluta per distinguersi dalla conformitĂ , con la quale la elite del mondo sanitario affrontava certi dogmi della medicina.
Rientra sempre nell’alveo del vero che, per un lungo periodo di tempo, la cura per il cancro fu battagliata intorno al farmaco denominato “laetrile”, ricavato, in effetti, dai semi delle albicocche.
I fatti narrati, intorno a questi tre eventi, sono veritieri.
La storia invece, parte dal presupposto che una fuga di notizie coinvolge lo stato maggiore del potere americano il quale, per il tramite delle sue agenzie di servizi piĂą o meno segreti, incomincia una caccia senza quartiere al destinatario inconsapevole di questo prezioso bagaglio di veritĂ
Il protagonista è una sorta di professore/indagatore del poco probabile o, se vogliamo dello sconosciuto.
Permettendomi una citazione ad un grande del Fumetto, diciamo che si tratta di un “detective dell’impossibile”. Affiancato da una donna affascinante, quanto misteriora.
Romanzo dal ritmo incalzante.
Da leggere tutto d’un fiato, trascina il lettore in un vortice di colpi di scena: azione mozzafiato, ribaltamenti e situazioni ad alto contenuto di adrenalina.
Un mix esplosivo, di pregiatissima fattura.
Il significato a monte però, è angosciante, perchè l’Autore afferma, a chiare lettere, che il potere assume il controllo: brama la litania condizionante del decisionismo.
Questa è l’ammissione consapevole di quanti sono in grado di annullare la volontĂ dell’Io.
E’ il sistema, quello Orwelliano, la parabola di Nixon o, se vogliamo del celebre film “I tre giorni del condor”.
L’anarchia decisionale di un allevamento comune, la crescita di un alveare controllato da una societĂ segreta: un potentato di imperativi verbali e aggettivi assoluti.
L’Autore ci insegna la spietatezza della c.d. negazione plausibile e il ragionamento che è alla radice dell’annullamento.
Il profitto diventa il veicolo, ma non lo scopo.
Il mantenimento dello status quo, dell’ordine, come della gerarchia, questo è il Dna della coscienza asservitasi ad un impero categorico: l’accettazione ultima. Il plagio della razza umana che trasforma gli aderenti ad un Obbedienza in burattini, per il sostegno del loro benessere, a danno di tutto ciò che non lo rappresenta.
La disuguaglianza che solo il potere può creare.
Questo lo scenario, tutto il resto è azione allo stato puro.
“La formula di Pandora” è un atto di coraggio, attraverso una grande inquietudine di fondo, quasi fosse la freccia di cupido intrisa d’amore per la veritĂ : la sola in grado di renderci liberi.
Marco Solferini
4
Il cacciatore di aquiloni (Khaled Hosseini)
Il cacciatore di aquiloni
Titolo : Il cacciatore di aquiloni
Genere : Letteratura straniera
Autore : Khaled Hosseini
Editore : Piemme
Il cacciatore di aquiloni, narrando le vicende di due bambini, Hassan e Amir, crea un affresco che rappresenta tutte le vicissitudini che hanno messo in ginocchio il loro paese, dall’occupazione russa alla piaga talebana, dai bombardamenti americani alla presa del potere ad opera del governo fantoccio dell’Alleanza del Nord e parte da una splendida metafora: c’è stato un tempo in cui nei cieli di Kabul volavano gli aquiloni (sport nazionale praticato in Afghanistan) , le cui eleganti evoluzioni rappresentavano la libertà di quel paese.
Poi gli aquiloni non volarono piĂą: era iniziata la tremenda Odissea del popolo afgano.
Amir, figlio del ricco commerciante Baba, vive con il padre in una grande e lussuosa villa con giardino; la madre morì nel dare alla luce il bimbo, cosa che Baba non ha mai perdonato al figlio.
A tener loro compagnia Alì, servitore di Baba e suo figlio Hassan, inseparabile ed adorante compagno di Amir. I due ragazzi formano una imbattibile coppia nei tornei cittadini di combattimenti tra aquiloni: il ricco Amir è il “pilota”, Hassan il suo “secondo”.
Ma l’armonia tra i due si spezza quando una cosa terrificante accade ad Hassan per colpa di Amir: dopo un torneo di aquiloni, in un vicolo buio di Kabul, Hassan viene assalito da una banda di ragazzini, capeggiati da colui che Amir scoprirà essere diventato, in futuro, un capo dei talebani. Amir assiste impotente alla scena, decidendo di non intervenire in aiuto dell’amico, per paura o vigliaccheria. In aiuto di quell’Hassan che lo aveva difeso da sempre.
Questo libro lascia il lettore con il fiato sospeso capitolo dopo capitolo, lo avvince e lo coinvolge dalla prima all’ultima pagina: splendido, emozionante e travolgente; da leggere tutto d’un fiato!
Franca Chicca
29
Il gioco dell’angelo (Carlos Ruiz Zafon)
Il gioco dell’angelo
Titolo: il gioco dell’angelo
Genere: Letteratura straniera
Autore: Carlos Ruiz Zafon
Editore: Mondadori
Ambientato qualche decade prima dell’Ombra del vento, altro capolavoro di Zafon, nella solita Barcellona che l’autore ci ha già fatto conoscere così bene, questo libro narra la vicenda di David Martin , cresciuto con un unico grande sogno: diventare uno scrittore di successo. Gli inizi, però, non sono incoraggianti e tutto quello che riuscirà a trovare sarà un posto come contabile, presso un piccolo giornale, La voce dell’industria. Qui, per una strana combinazione, avrà l’occasione di pubblicare un racconto, che diventerà il primo di una fortunata serie: I misteri di Barcellona.
Arriva il successo ed arriva anche lo strano interessamento da parte di un ambiguo e potente personaggio, Andreas Corelli, che chiederà a David di scrivere per lui una narrazione religiosa, una sorta di Bibbia, con la facoltà di pescare a piene mani da tutto quello che è già stato scritto; in cambio del lavoro, riceverà una somma esorbitante. Per una serie di motivi, il giovane decide di accettare, ma da quel momento misteriosi colpi di scena sconvolgeranno la sua esistenza e quella delle persone a lui più vicine: dapprima Corelli gli darà appuntamento in una casa di Barcellona che, come David scoprirà in seguito, non esiste più da anni; successivamente, gli restituirà la copia di un libro che David aveva smarrito, ma soprattutto gli predirà il futuro di un amore tra lui e Cristina, una ragazza che incontrerà .
Quello che Andreas non vorrà rivelare a David è che la sua vita è in grave pericolo e l’unico modo per sfuggire alla morte sarà di scrivere per lui l’opera sublime e blasfema da lui richiesta…
Un libro stupendo: la sua lettura ti lascia sempre in bilico tra sogno e realtĂ , non concedendo mai spazio alla ovvietĂ , ma facendoti precipitare negli abissi della mente dei suoi personaggi piĂą inquietanti, tra cui spicca su tutti Andreas Corelli.
Se ne consiglia vivamente la lettura in full immersion!
Franca Chicca
27
Il Suggeritore (Donato Carrisi)
Il Suggeritore
Autore: Donato Carrisi
Genere: Thriller.
Il Suggeritore un romanzo intelligente.
La trama narra di una caccia al serial killer.
La squadra della scientifica chiamata a catturare un omicida seriale di bambine capitanata dal criminologo Goran Gavila e affiancata, per le indagini, dallagente speciale Mila Vasquez, con un esperienza maturata sul campo nei casi di bambini scomparsi.
Lo svolgimento avvincente, lAutore riesce abilmente a fotografare mentalmente le scene allinterno delle quali si svolgono i fatti.
Il lettore non solo trasportato allinterno degli eventi, ma ne viene suggestionato da un contino ripetersi di colpi di scena: un vero e proprio crescendo Rossiniano.
Il testo non tralascia anche laspetto didattico espositivo, infatti, molteplici sono le spiegazioni comportamentali, che radicano consapevolezza ed un affezione per la criminologia e le scienze della psiche.
Il romanzo inoltre, si pone come un parallelo, da un lato vi la materialistica sfida che il killer lancia alle forze dellordine, un richiamo scandito dalle note degli omicidi, brutali, efferati, compiacenti con lanimo oscuro di una mente estraniatasi dalla realt.
Ma nel contempo, lazione rivela anche la fallacit dei nostri dogmi: proprio di quelle certezze che fondano il concetto di realt.
Ed su questa mezzaria che sorgono interrogativi di spessore, incertezze riflessive e argomenti di forte personalismo espositivo, pi capaci di provenire dal cuore del lettore piuttosto che dalla mente dellAutore.
Questa innata ricerca di certezze, che sono il tallone di Achille per ogni azione e sopportazione, allinterno dei cicli che compongono lagire quotidiano, ci mette di fronte allo smarrimento animalesco che si crea nel momento in cui il puzzle si frantuma e quel che resta sono frammenti non pi ricomponibili.
Scritto con attenta meticolosit al particolare, scioltezza lessicale e precisione grammaticale, le pagine scorrono affiatate, come maratoneti consapevoli del loro valore.
Testo, quindi, di eccellenza, con stile, grazia che non tralascia possanza e introspezione.
Il Suggeritore anzitutto un romanzo di qualit, che si impone con maestria nel vasto arcipelago del c.d. thriller allamericana.
Marco Solferini
27
I Figli di Hurin (J.R.R. Tolkien)
I Figli di Hurin
“I Figli di Hurin” è un romanzo di J.R.R. Tolkien.
Nella firma, c’è tutto ciò che è stato detto e scritto su un Autore ormai
mito e leggenda del genere Fantasy.
Straordinario cultore e studioso di letteratura, vero pozzo di scienza pensante, questo Maestro indiscusso ha creato un Mondo, la Terra di Mezzo, e narrato dell’uomo, del destino e del mistero che ci lega al fato.
I Figli di Hurin si colloca prima delle vicende de Lo Hobbit e del Signore degli Anelli: questa è un epoca oscura, in cui le forze del male vincono.
E’ il tempo della “Nirnaeth Arnoediad” la battaglia delle innumerevoli lacrime, in cui uomini, elfi e nani, cedono innanzi al potere di Melkor
originariamente il piĂą potente degli Ainur, in seguito meglio conosciuto come Morgoth.
Nei romanzi di Tolkien c’è sempre una grande metafora dell’animo umano.
Questo gigante del XX° secolo ha osservato il Mondo con gli occhi di chi riesce a mettere in prosa i concetti, prima ancora che si svolgano le
situazioni.
Egli parla della vita, dei grandi temi quali l’amore, la perdita, la rabbia,lo sconforto e per ciascuno di essi dipinge un affresco di parole, esaltate
da queste storie bellissime, coinvolgenti, ricche di completezza, nello stile quanto nell’elaborazione.
Noi tutti siamo stati, almeno una volta, Turin, figlio di Hurin e protagonista della sua battaglia con la vita.
Nelle sue scelte, nel compatimento, nella caparbietĂ e infine, nella grande tragedia che aleggia imperturbabile, come se il fato stesso l’avesse voluta, in tutto questo c’è una parte della vita di ognuno di noi.
E’ l’insegnamento che dobbiamo imparare. La grande via che ognuno si aspetta, è una matrigna che sa essere spietata,
subdola, a volte arrogante nella sua onnipresenza.
Eccoci quindi, penitenti, come fuscelli che si credono tronchi inammovibili. Le nostre scelte, il condizionamento che usurpiamo al destino, nell’iraconda illusione di poter condizionare gli eventi, oggi, qui, in questo dramma letterario, si scoprono solo debolezze.
Tolkien è spietato, arricchisce tanto quanto è capace a svuotare di ogni sentimento e alla fine egli omaggia il grande Shakespeare, nel finale di
questa narrazione.
Leggerlo è un atto di coraggio, ritrovarlo dopo anni è un gesto di sapienza, di penitenza, ma anche di glorificazione interiore, perchè la saga che noi tutti conosciamo ed è rimasta impressa nelle menti è sempre lì: eterna, capace come non mai di assimilarsi alla nostra realtà .
Lo scrittore che non muore mai.
La Terra di Mezzo, i suoi drammi, la sua geografia, i popoli, il valore del guerriero, la fallacitĂ del potere, la magia e la supremazia della volontĂ
sono i temi che rendono forte ogni pagina.
“I Figli di Hurin”, come qualunque romanzo di Tolkien, merita di essere stretto fra le dita perchè questa è l’epica del Fantasy.
Marco Solferini
27
I Libri di Luca (Mikkel Birkegaard)
I Libri di Luca
Autore: Mikkel Birkegaard
Genere: fantastico, thriller
“I Libri di Luca” è un romanzo originale ed entusiasmante.
La storia narra di un gruppo di persone che, da tempo, ma in modo occulto,si adopera in una realtĂ parallela a quella canonica che noi tutti
conosciamo, usando poteri associati all’arte della lettura.
Essi prendono il nome di “*lectores*” e fondano la SocietĂ Bibliofila.
Posseggono capacitĂ induttive che derivano dalla lettura e dall’identificazione che può nascere, nel lettore, con il testo.
Non sono veri e propri superpoteri nel senso classico dell’affermazione,bensì capacitĂ che una parte di questa “elite” adopera per il bene
dell’umanitĂ .
All’interno di questo gruppo si sviluppa una trama che nasce con un omicidio, in parte inspiegabile e che comporta la scoperta, da un lato, di
questo mondo parallelo e dall’altra la rivisitazione dei suoi stessi contenuti da parte di un esterno, di colui cioè che, predestinato fin dalla
nascita, è figlio proprio della vittima.
E’ una lettura introspettiva, ben articolata in capitoli che rappresentano un evoluzione coinvolgente dei personaggi e del relativo ambito in cui
interagiscono.
Si tratta di uno sviluppo imprevedibile, spesso condito dai colpi di scena, che svelano i retroscena di un indagine e di una metafora di quello che è il carattere delle persone, dell’individuo. Persino in un mondo clandestino, parallelo, quasi costretto ad uniformarsi per sopravvivere alla segretezza e nel contempo in perenne lotta per non smarrire la vocazione sua propria.
La natura umana diventa padrona delle motivazioni che ardono nel cuore e condizionano la mente.
La storia è avvincente, per quanti hanno sempre desiderato calarsi oltre la carta stampata: vivere una sorta di realtà virtuale nei panni dei
protagonisti dei tanti romanzi che, come scrigni fatati, attendono di accompagnarci nel loro mondo.
L’arte dell’Autore nasce da un superbo dosaggio delle misure con le quali gestisce l’evolversi della trama, l’animo del protagonista, i rapporti con i personaggi che incontra e della credibilitĂ a fondo di una storia, certamente di genere fantastico.
Ma è anche l’opera di chi riesce a sapersi, inventare con spirito creativo ed innovativo.
C’è infatti in Birkegaard un autocontrollo letterario, frutto di una preparazione stilisticamente completa che gli consente di prendere per mano
il lettore e, senza mai strattonarlo, condurlo, passo dopo passo, in questa avventura.
“I Libri di Luca” è un romanzo per quanti sanno appassionarsi alla lettura con rispetto e credono in quella parte della favole che rappresentano sempre il fondo di veritĂ .
Marco Solferini
26
Profumo dell’anima (Gigliola Biagini)
Titolo: Profumo dell’anima
Autore: Gigliola Biagini
Editore: Sovera
La normale vita di una donna può trasformarsi all’improvviso in una micidiale spirale di caos esistenziale che tenta di risucchiarne l’anima.
Si può sfuggire? Sì, si può.
Bianca, la protagonista, donna caratterialmente contraddittoria,non si farĂ stritolare dalle avversitĂ e dal dolore, ma sarĂ capace di darsi una serenitĂ interiore in un rinnovato equilibrio.”
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