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Domenico Monteforte

Articoli marcati con tag ‘Libri’

 


Cani da guardia - David Baldacci

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“Cani da guardia”


Autore: David Baldacci

Genere: drammatico, spionaggio, avventura.

“Cani da Guardia” è un romanzo d’azione: un cardiopalma trasferito su carta stampata che segna anche il ritorno, in grande stile, di David Baldacci, giĂ  Autore di “Potere Assoluto”.

Protagonista della storia è la Cia, o meglio i soldati che ne fanno parte: le loro missioni, l’azione cui sono determinati ed addestrati e gli sbagli del passato.

Un eroe tormentato per la morte del genitore, diviso fra l’essere padre di Famiglia e il dovere di vendicare un’infanzia ingiusta, patita all’ombra della madre che, continuamente, chiedeva ristoro: il solo che possa giacere oltre la vendetta.

Una squadra di persone che, un tempo, erano eroi americani, oggi dormienti, aspettano la fine dei giorni: quel che resta dei vecchi guerrieri.

Uno dopo l’altro devono cadere, siano essi giĂ  diventati l’ombra di quel che furono, o pluridecorati politici della sicurezza nazionale.

Uno soltanto ha cambiato veramente il proprio destino, il fondatore di un club, il Camel Club, particolare come i suoi aderenti.

Sullo sfondo di questa vendetta un’altra storia intreccia il presente, rubandogli spazio, come se volesse scherzare con il destino: è la storia di un membro del Club che ha rubato a un boss della malavita una somma impensabile.

E il potente “malvagio” di turno, mobilita le sue forze, spostandosi dal lusso del casino di cui è proprietario, al solo scopo di riprendere quel che gli appartiene, oltre alla dignità che potrà ritrovare solo punendo il responsabile del furto che a sua volta ha agito per vendicare un omicidio del passato.

Ancora vendetta, ancora commistione con un sentimento distorto della giustizia.

Baldacci non è nuovo a questo genere di intrecci, perchè sa bene quanto sottile sia il filo d’Arianna che lega l’agire umano alle proprie convinzioni. Spesso le buone intenzioni nascono da propositi tutt’altro che onorevoli.

Il ritmo è denso di un letale scorrimento: parole e verbi vorticano nel proseguo di una narrazione che si snoda con veloce come la lama di un coltello e altrettanto affilata.

L’avvincente trama di una caccia senza tregua: due vendette che bramano di essere consumante, come la brace ormai destinata a consumarsi nelle fiamme.

E poi c’è un eroe, solitario, ormai placato nel corpo dal tempo trascorso, ma indomito nello spirito. Lui, che sintetizza l’animo e quel che resta del Camel Club, il decisionista che non vuole arrendersi ne indietreggiare.

Laddove c’è virtĂą nella saggezza, allora questi ne sintetizza la capacitĂ  di mettersi in gioco.

Un nemico temibile perchè “giusto” è possibile in uno scenario dove il concetto di giustizia è a misura d’uomo.

Sono questi i personaggi di Baldacci: temerari, umani, incoerenti

“Cani da guardia” è la storia di uomini, cacciatori di esperienze, in un mondo dove morire è facile, ma vivere può essere molto difficile, un mondo ricco di colpi di scena, dove il sospetto non è mai fine a se stesso e quel che appare, non resta.

Dott. Marco Solferini.

ago

9

PiĂą scuro di mezzanotte- Una storia di mafia

“Più scuro di mezzanotte- Una storia di mafia”


Autore: Salvo Sottile

Genere: Drammatico.


E’ un romanzo d’Autore.

piu-scuro-di-mezzanotteScritto con semplice dimestichezza, Salvo Sottile, conia uno stile narrativo intenso e nel contempo scorrevole: di facile comprensione.

Emozionante e affilato, cordiale, ma nel contempo abilmente ricamato su di una realtĂ  introversa.

L’Autore riporta la realtà di una vita concepita nel mallo della mafia, a stretto contatto con il mondo che circonda la realtà mafiosa.

La legittimitĂ  anarchica, autoritaria, di un sistema fatto di regole, codificate, prima e dopo la loro accettazione mortale: piccole determinanti per un vortice di situazioni, quasi predestinate.

I sentimenti, che noi, come lettori, ma anche in qualità di persone qualunque, conosciamo, per via della passione, vengono deturpati, quasi sfregiati nel loro profondo significato poetico, riducendoli ad un amalgama di secondo piano, rispetto alla realtà di un “appartenenza”.

La devozione meschina e a tratti iraconda di un Risiko spettrale, dove la vita è sempre in bilico fra la morte e l’oblio. Dove le rinunce sembrano traguardi fatti per poi essere dimenticati e questi soldati di “cosa nostra” appartengono a stereotipi di un Italia che vorremmo dimenticare, ma che inconsciamente non possiamo ignorare, quanto ci appartenga.

L’Autore non tralascia alcuna contrapposizione e sciorina, una dopo l’altra le ambiguitĂ  rituali della malavita organizzata, l’assurda connivenza con una morale che sembra spalmata su di una cognizione mentale, del tutto estemporanea rispetto alla realtĂ .

Questo è l’altro “quando”, dove cresce e matura la vita del malavitoso.

Poi c’è la giustizia, presente, ossessiva, mai rinunciataria, seppure invasa da una serie di incongruenze sue proprie, straordinariamente umane e verosimili.

Ma anche meticolosa, fatta di persone che hanno consacrato le loro abitudini e stili di vita ad una lotta, forse senza fine, nel miraggio di arrivare al boss, al capo dei capi. Ma sullo sfondo c’è una terra la cui memoria partorisce sempre nuovi figli.

E’ una lotta prematura?

La risposta albeggia nella disumanitĂ  del comportamento mafioso, come descritto dall’Autore, frutto di scelte meccaniche, orchestrate senza il rispetto per la vita, ma sopratutto con un senso della dignitĂ  corrotto.

C’è una risposta, nelle pagine che scorrono, senza lasciare fiato al lettore, appassionandolo e nel contempo istruendolo, ed è rivolta ad un quesito silenzioso, ma assai comune: “la mafia non è mai onesta”.

Perchè in una terra abbandonata, a volte la sensazione che, sopratutto i piĂą giovani coltivano, è che tutto sommato questo male, può anche essere giusto, può persino arrivare ad essere un sinonimo di giustizia. Per le regole. Per l’onore.

Ma non è così. La mafia non punisce per sentito dire, colpisce i piĂą deboli e avvantaggia i forti. E’ una lotta elitaria, fatta di violenza e soprusi. Un campo di battaglia dove la guerra può avere un solo vincitore.

Tutto il resto non conta: le persone sono pedine sacrificabili.

E’ un romanzo ben organizzato, gestito in modo superbo, nella didascalia degli eventi, attraverso la spiegazione dei sentimenti che i protagonisti rilasciano, quasi fossero fiori sbocciati in primavera, pronti per il raccolto.

Con una maturitĂ  espositiva di elevata caratura, uno scrittore giovane possiede la destrezza tipica dell’anziana saggezza letteraria, con la quale riesce a sterzare su ogni rima, disegnando un originale opera d’arte.

“Più scuro di mezzanotte” è un romanzo avvincente, ricchissimo di contenuti, una meravigliosa e intensa finestra di verità, spalancata sulla contemporanea realtà della malavita, come intima essenza di un Italia che non dimentica.

Marco Solferini

ago

2

Il dono della dislessia ( Ronald D. Davis )

Il dono della dislessia

Titolo Il dono della dislessia
Autore Ronald D. Davis
Genere Scienze umane e sociali
Autore Armando

dono-dislessia-cover-1Come sottolineato nel titolo, la dislessia rappresenta un “dono” e precisamente un particolare stile di apprendimento.
L’autore ci fornisce un elenco di dislessici famosi, tra i quali Wiston Churchill, Leonardo da Vinci, Walt Disney, Alberto Einstein, Henry Ford e lo stesso Ronald D. Davis. Quest’ultimo, segnato dalle difficoltà di apprendimento incontrate durante l’infanzia, da adulto è divenuto consapevole degli ostacoli da rimuovere e si è impegnato a sviluppare un metodo rivoluzionario, mirato a correggere la dislessia ed altri disturbi dell’apprendimento in genere.
Questo libro, oltre a riorganizzare le capacità di attenzione visiva e uditiva, tratta anche gli aspetti emotivi, il controllo dello stress e della propria energia, attraverso esercizi mirati di rilassamento e di adeguamento al compito da svolgere. Questi sono aspetti che una persona con deficit di attenzione fatica a gestire: lo si aiuta, così, ad autoregolarsi e a mettere in atto le migliori strategie per porre l’attenzione sullo stimolo.
Il libro è scritto con arte ed in modo molto semplice: chiunque può eseguire ciò che viene spiegato nelle sue pagine.
Pur riconoscendo che il dislessico ha delle oggettive difficoltĂ , D. Davis gli lascia la dignitĂ  e il diritto di essere come tutti gli altri esseri umani, ovvero unici e speciali.

Franca Chicca

giu

15

La danzatrice bambina ( Anthony Flacco )


La danzatrice bambina



TITOLO             La danzatrice bambina
AUTORE           Anthony Flacco
GENERE           Narrativa straniera
EDITORE          Piemme

danzatrice-bambina-coverZubaida è  una bambina di nove anni, che vive nel deserto dell’Afghanistan, in un villaggio che la guerra non ha ancora travolto.

Il villaggio è tutto il suo mondo: non sa niente dei cingolati dell’Armata Rossa, della lotta dei mujaheddin, del regime talebano che ha proibito anche gli aquiloni, degli elicotteri sui quali sventola la bandiera a stelle e strisce.

Cammina danzando al ritmo di una musica che le suona dentro. M

a da quel terribile giorno in cui un incidente domestico le ha ustionato le mani, il viso e il corpo, la musica si è spenta.
In un paese privo anche della più elementare assistenza medica e dove la vita di una figlia femmina è cosa davvero da poco, non sembra una fortuna che Zubaida sia  miracolosamente sopravvissuta.

Ma non è così per suo padre, uomo ostinato che non vuole arrendersi e che sarebbe disposto a tutto per difendere quella bambina ferita, piagata, fasciata in mille bende, che vuole ad ogni costo affermare il diritto di esistere.
Una storia che sarete felici di aver conosciuto, una storia indimenticabile, che va assolutamente letta.

La voglia di vivere di una bambina che ci fa apprezzare le gioie della vita e la grandezza dell’animo umano.

La forza di lottare e di andare avanti, anche quando tutto è perduto, anche quando la musica non suona più …

Franca Chicca

giu

12

Scritto nelle ossa ( Simon Beckett )

Scritto nelle ossa

 

 

 

Autore: Simon Beckett

Genere: Thriller

 

“Scritto nelle ossa” è il classico giallo, o per dirla citando il Maestro del dramma: così è il thriller se vi pare. 

scritto-nelle-ossaSeconda avventura per l’antropologo forense David Hunter (primo romanzo: “La chimica della morte”) 

Questa volta tutto accade nel vasto arcipelago della coincidenza. 

“Era una notte buia e tempestosa”, così potremmo definire l’avventura dell’ultimo minuto, che porta il Dottor Hunter su di un isola denominata Runa che ospita, oltre al cadavere da esaminare, apparentemente vittima di un incendio, anche una comunitĂ  molto chiusa. 

All’apparenza, le coincidenze condurrebbero verso un lavoro di routine, ma su quello spicchio di terra c’è molto di innominato ed il mistero aleggia nell’aria, tanto quanto la tempesta imperiosa che spazza via ogni possibilitĂ  di lasciare l’isola. 

Costretto a questa forzosa ospitalitĂ , vincolato al proprio ruolo e ad un lavoro che, per giustizia e sobrietĂ , riconosce solo la moneta della veritĂ , come unica merce di scambio.

 Quindi ecco che la storia dell’isola e dei suoi abitanti diventa il teatro di questa caccia all’assassino.

 E’ l’omicidio, con la maiuscola, che l’Autore descrive, quello dei grandi romanzieri, quello che si nasconde non solo dietro il volto dell’omicida, ma sopratutto, delle motivazioni che lo hanno spinto ad agire. 

Perchè le risposte più difficili provengono sempre da interrogativi semplici. 

Così, il Dottore dovrà agire fuori dagli schemi, privato del supporto logistico necessario, avvalendosi delle strutture locali e della coabitazione forzata con un apparato di giustizia assai limitato, opponendosi alla genialità del male. 

E’ una sfida a tutto campo, fra la forza della ragione, la mitica logica Baconiana della scienza, contro il pragmatismo della realtĂ  omicida.

 Colpi di scena si susseguono al martellante ritmo di un tamburo battente, come la pioggia, scanditi dal sottofondo di una tempesta che sta per esplodere, in cielo, come in terra.

 Presto, i segreti di una intera comunità dovranno affrontare la sfida più grande.

 Il tempo è alfine giunto: il momento della verità si avvicina, fra pagine di inchiostro che sembrano voler chiudere ogni via di fuga, regalando al lettore un emozione senza fine.

 “Scritto nelle ossa” segna il ritorno del Dott. Hunter e l’inizio di una partita a scacchi con l’assassino, che potrĂ  concludersi con un solo vincitore.

 

Marco Solferini

giu

7

Il Vascello nero (Sánchez Vidal Agustín)

Il Vascello nero


 

Autore: Sánchez Vidal Agustín

Genere: storico, avventura.

 

“Il Vascello nero” è un romanzo storico: ambizioso e molto ben organizzato.

il-vascello-neroL’Autore riesce ad amalgamare, con sapienza intellettuale e rigore storico narrativo, una vicenda documentata, contestualizzandola in un thriller dalle tinte forti.

La conoscenza sembra il filo d’Arianna, come sempre conduttore, nella scoperta dell’affascinante Andalusia, terra di valore, ricca di bellezza ed esotericamente legata ad un fascino atavico, quanto la virtù.

Il Perù degli Inca, della grande storia che le popolazioni precolombiane condividono con il Mondo intero e che da anni sono avvolte da molti misteri. Si comincia con l’età dell’oro, le vicissitudini che vedono co-protagonisti gli Spagnoli, i c.d. conquistadores, ma anche una cultura che si intreccia con la religione.

Leggendo impariamo ad apprezzare i riti e le tradizioni.

L’abilità dell’Autore riesce a ricamare spazi dedicati all’apprendimento, tramite i quali, noi possiamo carpire di un epoca del passato che molto ha da rivelarci.

Pagina dopo pagina, passiamo dalla scoperta alla ricerca, rivelando colpi di scena inaspettati: trame ben ordite, fra il leggendario e il semplicemente occulto.

C’è una crescita nello svolgimento che denota una particolare sicurezza espositiva e chiarificatrice.

La scrittura come mezzo per tramandare la verità è al centro di un analisi didattica che, nello stile, rivive e si rinnova.

Questo crea un indubbio senso di piacevolezza e di coinvolgimento, da parte del lettore, che potrĂ  godersi spazi inaspettati: paesaggi godibili con gli occhi della mente.

Il tutto condito con dialoghi molto ben organizzati, personaggi che si sviluppano secondo una logica mai scontata, sempre originale, ma soprattutto credibile.

“Il Vascello nero” è un mix di avventura e mistero, certamente appassionante e intimamente legato all’animo dell’esploratore, che sopravvive ben oltre il bambino, che in tutti noi, diventa uomo.

 

Marco Solferini

giu

7

Il segreto di Itza Takil (Millaci)

Un giallo avventuroso scritto da Dora Millaci, una brava e sensibile autrice che collabora con la nostra associazione.

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l0opera narra con estrema semplicitĂ , un complicato intrigo.

Il romanzo si divide in due parti. La prima è ambientata a Los Angeles; la seconda sulla disabitata isola di Itzà Takil.

Proprio quest’isola, apparentemente senza valore è il punto cruciale di tutta la storia. Tanto che un affarista senza scrupoli arriva ad uccidere per riuscire ad averla.

Il proprietario di Itzà Takil, dopo la messa in vendita della sua proprietà, subisce degli attentati. In un primo momento vengono attribuiti alla maledizione di un’antica statuetta Maya acquistata ad un’asta. Solo successivamente, dopo il ritrovamento di una pergamena con la mappa dell’isola, vengono alla luce oscure verità.

I personaggi si susseguono nella storia, per aiutare il lettore nella scoperta del vero segreto di ItzĂ  Takil.

La lettura è scorrevole, mai noiosa, in alcuni tratti troviamo battute divertenti.

Tutti i riferimenti storico-geografici sono reali. Frutto di accurate ricerche. La storia invece è di natura totalmente fantastica.

Il lettore iniziate le prime pagine, si appassionerà al romanzo, parteggiando per uno o per l’altro dei tanti personaggi. Nella mente dell’autrice, hanno assunto caratteristiche uniche, ma così palpabili che ci si può addirittura immedesimare in uno di loro. Immergendosi nella storia, fino a vivere in prima persona questa straordinaria avventura. Tanti colpi di scena fanno sì, che è sconsigliato ai deboli di cuore.

Personalmente ci sentiamo di consigliarlo ai nostri utenti.

E’ possibile acquistarlo:

www.akkuaria.org/doramillaci

www.ibs.it

www.qlibri.it

www.libreriauniversitaria.it

giu

6

La formula di Pandora ( James Sheridan )

La formula di Pandora


Autore: James Sheridan
Genere: Azione, avventura

“La formula di Pandora” è un romanzo-evento


la-formula-di-pandoraInfatti, l’argomento trattato ha ingenerato una vera e propria Babele di polemiche, a tal punto che, un film, dapprima messo “in cantiere” è passato poi nella “soffitta di Pippo”, perchè giudicato “scomodo”.
Va subito detto, per quanti sono appassionati delle societĂ  segrete che, nel romanzo, troviamo il c.d. comitato Bildenberg, per la cui storia non ufficiale (ovviamente) rimandiamo alla pregiata enciclopedia Wikipedia.
Il romanzo affronta l’annosa questione: cura del cancro: il male del XXI° secolo.
Innanzitutto, occorre distinguere i fatti reali da quelli inventati.
E’ senz’altro vero che, l’oncologia e la c.d. prassi della chemioterapia, rappresentano, per un pool di societĂ  farmaceutiche, un business multimiliardario, su scala planetaria.
E’ altresì vero che, negli Stati Uniti d’America, intorno agli anni 70, cominciò ad affermarsi un movimento di medici, molto riservato, che prese il nome di “second opinion underground”, denominazione voluta per distinguersi dalla conformitĂ , con la quale la elite del mondo sanitario affrontava certi dogmi della medicina.
Rientra sempre nell’alveo del vero che, per un lungo periodo di tempo, la cura per il cancro fu battagliata intorno al farmaco denominato “laetrile”, ricavato, in effetti, dai semi delle albicocche.
I fatti narrati, intorno a questi tre eventi, sono veritieri.
La storia invece, parte dal presupposto che una fuga di notizie coinvolge lo stato maggiore del potere americano il quale, per il tramite delle sue agenzie di servizi piĂą o meno segreti, incomincia una caccia senza quartiere al destinatario inconsapevole di questo prezioso bagaglio di veritĂ 
Il protagonista è una sorta di professore/indagatore del poco probabile o, se vogliamo dello sconosciuto.
Permettendomi una citazione ad un grande del Fumetto, diciamo che si tratta di un “detective dell’impossibile”. Affiancato da una donna affascinante, quanto misteriora.
Romanzo dal ritmo incalzante.
Da leggere tutto d’un fiato, trascina il lettore in un vortice di colpi di scena: azione mozzafiato, ribaltamenti e situazioni ad alto contenuto di adrenalina.
Un mix esplosivo, di pregiatissima fattura.
Il significato a monte però, è angosciante, perchè l’Autore afferma, a chiare lettere, che il potere assume il controllo: brama la litania condizionante del decisionismo.
Questa è l’ammissione consapevole di quanti sono in grado di annullare la volontĂ  dell’Io.
E’ il sistema, quello Orwelliano, la parabola di Nixon o, se vogliamo del celebre film “I tre giorni del condor”.
L’anarchia decisionale di un allevamento comune, la crescita di un alveare controllato da una societĂ  segreta: un potentato di imperativi verbali e aggettivi assoluti.
L’Autore ci insegna la spietatezza della c.d. negazione plausibile e il ragionamento che è alla radice dell’annullamento.
Il profitto diventa il veicolo, ma non lo scopo.
Il mantenimento dello status quo, dell’ordine, come della gerarchia, questo è il Dna della coscienza asservitasi ad un impero categorico: l’accettazione ultima. Il plagio della razza umana che trasforma gli aderenti ad un Obbedienza in burattini, per il sostegno del loro benessere, a danno di tutto ciò che non lo rappresenta.
La disuguaglianza che solo il potere può creare.
Questo lo scenario, tutto il resto è azione allo stato puro.
“La formula di Pandora” è un atto di coraggio, attraverso una grande inquietudine di fondo, quasi fosse la freccia di cupido intrisa d’amore per la veritĂ : la sola in grado di renderci liberi.

Marco Solferini

giu

4

Il cacciatore di aquiloni (Khaled Hosseini)


il-cacciatore-di-aquiloni-cover Il cacciatore di aquiloni


Titolo : Il cacciatore di aquiloni
Genere : Letteratura straniera
Autore : Khaled Hosseini
Editore : Piemme

Il cacciatore di aquiloni, narrando le vicende di due bambini, Hassan e Amir, crea un affresco che rappresenta tutte le vicissitudini che hanno messo in ginocchio il loro paese, dall’occupazione russa alla piaga talebana, dai bombardamenti americani alla presa del potere ad opera del governo fantoccio dell’Alleanza del Nord e parte da una splendida metafora: c’è stato un tempo in cui nei cieli di Kabul volavano gli aquiloni (sport nazionale praticato in Afghanistan) , le cui eleganti evoluzioni rappresentavano la libertà di quel paese.

Poi gli aquiloni non volarono piĂą: era iniziata la tremenda Odissea del popolo afgano.
Amir, figlio del ricco commerciante Baba, vive con il padre in una grande e lussuosa villa con giardino; la madre morì nel dare alla luce il bimbo, cosa che Baba non ha mai perdonato al figlio.

A tener loro compagnia Alì, servitore di Baba e suo figlio Hassan, inseparabile ed adorante compagno di Amir. I due ragazzi formano una imbattibile coppia nei tornei cittadini di combattimenti tra aquiloni: il ricco Amir è il “pilota”, Hassan il suo “secondo”.
Ma l’armonia tra i due si spezza quando una cosa terrificante accade ad Hassan per colpa di Amir: dopo un torneo di aquiloni, in un vicolo buio di Kabul, Hassan viene assalito da una banda di ragazzini, capeggiati da colui che Amir scoprirà essere diventato, in futuro, un capo dei talebani. Amir assiste impotente alla scena, decidendo di non intervenire in aiuto dell’amico, per paura o vigliaccheria. In aiuto di quell’Hassan che lo aveva difeso da sempre.
Questo libro lascia il lettore con il fiato sospeso capitolo dopo capitolo, lo avvince e lo coinvolge dalla prima all’ultima pagina: splendido, emozionante e travolgente; da leggere tutto d’un fiato!

Franca Chicca

mag

29

Il gioco dell’angelo (Carlos Ruiz Zafon)

Il gioco dell’angelo



Titolo: il gioco dell’angelo

Genere: Letteratura straniera

Autore: Carlos Ruiz Zafon

Editore: Mondadori

gioco-dellangelo-coverAmbientato qualche decade prima dell’Ombra del vento, altro capolavoro di Zafon, nella solita Barcellona che l’autore ci ha già fatto conoscere così bene, questo libro narra la vicenda di David Martin , cresciuto con un unico grande sogno: diventare uno scrittore di successo. Gli inizi, però, non sono incoraggianti e tutto quello che riuscirà a trovare sarà un posto come contabile, presso un piccolo giornale, La voce dell’industria. Qui, per una strana combinazione, avrà l’occasione di pubblicare un racconto, che diventerà il primo di una fortunata serie: I misteri di Barcellona.

Arriva il successo ed arriva anche lo strano interessamento da parte di un ambiguo e potente personaggio, Andreas Corelli, che chiederà a David di scrivere per lui una narrazione religiosa, una sorta di Bibbia, con la facoltà di pescare a piene mani da tutto quello che è già stato scritto; in cambio del lavoro, riceverà una somma esorbitante.  Per una serie di motivi, il giovane decide di accettare, ma da quel momento misteriosi colpi di scena sconvolgeranno la sua esistenza e quella delle persone a lui più vicine: dapprima Corelli gli darà appuntamento in una casa di Barcellona che, come David scoprirà in seguito, non esiste più da anni; successivamente, gli restituirà la copia di un libro che David aveva smarrito, ma soprattutto gli predirà il futuro di un amore tra lui e Cristina, una ragazza che incontrerà.

Quello che Andreas non vorrà rivelare a David è che la sua vita è in grave pericolo e l’unico modo per sfuggire alla morte sarà di scrivere per lui l’opera sublime e blasfema da lui richiesta…

Un libro stupendo: la sua lettura ti lascia sempre in bilico tra sogno e realtĂ , non concedendo mai spazio alla ovvietĂ , ma facendoti precipitare negli abissi della mente dei suoi personaggi piĂą inquietanti, tra cui spicca su tutti Andreas Corelli.

Se ne consiglia vivamente la lettura in full immersion!


Franca Chicca

mag

27

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