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Domenico Monteforte

Articoli marcati con tag ‘Libri’

 


Il Suggeritore (Donato Carrisi)

Il Suggeritore



Autore: Donato Carrisi
Genere: Thriller.


Il Suggeritore un romanzo intelligente.
La trama narra di una caccia al serial killer.
il-suggeritoreLa squadra della scientifica chiamata a catturare un omicida seriale di bambine capitanata dal criminologo Goran Gavila e affiancata, per le indagini, dallagente speciale Mila Vasquez, con un esperienza maturata sul campo nei casi di bambini scomparsi.
Lo svolgimento avvincente, lAutore riesce abilmente a fotografare mentalmente le scene allinterno delle quali si svolgono i fatti.
Il lettore non solo trasportato allinterno degli eventi, ma ne viene suggestionato da un contino ripetersi di colpi di scena: un vero e proprio crescendo Rossiniano.
Il testo non tralascia anche laspetto didattico espositivo, infatti, molteplici sono le spiegazioni comportamentali, che radicano consapevolezza ed un affezione per la criminologia e le scienze della psiche.
Il romanzo inoltre, si pone come un parallelo, da un lato vi la materialistica sfida che il killer lancia alle forze dellordine, un richiamo scandito dalle note degli omicidi, brutali, efferati, compiacenti con lanimo oscuro di una mente estraniatasi dalla realt.
Ma nel contempo, lazione rivela anche la fallacit dei nostri dogmi: proprio di quelle certezze che fondano il concetto di realt.
Ed su questa mezzaria che sorgono interrogativi di spessore, incertezze riflessive e argomenti di forte personalismo espositivo, pi capaci di provenire dal cuore del lettore piuttosto che dalla mente dellAutore.
Questa innata ricerca di certezze, che sono il tallone di Achille per ogni azione e sopportazione, allinterno dei cicli che compongono lagire quotidiano, ci mette di fronte allo smarrimento animalesco che si crea nel momento in cui il puzzle si frantuma e quel che resta sono frammenti non pi ricomponibili.
Scritto con attenta meticolosit al particolare, scioltezza lessicale e precisione grammaticale, le pagine scorrono affiatate, come maratoneti consapevoli del loro valore.
Testo, quindi, di eccellenza, con stile, grazia che non tralascia possanza e introspezione.
Il Suggeritore anzitutto un romanzo di qualit, che si impone con maestria nel vasto arcipelago del c.d. thriller allamericana.

Marco Solferini

mag

27

I Figli di Hurin (J.R.R. Tolkien)

I Figli di Hurin

“I Figli di Hurin” è un romanzo di J.R.R. Tolkien.

i-figli-di-hurinNella firma, c’è tutto ciò che è stato detto e scritto su un Autore ormai
mito e leggenda del genere Fantasy.
Straordinario cultore e studioso di letteratura, vero pozzo di scienza pensante, questo Maestro indiscusso ha creato un Mondo, la Terra di Mezzo, e narrato dell’uomo, del destino e del mistero che ci lega al fato.
I Figli di Hurin si colloca prima delle vicende de Lo Hobbit e del Signore degli Anelli: questa è un epoca oscura, in cui le forze del male vincono.
E’ il tempo della “Nirnaeth Arnoediad” la battaglia delle innumerevoli lacrime, in cui uomini, elfi e nani, cedono innanzi al potere di Melkor
originariamente il piĂą potente degli Ainur, in seguito meglio conosciuto come Morgoth.
Nei romanzi di Tolkien c’è sempre una grande metafora dell’animo umano.
Questo gigante del XX° secolo ha osservato il Mondo con gli occhi di chi riesce a mettere in prosa i concetti, prima ancora che si svolgano le
situazioni.
Egli parla della vita, dei grandi temi quali l’amore, la perdita, la rabbia,lo sconforto e per ciascuno di essi dipinge un affresco di parole, esaltate
da queste storie bellissime, coinvolgenti, ricche di completezza, nello stile quanto nell’elaborazione.
Noi tutti siamo stati, almeno una volta, Turin, figlio di Hurin e protagonista della sua battaglia con la vita.
Nelle sue scelte, nel compatimento, nella caparbietĂ  e infine, nella grande tragedia che aleggia imperturbabile, come se il fato stesso l’avesse voluta, in tutto questo c’è una parte della vita di ognuno di noi.
E’ l’insegnamento che dobbiamo imparare. La grande via che ognuno si aspetta, è una matrigna che sa essere spietata,
subdola, a volte arrogante nella sua onnipresenza.
Eccoci quindi, penitenti, come fuscelli che si credono tronchi inammovibili. Le nostre scelte, il condizionamento che usurpiamo al destino, nell’iraconda illusione di poter condizionare gli eventi, oggi, qui, in questo dramma letterario, si scoprono solo debolezze.
Tolkien è spietato, arricchisce tanto quanto è capace a svuotare di ogni sentimento e alla fine egli omaggia il grande Shakespeare, nel finale di
questa narrazione.
Leggerlo è un atto di coraggio, ritrovarlo dopo anni è un gesto di sapienza, di penitenza, ma anche di glorificazione interiore, perchè la saga che noi tutti conosciamo ed è rimasta impressa nelle menti è sempre lì: eterna, capace come non mai di assimilarsi alla nostra realtà.
Lo scrittore che non muore mai.
La Terra di Mezzo, i suoi drammi, la sua geografia, i popoli, il valore del guerriero, la fallacitĂ  del potere, la magia e la supremazia della volontĂ 
sono i temi che rendono forte ogni pagina.
“I Figli di Hurin”, come qualunque romanzo di Tolkien, merita di essere stretto fra le dita perchè questa è l’epica del Fantasy.

Marco Solferini

mag

27

I Libri di Luca (Mikkel Birkegaard)

I Libri di Luca



Autore: Mikkel Birkegaard
Genere: fantastico, thriller

“I Libri di Luca” è un romanzo originale ed entusiasmante.

libri-di-lucaLa storia narra di un gruppo di persone che, da tempo, ma in modo occulto,si adopera in una realtĂ  parallela a quella canonica che noi tutti
conosciamo, usando poteri associati all’arte della lettura.
Essi prendono il nome di “*lectores*” e fondano la SocietĂ  Bibliofila.
Posseggono capacitĂ  induttive che derivano dalla lettura e dall’identificazione che può nascere, nel lettore, con il testo.
Non sono veri e propri superpoteri nel senso classico dell’affermazione,bensì capacitĂ  che una parte di questa “elite” adopera per il bene
dell’umanitĂ .
All’interno di questo gruppo si sviluppa una trama che nasce con un omicidio, in parte inspiegabile e che comporta la scoperta, da un lato, di
questo mondo parallelo e dall’altra la rivisitazione dei suoi stessi contenuti da parte di un esterno, di colui cioè che, predestinato fin dalla
nascita, è figlio proprio della vittima.
E’ una lettura introspettiva, ben articolata in capitoli che rappresentano un evoluzione coinvolgente dei personaggi e del relativo ambito in cui
interagiscono.
Si tratta di uno sviluppo imprevedibile, spesso condito dai colpi di scena, che svelano i retroscena di un indagine e di una metafora di quello che è il carattere delle persone, dell’individuo. Persino in un mondo clandestino, parallelo, quasi costretto ad uniformarsi per sopravvivere alla segretezza e nel contempo in perenne lotta per non smarrire la vocazione sua propria.
La natura umana diventa padrona delle motivazioni che ardono nel cuore e condizionano la mente.
La storia è avvincente, per quanti hanno sempre desiderato calarsi oltre la carta stampata: vivere una sorta di realtà virtuale nei panni dei
protagonisti dei tanti romanzi che, come scrigni fatati, attendono di accompagnarci nel loro mondo.
L’arte dell’Autore nasce da un superbo dosaggio delle misure con le quali gestisce l’evolversi della trama, l’animo del protagonista, i rapporti con i personaggi che incontra e della credibilitĂ  a fondo di una storia, certamente di genere fantastico.
Ma è anche l’opera di chi riesce a sapersi, inventare con spirito creativo ed innovativo.
C’è infatti in Birkegaard un autocontrollo letterario, frutto di una preparazione stilisticamente completa che gli consente di prendere per mano
il lettore e, senza mai strattonarlo, condurlo, passo dopo passo, in questa avventura.
“I Libri di Luca” è un romanzo per quanti sanno appassionarsi alla lettura con rispetto e credono in quella parte della favole che rappresentano sempre il fondo di veritĂ .

Marco Solferini

mag

26

Profumo dell’anima (Gigliola Biagini)

dscn10051Profumo dell’anima

Titolo: Profumo dell’anima
Autore: Gigliola Biagini
Editore: Sovera

La normale vita di una donna può trasformarsi all’improvviso in una micidiale spirale di caos esistenziale che tenta di risucchiarne l’anima.
Si può sfuggire? Sì, si può.
Bianca, la protagonista, donna caratterialmente contraddittoria,non si farĂ  stritolare dalle avversitĂ  e dal dolore, ma sarĂ  capace di darsi una serenitĂ  interiore in un rinnovato equilibrio.”

mag

24

Mille splendidi soli (Khaled Hosseini)

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Mille splendidi soli


Titolo Mille splendidi soli

Genere Letteratura internazionale

Autore Khaled Hosseini

Editore Piemme

Mille splendidi soli è un’incredibile cronaca della condizione dell’Afghanistan degli ultimi trent’anni e una commovente storia di famiglia, amicizia, fede e della salvezza che possiamo trovare, forse, solo nell’amore.

Tutto ha inizio in un paese tormentato in cui, nonostante le famiglie più tradizionaliste facessero indossare il burqua alle donne e la mentalità maschilista fosse all’insegna dell’onore e dell’orgoglio, c’erano la musica, i film occidentali e per le città si potevano anche trovare donne con il volto scoperto e le unghie dipinte di rosso.

E’ in questo periodo, nel 1959, che viene al mondo Mariam, una harami, una bastarda, nata dalla relazione tra uno degli uomini più potenti di Herat e la sua serva.

Nelle prime pagine scorre la vita di Mariam e di sua madre, confinate in una Kolba, rifiutate socialmente e negate della possibilità di una vita normale. Ma, dopo il suicidio della madre, la vita di Mariam cambia radicalmente: la ragazza, appena quindicenne, viene data in sposa a Rashid, un calzolaio di Kabul. Inizia così per lei una nuova vita, in un paese sconosciuto, tra i mullah, i locali che vendono il kebab e l’imposizione del burqua. Inizialmente Rashid non sembra male, ma una serie di aborti spontanei di Mariam scatenano in lui il disprezzo e la più cieca violenza.

Laila, nata a Kabul vent’anni dopo Mariam, figlia di un insegnante di scuole superiori, sembra invece avere un destino diverso e migliore. Avviene però che le vite delle due donne s’intreccino, poiché vivono sotto lo stesso tetto, sono mogli dello stesso perfido uomo e condividono lo stesso tragico destino.

Nonostante l’avvicendarsi dei regimi politici, l’invasione russa, il sistema talebano e le forze Onu, la condizione della donna in Afghanistan non è mai cambiata. Spirito di sopportazione e sacrificio, violenza e dolore, umiliazione profonda e sottomissione: questi sono i sentimenti e le situazioni con cui una donna afghana deve convivere. Mille splendidi soli è un romanzo denso, semplice e autentico: tra le sue pagine si intrecciano storie intense e toccanti. Come quelle di Laila e Mariam che, nate a distanza di una generazione e con idee profondamente diverse, sono costrette dalla guerra e dalla morte a dividere un destino comune. Queste due donne danno vita ad un rapporto che le rende sorelle e che alla fine cambierà il corso delle loro vite e di quelle dei loro discendenti.

Con grandissima sensibilità, Hosseini mostra come l’amore di una donna per la sua famiglia possa spingerla a gesti inauditi e ad eroici sacrifici, e come alla fine sia l’amore l’unica via per sopravvivere.

Franca Chicca

mag

24

Attenzione! Fragile (Joseph Cacace)

006 Attenzione! Fragile


Questo è il nome della raccolta di poesie Joseph Cacace, titolo  schietto e sincero, descrittivo degli stati d’animo che si respirano tra i versi delle sue liriche.

Versi che aprono una finestra sul mondo giovanile, non sempre facile, troppo spesso Fragile, appunto.

In allegato un Pdf contenente qualche poesia per saggiarne lo stile:  LEGGI POESIE



mag

16

La piccola Regalasogni (D.Millaci)

La piccola Regalasogni

 

coccinella

“Guarda una coccinella” esclamò Tomas indicando il piccolo animale che si era appoggiato sulla sua mano.

“Non devi aver paura, sai bene che portano fortuna e se esprimi un desiderio, si avvererà”.

“Perché mamma portano fortuna?” domandò il piccolo.

“Viene a sederti sulla panchina vicino a me” rispose la giovane donna “Voglio raccontarti una storia”.

In un tempo lontano, nel fantastico mondo della natura, viveva una coccinella diversa dalle altre, perché era in grado di far avverare i desideri. C’era una condizione però, affinché questo potesse accadere lei li doveva sognare, altrimenti non si avveravano. La sua diversità però era anche ben visibile. Difatti aveva delle piccole macchiette nere sulle ali, mentre tutte le altre della sua specie non le possedevano. Per questa sua diversità veniva derisa e lasciata sempre in disparte.

La piccola era così triste, perché era sempre sola. Sola con questo dono che lei non voleva.

Un giorno volando di fiore in fiore, si fermò sulla foglia di una grande quercia ed iniziò a sospirare.

“Che cos’hai piccolina?” domandò l’albero.

“Guarda le mie amiche laggiù, si divertono. Ridono, scherzano e non mi voglio con loro”.

“E perché mai?” tuonò la quercia.

“Perché dicono che sono strana, per colpa delle mie macchie e dei miei sogni”.

“Spiegati meglio”.

“Vedi” iniziò la coccinella “Quando io faccio un sogno, questo si avvera.”

“Tu hai un dono bellissimo” disse l’albero per rincuorarla.

“Io non lo voglio!” esclamò infuriata “Come faccio a togliermi da dosso questa maledizione? Perché è così che io la vedo”.mw1022nuova-coccinella-posters

La vecchia e saggia quercia perplessa rimase in silenzio, poi disse: “C’è un solo modo, devi diventare come le altre. Devi toglierti le macchie e smettere di sognare”.

“E com’è possibile?”

“Dovrai volare dentro un campo di papaveri ed il polline dei fiori coprirà le macchie. Poi tutte le sere, prima di coricarti dovrai bere del nettare d’uva e vedrai che non sognerai più”.

“Grazie amica mia!” esclamò Regalasogni euforica “Stai pure sicura che lo farò!”.

Trascorsero giorni, settimane, mesi e la piccola coccinella, ormai senza più macchie non faceva più sogni e per questo, era stata accetta dalle altre. Era diventata come loro, una di loro. Eppure non riusciva ancora ad essere felice, sentiva che le mancava qualcosa. Forse le mancava proprio quella parte di lei che aveva rinnegato.

Giunse l’estate. Un’estate torrida, tanto che la terra era arsa.  L’acqua scarseggiava e l’intera natura era in subbuglio. Le coccinelle dovevano lavorare il doppio per riuscire a tenere in equilibrio l’ecosistema. Erano sfinite.

Tutto questo però non servì ad evitare una terribile guerra. Le loro acerrime nemiche le lucertole, aumentate spropositatamente di numero, le attaccarono. C’era una sola speranza. Regalasogni doveva sognare la vittoria delle coccinelle sui nemici.

Interpellata dal Gran Consiglio, rispose: “Sapete bene che non sogno più. Ho rinunciato a questo dono tanto tempo fa”. Continuò la giovane indietreggiando.

“Tu sei l’unica speranza, o moriremo tutte”.

Regalasogni era così confusa. Non sapeva cosa fare e così chiese consiglio all’amica quercia.

cocci“Adesso perché hanno bisogno di me, mi cercano e mi  chiedono addirittura di sognare. Prima però, mi deridevano” borbottava scuotendo il capo “Che cosa devo fare?”

“Tu conosci la risposta” disse la saggia quercia “E’ dentro il tuo cuore. Una cosa però devi sapere, il tuo sogno durerà per l’eternità, affinché non capiti mai più una simile calamità e quindi non potrai più tornare indietro”.

Quella notte senza dire niente alle altre, Regalasogni si sistemò sopra un bellissimo fiore giallo. Si ripulì le ali dal polline per far riuscire le sue macchiette e aggiustandosi il cuscino, si addormentò.

La luna era alta nel cielo, quando le coccinelle videro le lucertole che, come spaventate da qualcosa di soprannaturale, si allontanavano di gran fretta. Compresero subito che era opera di Regalasogni. La cercarono e quando la trovarono, accadde qualcosa che di certo non avrebbero mai più dimenticato. Il corpo della loro piccola amica, ancora addormentata, si levò nell’aria come per magia, attratto da una forza misteriosa. Una luce bianca la illuminò e la piccola Regalasogni di colpo, si trasformò in polvere di stelle che ricadde su tutta la terra in microscopiche particelle. Un silenzio irreale aveva riempito l’aria e le coccinelle rimasero a bocca aperta nel vedere quella strana ma bellissima pioggia.

Per questo sacrificio d’amore, da allora tutte le coccinelle possiedono piccole macchie sulle ali e con esse un po’ di magia che la piccola Regalasogni aveva loro donato ed è per questo motivo che le coccinelle portano fortuna.  

Dora Millaci

 

mag

16

Gli anni rubati (R.La Paglia)

Gli anni rubati di Roberto La Paglia


Un bambino prigioniero di se stesso, in una realtà che non riesce a comprendere; per diventare uomo dovrà inventarsi ogni volta, dare vita a gli-anni-rubatimille personaggi, per ritrovarsi alla fine sempre di fronte allo stesso bambino che si è lasciato indietro.

Da questa immagine prende vita gli Anni Rubati, accompagnandoci nelle molte vite del protagonista, nel viaggio interiore di una adolescenza travagliata che cerca a tutti i costi di non uniformarsi alle regole del sistema, pur sapendo che questo suo atteggiamento lo porterĂ  alla completa esclusione.

Una infanzia difficile raccontata con il ritmo serrato del male quotidiano che incalza e lo stile letterario tipico di un adolescente in cerca della propria identitĂ .

Ancora una volta Roberto La Paglia ci trascina nel suo mondo onirico, dove fantasia e realtĂ  lavorano spesso in stretta sinergia, creando un universo nel quale le certezze diventano misteri e i misteri incerte probabilitĂ .

Tra le pagine di questo libro sarà facile incontrare nuovamente quel bambino che da sempre vive in noi, che ci trasciniamo dietro dall’infanzia, costretti a nasconderlo per uniformarci alle regole sociali, per dare di volta in volta l’immagine di noi che viene richiesta; in molti quel bambino grida ancora, reclama i propri spazi e, molto spesso, rischia di perdersi.

In questo viaggio incontreremo pochi personaggi, spesso sfuggenti così come la vita del protagonista, ma incontreremo anche tante emozioni che pensavamo appartenessero ormai al passato, pensieri espressi nell’immensa solitudine di una infanzia vissuta a metà tra il sogno e il bisogno di trovare un senso alla propria esistenza.

Giunti alla fine, avremo ancora voglia di voltarci indietro, di riprendere per mano quel bambino, e insieme a lui ritornare sui nostri passi, anche noi alla ricerca dei nostri Anni Rubati.

Disponibile su www.ibs.it -   www.libreriauniversitaria.it

ISBN 9788863540062

mag

16

Io e Dewey (Myron Vicki; Witter Bret)

“Io e Dewey”

 

Genere: Biografico

Autore: Myron Vicki; Witter Bret

“Dio ha creato il gatto per darci il piacere di accarezzare una piccola tigre” (Victor Hugo).

Il romanzo, noto per essere la storia di un gatto, rivela invece, una verità in parte diversa e difforme. Certo meno scontata di quanto pubblicamente presupponibile.

io-e-dewey2 Dewey è un si, un micio trovatello, in una notte fredda e tempestosa, ma è anche un amico per il domani.

Questa è la storia di ciò che un gatto è, o potrebbe essere, per tutti noi.

Il significato del suo giocare, delle fusa, degli atteggiamenti che lo rendono sempre unico. Tutto si fonde con lo stato d’animo: l’affetto che costruisce giorno per giorno, insieme al rispetto.

E certo, ci sono righe sornione e pensieri che sembrano leccarsi i baffi, ops pardon, le vibrisse, come se il piatto prelibato fosse da poco consumato. E sono queste intense parole che ci fanno sorridere, che riempiono il cuore di semplice amore per una creatura tenera e nel contempo fedele alla sua natura.

La storia del gatto da biblioteca, adottato da un intera città ne racconta infatti, l’amore, la capacità caratteriale di essere unico, come tutte le piccole tigri.

La straordinaria e mistica logica del felino, che costruisce, con perfezione meticolosa, il suo mondo e trasmette un sentimento assoluto, nella concezione del Sé.

Ma il libro è altrettanto, la testimonianza della vita coraggiosa di una donna, delle sue età, errori, amori, incomprensioni: le sfide di una vita comune, ma eroica.

Ed è la storia di una piccola città, di un intera contea, attraversata dalle stagioni della crisi economica, dalle difficoltà di crescere e adattarsi al Mondo, al contesto, che supera le scelte cittadine.

Leggendo, ci ritroviamo.

Scopriamo il valore di un amicizia fondata sul sentimento.

Scopriamo che la vita, per quanto unica, sa essere simile, nel proporci i grandi temi con i quali dobbiamo confrontarci.

Dewey è un gatto, ma non sarà mai “solo un gatto”, perchè chiunque li ami sa molto bene come essi sappiano essere padroni del loro mondo, interagendo, per fortuna altrui, anche con il nostro.

“Io e Dewey” è un romanzo di vita e di speranza.

 

Marco Solferini

 

mag

15

Uomini che odiano le donne (Stieg Larsson)

“Uomini che odiano le donne”


uomini-che-odiano-le-donneGenere: Romanzo giallo

Autore: Stieg Larsson

Dati: 2007, 676 p., brossura

Editore: Marsilio  (collana Farfalle)


Un testo di vera eccellenza.

Una narrazione di rara capacitĂ  espressiva.

Efficacia, dinamismo, classe espositiva e dialettica discorsiva, si fondono in un Opera che merita la maiuscola.

Un libro che riesce ad appassionare e coinvolgere il lettore, trascinandolo in un mondo perfetto, dove il pathos, diventa realtĂ .

Personaggi che sono anche autori di se stessi. Incontrano e scontrano le emozioni e le caratteristiche che ciascuno di loro rappresenta, nell’incolto territorio dei rapporti umani.

L’anticonformismo di Lisbeth Salander.

Il perfezionismo della ragione di Mikael Blomqvist.

L’anarchia signorile e feudataria di Henrik Vanger.

Ciascuno conosce l’irriverenza del fato, quando la predestinazione diventa una sorta di egemonia irrazionale e viola i dogmi dell’aspettativa, facendo sì che, il lettore, diventi un protagonista assoluto.

Nel compiacimento intellettuale di una trama avvincente.

Parole essenziali: frecce appuntite che colpiscono il bersaglio. Diventano immagini, trasmettono sensazioni, persino il gusto del ritmo, trasmuta, dalle prime pagine fino all’epilogo.

Quel che era, non è ciò che rimane.

Più che l’inizio di una saga l’Autore, Stieg Larsson, ha posato una pietra miliare sul concetto di giallo nella narrativa o, se vogliamo, nel thriller all’americana.

Uno straordinario affresco che riesce a mettere sulla bilancia, il bene, che si presenta con le sue debolezze, i dubbi, persino le irritualitĂ  e i difetti che ogni uomo o donna, in cerca del giusto, reca nel suo bagaglio culturale. E il male: atavico, profondo, cosciente del suo potere padronale, che logora e corrode, sfociando nella mitomania superba di un odio spaventoso, per intensitĂ  ed autogiustificazione.

Con Larsson rivive il romanzo, quello vero, che vuoi conservare in bella mostra nella libreria di casa.

L’Autore è maestro d’orchestra e gioca abilmente a scacchi con il lettore, usando tutte le arti liberali, mescolando le carte con la retorica e applicando una dialettica che riesce, nella sintesi espositiva, a stimolare una riflessione di fondo.

Non una qualunque bensì, la condivisione alla base delle scelte, quelle che, per intenderci, noi tutti possiamo e dobbiamo compiere, per confrontarci con il nostro Io.

“Uomini che odiano le donne” è un ottimo romanzo, per tutte le età.

Marco Solferini

mag

15

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