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Domenico Monteforte

Articoli marcati con tag ‘Marco Solferini’

 


Le ossa del ragno - Kathy Richs

Le ossa del ragno


1444075bcc4a29dbd66202b0fdb3b527_mediumGenere: Antropologia forense, medicina legale, thriller

Autore: Kathy Richs

“Le ossa del ragno” è il titolo del nuovo thriller di Kathy Richs, ambientato nel mondo delle indagini di antropologia forense.

Un cadavere: una storia fatta di tessuti, esami, indagini.

Dal microscopio comincia ad emergere la piccola veritĂ  di un disegno piĂą grande che nasconde, fra le piaghe del tempo, un intrigo che affonda le sue radici fin dalla guerra del Vietnam.

Una morte sospetta, uno strano caso di “bondage”, sadomasochismo erotico estremo, rivela una cospirazione militare, che costringerĂ  l’antropologa forense Terence a lasciare il suo Canada per le Hawaii, dove sopravvive il piĂą grande centro di identificazione dei caduti americani.

Lo scopo di questa struttura è riportare a casa i soldati, i loro corpi e dare alle Famiglie un identificazione, una storia che renda onore a coloro che sono caduti, per la patria o per la libertà.

In una realtĂ  contemporanea in cui i soldati di pace sono anche i volontari che mettono a rischio la propria vita, nelle terre martoriate dalla guerra, senza un uniforme, armati con un ideale di pace che a volte, costa loro l’estremo sacrificio.

Non solo piastrine quindi, ma sopratutto uomini e donne con le loro paure: spiriti di un tempo remoto che dormono in tombe senza nome.

L’indagine è tutto e l’Autrice è l’indiscussa maestra della medicina forense.

Una cadenza articolata, nei ritmi e nelle spiegazioni, che coinvolge il lettore trasportandolo negli ambienti asettici della scienza forense.

Uno straordinario caso di manualistica applicata alla narrazione, che non rinuncia a dialoghi molto ben articolati: rapidi, duttili, mai banali, sempre scorrevoli, figli della personalitĂ  e dell’umore dei protagonisti, che ruotano attorno alla vita come uno sciame di mosche attende di violare il cadavere.

Il mistero sarĂ  svelato dai bisturi e dalla capacitĂ  di andare oltre l’apparenza per mettere insieme tutti i tasselli e dare forma al puzzle.

L’Autrice usa una narrazione snella e agevole, di facile lettura per chiunque, anche se il testo è certamente apprezzato appieno, da coloro che conoscono ed amano la materia scientifica.

Descrizioni sintetiche e cariche di metafore, esplicative ed originali nel loro incalzante ritmo, attualizzato ai paragoni e alla realtà di oggi: la contemporaneità che sopravvive al di fuori del laboratorio è sicuramente la dote artistica più elevata, che completa la storia, sviluppando quel retroterra essenziale per contestualizzare il romanzo.

Ed è qui, che si gioca la carica di originalitĂ , che l’Autrice riesce a gestire in modo particolarmente abile, perchè oggi la scienza è una parte essenziale delle indagini su di un omicidio, ma è anche una straordinaria alleata di veritĂ  e non piĂą confutabile, come invece accadeva nei fasti e negli albori dello studio storico scientifico.

Oggi, il pensiero unanime che funge da train d’union durante tutta l’indagine, è che le risposte annidano nella carne e nelle ossa: i detective del metodo scientifico vestono camici bianchi.

Ma c’è anche un intenso carico passionale ed emotivo nella donna, la giovane esploratrice di cognizioni assolute che non rinuncia al suo tenue avere, di una vita giocata fra presente e passato.

E’ la storia di sua Figlia, un adolescente che impara a conoscere l’ineluttabile senso di vuoto che la morte soltanto è in grado di lasciare ed è la storia di una relazione che ancora la sveglia nella notte, per ricordarle il tempo che fu, in attesa di un domani che non muore mai.


Ma sopratutto “Le ossa del ragno” sono la storia di “Spider” il soldato che amava i ragni al punto da vedersi attribuire quel soprannome, la storia del suo passato, e del suo cadavere che nasconde un mistero, oggi più che mai, ancora in grado di uccidere.

Marco Solferini.

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lug

22

Cartoline di morte - James Patterson – Liza Marklund

1af88a9a44ca9ec585480c6b65596fda_smallCartoline di morte


Genere: Azione, poliziesco, thriller

Autore: James Patterson – Liza Marklund


James Patterson è il best seller man piĂą famoso del Mondo, i suoi romanzi sono un tale successo che in tutte le nazioni dove vengono pubblicati, l’Autore si guadagna la testa delle classifiche di vendita.

Sarà per questo che è persino entrato nel guinnes dei primati!

Il motivo? Perchè è il maestro indiscusso dell’azione.

Le sue trame sono mozzafiato, un vortice di adrenalina, una caccia contro il tempo: sempre e solo una sfida a tutto campo.

Anche in questo caso, con le “cartoline di morte”, non delude.

Bastano 30 pagine appena e il lettore non potrĂ  piĂą staccarsi dalla narrazione

Omicidi efferati, spietati e sanguinari, giovani coppie da poco sposate che, in mezz’Europa, trovano la morte per opera di una mano folle, che dopo aver ucciso, adagia le vittime in una posa innaturale.

Quel macabro rituale nasconde una veritĂ , sepolta nel passato del serial killer, mentre all’ombra si profila una coppia omicida e un gioco perverso, che ha trasformato l’arte in una parabola di morte.

Un ultimo scatto per la vita.

Quella scia di cadaveri ha lasciato il segno nel detective Jacob Kanon, della polizia di New York, perchè in quel di Roma, una delle vittime, era la sua unica Figlia e per questa ragione, per riscattare se stesso e vendicare la sua morte, non avrà pace finchè la mano assassina non si fermerà per sempre.

Le indagini lo portano a Stoccolma, in Svezia, terra baciata negli ultimi anni da grandi firme del thriller che hanno regalato al pubblico mondiale Autori d’accezione, e qui, Patterson incontra Liza Marklund la prestigiosa Autrice, defintia la regina del giornalismo nordico.

E Jacob Kannon incontra la giornalista Dessie che ha appena ricevuto una cartolina di morte, il temerario annuncio che i killer compiono prima dei loro delitti: la loro arrogante firma, una sfida alle forze dell’ordine, alla vita e al concetto di sicurezza che la societĂ  garantisce ai suoi cittadini.

Il loro regno è il caos, ma questa volta, troveranno sul loro cammino l’ossessione di un detective e la raffinata ostinazione e perspicacia di una giovane investigatrice della carta stampata, disposti a tutto pur di mettere la parola fine all’eccidio.

Senza tregua: dalla prima all’ultima riga.

Capitoli che sembrano uno tsunami di azione e colpi di scena: una tempesta perfetta che trasforma l’indagine in una caccia senza tregua.

Il sangue e l’adrenalina si mischiano, mentre dal passato emerge la sconcertante veritĂ  che permetterĂ  di risolvere l’incubo del presente, in un confronto finale che si avvicina, ineluttabile.

Il lettore è avvolto, persuaso, del tutto rapito dal ciclone Patterson – Marklund, “Cartoline di morte” è il cocktail perfetto, per un avventura mozzafiato destinata a lasciare il segno.

Marco Solferini

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lug

22

All’ombra della cattedrale

All’ombra della cattedrale


f7ca03fd66568a7a179f7ebc816a58ec_mediumAutore: Nerea Riesco

Genere: avventura, storico, drammatico


Nerea Riesco è una scrittrice eccezionale.

Il suo romanzo non è solo avvincente, memorabile nella sua epica narrativa e storicamente ricco di veritĂ , ma è sopratutto un atto di passione: per la vita, la storia, per quell’immensitĂ  che solo il passato è in grado di trasmetterci.

Le sue parole conoscono l’intimo significato della veritĂ  e la correttezza che da esse traspare, è paragonabile solo all’amore che ella Autrice narra, con superba maestria e umile semplicitĂ .

E’ una storia che nasce nella metĂ  del 1700 in una cittĂ  magica, Siviglia e per piĂą di mezzo secolo narra l’epopea di una Famiglia, a cavallo fra due generazioni, le cui vicende celano un segreto in grado di stravolgere i rapporti fra la cristianitĂ  e il mondo mussulmano.

In un tempo remoto, una sfida all’ultimo sangue è stata combattuta al di fuori dei campi di battaglia, un duello a colpi di scacchi, questa nobile e arcana arte che tutto mischia, in un vortice di sensazioni, emozioni e personalitĂ .

Due rĂ© hanno deciso le sorti di una civiltĂ  battendosi sulla scacchiera, che sempre rappresenta il Mondo, ma il risultato si è tramandato nel tempo, la partita decisiva non è ancora stata giocata e un vecchio accordo, un atavico patto custodito dai Cavalieri dell’Ordine di San Giovanni d’Acri, rischia di mettere di nuovo in gioco i destini delle nazioni e i loro eserciti.

Un uomo con una missione, giunge in Siviglia, un uomo che è stato cristiano e musulmano, che reca con sé il crocevia della vita perchè in esso si fondono il fato e la volontà; in quello stesso giorno in cui, il più atroce terremoto scuote le fondamenta della città.

In quel risveglio dalla morte negli occhi, una donna coraggiosa e determinata troverĂ  il suo destino, attraverso l’amore per quell’uomo misterioso.

Un epopea che nasce dalla passione: travolgente, accattivante, irriverente, che lega una donna al suo giovane amante, costringendola a sfidare le regole della civiltĂ  istruita e ricca di pregiudizi.

L’inizio di una saga che coinvolgerĂ  personaggi plurimi attorno a questa Famiglia, titolare di una stamperia in quella cittĂ  magica che conoscerĂ  la ricchezza e la rovina, l’odio e la passione.

Amori travolgenti, omicidi efferati, trame occulte e spietate, giuramenti che attraversano il tempo fino a baciare il retaggio del sangue, per un destino tracciato nella tavola degli scacchi.

Tutti, alla fine, saranno pezzi di una grande sfida: per la moralitĂ , per l’orgoglio, in nome dell’odio o dell’amore, ma ciascuno, secondo le regole del carattere, saprĂ  inorgoglire o avvilire la propria personalitĂ .

L’Autrice è talmente brava che spesso mancano le parole per arginare le tante meravigliose descrizioni che ci regala, snocciolando una sapienza e uno straordinario senso pratico.

I profumi di Siviglia fuoriescono dal suo scritto: frasi perfette, condite con l’amore per la saggezza popolare e una fine conoscenza storica.


Il sapore di una narrazione cordiale, suadente, simile ad una carezza materna che tuttavia sa essere spietata come soltanto la vita è in grado di essere, nella sua perpetua sentenza che “tutto scorre”, che il tempo nessuno lo può fermare, ma solo gli animi che hanno saputo amare intensamente possono ricordalo, per ciò che è stato e trarre da esso ispirazione per il presente.

Gli eroi del romanzo sono persone comuni che non rinunciano alla loro umanitĂ , che si sacrificano solo per quello in cui credono, per gli ideali che fanno grande la persona e la dimensione della propria vita.

Gli antieroi sono gli sconfitti senza tempo, fedeli solo all’odio, al rancore, che sciupano il dono immenso della veritĂ  nel cuore, adombrandolo con una stolta perdita di tempo, inseguendo i fantasmi della malignitĂ .

Costoro, si smarriscono ben prima dell’inevitabile fine che li attende, nel baratro dell’ultima spiaggia, dove il destino non ammette nemmeno il tempo per una preghiera.

L’intensitĂ  di questa scrittrice ci accompagna dalla prima all’ultima riga, con capitoli ricchi di frasi che sono degne di essere ricordate, immortalate nel diario della giovinezza, “il libro senza nome” che come nel romanzo, ogni lettore custodisce dentro di sĂ©, o magari, nello “status” di Facebook o di Twitter, perchè sono perle di poche parole, ma infinitamente ricche di significato.

C’è una bravura scandita dall’amore per la ricerca e per il senso della vita, paragonabile soltanto ad una musica meravigliosa che tutto avvolge e culla, noi umili lettori, come fossimo bimbi che desiderano incominciare a sognare.

“All’ombra della cattedrale” è un romanzo per chi ama la storia, la narrazione epica e la grande caratterizzazione dei personaggi, dei valori e per tutti coloro che credono nell’amore prima di ogni cosa.

Marco Solferini

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lug

22

Acqua in bocca Andrea Camilleri – Carlo Lucarelli

441f303ff611ae2255fe71c1a3d61377_mediumAcqua in bocca

Autori: Andrea Camilleri – Carlo Lucarelli

Genere: Giallo, poliziesco, drammatico, azione.

In questo romanzo Grazia Negro, ispettrice capo di polizia a Bologna, incontra Salvo Montalbano, commissario di polizia a Vigata (Montelusa), per un indagine congiunta, nata da un omicidio misterioso nel capoluogo emiliano ad opera di un killer insidioso, sfuggevole, che affonda le sue radici nei servizi segreti deviati.

Un indagine a tinte forti, ricca di colpi di scena, azione e.. umorismo.

Questi personaggi, così conosciuti e amati dal grande pubblico sono oggi talmente noti che da anni segnano pagine di apprezzamento, tanto nella letteratura contemporanea quanto nelle fortunate sceneggiature per il piccolo e grande schermo, firmate dai lettori di ogni età.

Lei, Grazia Negro, l’ispettrice di polizia “cacciatrice” ineffabile, ardita e coraggiosa ai limiti della razionalitĂ . Pronta a mettere in gioco la sua vita, per onorare la veritĂ .

Lui, Salvo Montalbano, caparbio quanto astuto, sornione e determinato, un analista che fa della furbizia la prima arma di una partita a scacchi con l’assassino.

Sullo sfondo, un inseguimento senza tregua, per un indagine che si sviluppa a distanza e culmina in una caccia all’uomo.

I nostri due protagonisti dovranno arginare le regole, per scoprire il mistero dei “pesci rossi”, la firma goliardica dell’assassino e per farlo, metteranno in gioco se stessi e la loro incolumitĂ .


Gli Autori ci regalano un indagine mozzafiato ed epistolare, cioè raccontata tramite le comunicazioni, ufficiose o meno, che i due amici e colleghi si inviano.

La narrazione dei fatti è coinvolgente e appassionante, pratica e proceduralmente corretta, ma sopratutto ricchissima di spunti sui due mondi che si incontrano.

La cultura di Bologna, quella dei tortellini di Tamburini, incontra i cannoli e le cassate siciliane e il fatalismo tipico del meridione Italico.

La “Las Vegas” Romagnola, Milano Marittima, diventa lo scenario per l’ultimo scontro e nel mezzo i due protagonisti finiscono anche per incontrare un altro personaggio molto amato dal grande pubblico.. un certo ispettore Coliandro.

Lucarelli incontra Camilleri e viceversa, il risultato sono cento pagine a un ritmo incalzante, dotate di una straordinaria intelligenza narrativa che sembra ritmare a suon jazz, i passi dell’indagine.

Il tutto arricchito dall’impeccabile umorismo delle disavventure di Catarella e dalle immancabili “avanche” di Mimi.

I due autori sono bravissimi a rincorrersi, dimostrando quanta abilitĂ  ci sia nelle parole che narrano del carattere di due straordinari personaggi, così vicini eppure a tratti così lontani, accomunati dal senso del dovere e l’amore per la giustizia.

E alla fine, ogni tessera del puzzle andrĂ  al suo posto in un finale capolavoro, che, come in un crescendo rossiniano, prepara i fuochi d’artificio e lascerĂ  il lettore con un meraviglioso sorriso sulle labbra, per quest’opera così semplice e altrettanto bella.

“Acqua in bocca” è un poliziesco contemporaneo e straordinariamente Italiano: prezioso e avvincente, da leggere tutto d’un fiato.


Marco Solferini

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lug

22

I Libri di Luca - Mikkel Birkegaard



112Autore: Mikkel Birkegaard
Genere: fantastico, thriller

“I Libri di Luca” è un romanzo originale ed entusiasmante.

La storia narra di un gruppo di persone che, da tempo, ma in modo occulto, si adopera in una realtà parallela a quella canonica che noi tutti conosciamo, usando poteri associati all’arte della lettura.

Essi prendono il nome di “lectores” e fondano la Società Bibliofila.

Posseggono capacità induttive che derivano dalla lettura e dall’identificazione che può nascere, nel lettore, con il testo.

Non sono veri e propri superpoteri nel senso classico dell’affermazione,bensì capacità che una parte di questa “elite” adopera per il bene dell’umanità.

All’interno di questo gruppo si sviluppa una trama che nasce con un omicidio, in parte inspiegabile e che comporta la scoperta, da un lato, di questo mondo parallelo e dall’altra la rivisitazione dei suoi stessi contenuti da parte di un esterno, di colui cioè che, predestinato fin dalla nascita, è figlio proprio della vittima.

E’ una lettura introspettiva, ben articolata in capitoli che rappresentano un evoluzione coinvolgente dei personaggi e del relativo ambito in cui interagiscono.

Si tratta di uno sviluppo imprevedibile, spesso condito dai colpi di scena, che svelano i retroscena di un indagine e di una metafora di quello che è il carattere delle persone, dell’individuo.

Persino in un mondo clandestino, parallelo, quasi costretto ad uniformarsi per sopravvivere alla segretezza e nel contempo in perenne lotta per non smarrire la vocazione sua propria.

La natura umana diventa padrona delle motivazioni che ardono nel cuore e condizionano la mente.

La storia è avvincente, per quanti hanno sempre desiderato calarsi oltre la carta stampata: vivere una sorta di realtà virtuale nei panni dei protagonisti dei tanti romanzi che, come scrigni fatati, attendono di accompagnarci nel loro mondo.

L’arte dell’Autore nasce da un superbo dosaggio delle misure con le quali gestisce l’evolversi della trama, l’animo del protagonista, i rapporti con i personaggi che incontra e della credibilità a fondo di una storia, certamente di genere fantastico.

Ma è anche l’opera di chi riesce a sapersi, inventare con spirito creativo ed innovativo.

C’è infatti, in Birkegaard, un autocontrollo letterario, frutto di una preparazione stilisticamente completa che gli consente di prendere per mano il lettore e, senza mai strattonarlo, condurlo, passo dopo passo, in questa avventura.

“I Libri di Luca” è un romanzo per quanti sanno appassionarsi alla lettura con rispetto e credono in quella parte della favole che rappresentano sempre il fondo di verità.

Marco Solferini

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giu

29

Il figlio del cimitero - Neil Gaiman


111Autore: Neil Gaiman

Genere: Fantastico.


“Il figlio del cimitero” è un romanzo di Neil Gaiman.

Autore mitico, contemporaneo della letteratura americana, in Italia è noto al grande pubblico sopratutto per le sue sceneggiatore nel segmento dei Fumetti.

Ha firmato alcune delle più acclamate e celebrate opere nel mondo dei “comics” (il luogo dove c’è tutta la conoscenza del Mondo direbbe Hiro del telefilm Heroes)

E’ uno scrittore di altissima caratura, dotato di caratteristiche che lo rendono completo sotto tutti i profili, tanto nella stesura espositiva della narrazione, quanto nei dialoghi.

Riesce a creare, con una sintesi di contenuti, situazioni e ambientazioni che meritano la citazione e spesso la rilettura di alcuni passaggi, a tratti così dolci ed efficaci, da rappresentare un moto di forza perpetua nell’immaginario del lettore, cui letteralmente strappa le emozioni.

Ci sono epoche storiche negli scritti di Gaiman che possono essere oggetto di moltissimi distinguo perchè questo straordinario genio contemporaneo, ama le citazioni, non solo letterarie, ma sopratutto come metodo narrativo suo, retaggio evidente di un immenso bagaglio di letture che padroneggia con memoria e rispetto.

In ogni suo romanzo, infatti, ritroviamo pezzi di letteratura provenienti da ogni parte del Mondo, provenienti da tempi e periodi diversi, per questo è difficile a volte, scindere il significato letterale delle sue narrazioni, da un grande artefatto sociologico e psicologico della vita, con metafore di stile e argomenti di riflessione filosofica.

In questa sua ultima opera c’è tutta la testimonianza evidente del bagaglio culturale accumulato fino ad oggi, in ogni riga ed espressione.

La storia comincia con la descrizione di un omicidio plurimo, ad opera di un sinistro assassino ed è così intensa e vivida quest’azione da risultare anche sconvolgente, per i suoi tratti di realismo.

Una Famiglia sterminata, in una sola notte.

Un unico sopravvissuto: un pargolo, troppo piccolo per non essere guidato dall’invisibile mano del fato che lo sottrae, con l’astuzia della curiosità e l’irriverenza della semplicità, a questo perverso e spietato eccidio.

La sua inconsapevole fuga lo porta sull’altura di una collina, oltre il villaggio, laddove dimorano i morti: il cimitero.

Questo non è il luogo dell’eterno riposo, bensì un mondo eterno e perpetuamente contemporaneo, dove le anime dei defunti vivono la non – esistenza, quel che resta cioè del sogno che era la vita.

Il figlio dell’uomo viene salvato e poi adottato da una coppia di defunti ed è l’inizio di una serie di storie che, suddivise in capitoli, narrano l’affascinante e misteriosa vita nel cimitero, così ricca di personaggi, aneddoti, pericoli e leggende, in grado di trascinare il lettore pagina dopo pagina, attraverso questa realtà sconosciuta, eppure così straordinariamente avvincente.

Incontreremo i Ghoul, la Strega, il Lupo Mannaro (Mastino dei Dio), conosceremo la magia e ancora avremo la prova che i veri mostri sono sempre in carne ed ossa.

Cresceremo con Nobody Owens (questo il nome del bambino che si farà adolescente e poi ragazzo), vivendo le sue avventure, imparando la sua nuova arte e l’arcano che si cela nel suo passato.

Conosceremo i suoi amici e il suo tutore, Silas, che non è vivo e nemmeno morto, e rappresenta più di quel che la virtù dell’uomo sembra voler ricordare.

Poi scopriremo il segreto dietro l’eccidio della sua Famiglia e il nome che la Confraternita ha dato all’assassino per giustificare i suoi “perchè”.

Gaiman è un tutto: coinvolgente e appassionato, saggio e riflessivo, lascia spazio al lettore e nel contempo sa come coinvolgerlo in questa avventura.

“Il figlio del cimitero” è catalogato come un romanzo per ragazzi, ma io credo che lo debbano leggere tutti coloro che almeno una volta nella vita, hanno capito cosa significa essere adolescenti e sono stati in quel luogo di meraviglie dove i sogni non muoiono mai.

Marco Solferini

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giu

29

Il Club Bilderberg - Daniel Estulin

“Il Club Bilderberg”

La storia segreta dei padroni del Mondo


11Autore: Daniel Estulin

Genere: Giornalismo, attualitĂ  contemporanea

Il Club Bilderberg è un romanzo documentario, in cui l’Autore mescola da un lato, la sua esperienza di ricerca e raccolta informazioni e, in altra misura, la vicessitudine personale riconducibile a questa indagine.

Per capire le ragioni del testo è bene cercare di spiegare alcuni elementi, allo scopo di fare chiarezza o meglio sarebbe, gettare una luce ragionevole, su argomenti che, a tratti, fanno del mistero, una sorta di dogma comunicazionale.

Va detto anzitutto che, chiunque su internet faccia una ricerca sul tema delle societĂ  segrete o delle cospirazioni, si imbatterĂ  in una moltitudine di pagine web dedicate al club Bilderberg.

Il che colloca questa realtĂ  o presunta tale, al centro di un attenzione mediatica molto particolare.

Ciò posto, infatti, è assai opportuno distinguere, nel testo, due distinti, per quanto collegabili, filoni narrativi.

Il primo tende a voler provare l’esistenza del Club.

Il secondo, invece, vuole spiegarne gli scopi.

Per quanto riguarda il primo aspetto, c’è, in calce al libro, un ampia documentazione che, se originale, com’è doveroso credere in ragione della pubblicazione stessa, dimostrerebbe l’esistenza di una realtĂ  corporativa ed il tipo o genere di appartenenze, che ne rappresentano l’esperienza passata e contemporanea (il libro è aggiornato con l’incontro del 2009, quindi il piĂą recente ad oggi).

In particolare, circa la partecipazione alle riunioni annuali, che si svolgerebbero in Nazioni ogni anno diverse, di personalitĂ  di spicco della politica, del mondo dell’imprenditoria e della finanza.

A tal proposito però, occorre aprire una parentesi, perchè realtĂ  analoghe esistono giĂ  da tempo e sono ampiamente legittime nonchè riconosciute. Basti pensare alle riunioni dell’OCSE o del G8 o di circoli dedicati allo studio dell’economia come ad esempio il prestigioso Istituto Aspen.

La ragione di tali incontri, ben noti ai mass media e alla pubblica opinione, è sempre di natura macroeconomica, cioè lo studio delle fluttuazioni per macro aree (come ad es. tutta l’U.E o gli Stati Uniti o l’Asia) di politiche e cicli economici. In questo caso l’economia è intesa come un paziente che dev’essere studiato e, all’occorrenza, analizzato per trovare una possibile cura ai suoi malanni.

L’Autore però, confuta a piĂą tratti questa sorta di spiegazione per analogia, affermando che il Club Bilderberg andrebbe oltre tali intenti poichè lo scopo, reale, sarebbe quello di controllare l’economia mondiale. Di qui anche l’enfasi posta nel sottotitolo del testo: “la storia segreta dei padroni del Mondo”.

E’ ovvio argomentare, a contrario, che se così in effetti fosse, sarebbero davvero riusciti male nel loro intento questi presunti “padroni”, basti pensare del resto alle tante crisi economiche, piĂą o meno impreviste che si sono verificate negli ultimi anni.

Siccome inoltre, l’Autore, pubblica l’elenco dei partecipanti, è obbligatorio rilevare che molte delle societĂ  che sono menzionate, se la sono vista assai brutta in piĂą occasioni, il che delegittima un pò il ruolo di questo Club come di grande fratello Orwelliano dell’economia.

Ma osservando la lista di nomi che l’Autore propone, salta subito all’occhio non tanto la presenza, bensì l’assenza di molti, moltissimi nominativi, piĂą o meno noti.

In particolare, se volessimo monetizzare le assenze, cioè fare un parallelo fra i capitali presumibilmente coinvolti in queste riunioni e quelli che mancano all’appello, ci accorgeremmo che quest’ultimi sono molto piĂą corposi rispetto ai primi.

L’Autore offre una spiegazione che tuttavia, in questo caso, non è mai provata in alcun modo.

Tale sarebbe che il Club nacque nel dopoguerra e quindi nel corso degli anni, e sopratutto dopo che il capitalismo occidentale vinse la guerra fredda contro il sistema socialista dell’ex URSS, gli incontri sarebbero cambiati.

Una sorta di mutazione endemica che avrebbe quindi anche trasformato l’attivitĂ  del Birderberg.

Di questo però non ci sono prove, salvo alcune foto che in buona sostanza ritraggono solo personaggi noti durante dei meeting o degli incontri informali, la natura dei quali non è possibile documentare.

Va inoltre aggiunto che paradossalmente buona parte di queste persone le si può incontrare anche d’estate in localitĂ  turistiche o ristoranti esclusivi.

Cero quello da me offerto è un paragone minimalista, ma vuole semplificare apposta il fatto che, per fare affari, specie nell’epoca delle comunicazioni, forse non è così necessario un simile apparato organizzativo come quello presumibilmente a disposizione di questo Club.

Si deve inoltre aggiungere che buona parte delle societĂ , secondo l’Autore coinvolte, sono anche legate a doppio filo con le stesse Banche o societĂ  finanziarie altresì presenti nell’elenco dei presunti partecipanti.

Il che si presta ad una spiegazione che molto poco ha da spartire con la teoria della cospirazione.

Infatti, dalla mitica favola dell’Orafo, che spiega le origini delle Banche, queste proteggono sempre il capitale investito. In sintesi si pensi ad un Fondo di Investimento che investe una somma in azioni di una societĂ . Orbene, è ovvio che vorrĂ  fare in modo che quest’ultima ottenga risultati positivi e certo è interessato a partecipare alle politiche aziendali. Del resto, ne è praticamente azionista e come tale, socio, al pari di chiunque altro.

Molto spesso poi, chi lavora ad alti livelli nelle c.d. “corporazioni o holding” riceve dei benefici anche in termini di opzioni, azioni o altri prodotti di natura finanziaria, quasi sempre in base al rendimento.

Il che porta ad una sorta di legame a tre, fra la societĂ , la banca finanziatrice e detentrice di partecipazioni o creditrice dell’impresa stessa e i managers che prendono le decisioni, le quali hanno un riflesso, tanto sulla societĂ  quanto sulle Banche, direttamente o indirettamente, coinvolte.

E’ del tutto legittimo presupporre che questa ragione spieghi la presenza, in contemporanea, della finanza laddove è altresì presente l’economia imprenditoriale.

Tuttavia, l’Autore propone teorizzazioni diverse, in particolare cospirative, che chiamano in causa fatti piĂą o meno noti, e per ognuno dei quali è rimessa alla capacitĂ  di discernimento del lettore, valutare se i fatti abbiano o meno una spiegazione alternativa.

Di fatto, purtroppo, forse per cercare di sviluppare il miglior coinvolgimento possibile del lettore, l’Autore spesso insiste nella suspense, creando un aspettativa rivelatrice.

In buona sostanza, suggerisce e a piĂą riprese alza la tensione, facendo credere che da un momento all’altro arriverĂ  la sconcertante rivelazione circa l’innominata veritĂ .

Di tale “pistola fumante” non ho rinvenuto, a titolo personale, alcuna traccia nel testo.

Infatti, a parte la documentazione circa le riunioni effettuate, non v’è prova empirica di quello che accade, a parte una corporsa alea di riservatezza.

Ma anche questa ha una spiegazione molto logica, che chiama in causa proprio i grandi capitali non coinvolti negli incontri. Si pensi anche solo al fatto che intere aree geografiche, come il Medio Oriente o l’Asia o l’America latina sono spesso, o scarsamente rappresentate o addirittura assenti.

E’ ovvio che nell’economia globale i competitori di questa o quella grande societĂ  hanno interesse a sapere quali sono le sue strategie di mercato. Di qui, la necessitĂ , piĂą che comprensibile di essere riservati.


Vengono poi citati, nel corso del testo, a più riprese, altre istituzioni, di vario genere o natura, ognuna delle quali però, se digitata in un qualunque motore di ricerca rivela la propia esistenza, con sedi fisiche, persone che le rappresentano in qualità di Presidenti, Segretari e via dicendo, oltre che numerose pubblicazioni, liberamente acquistabili da chiunque.

Non pare quindi che vi sia nulla di segreto.

Forse l’unico vero elemento che emerge è la scarsa cultura economica nelle societĂ  moderne.

Il disinteresse per materie relegate ai soli addetti ai lavori, unitamente alla loro complessitĂ .

Combinazioni che possono ingenerare la sensazione che esistano dei sottoinsiemi di aggregati i quali cercano di ovviare e rimediare alla lentezza degli apparati politici, cioè alla loro spesso evidente e conclamata inadeguatezza, nel porsi di fronte ai temi dell’economia.


Quindi, una sorta di autoregolamentazione che peraltro in Italia è ampiamente nota, basti pensare al fenomeno delle c.d. norme bancarie uniformi le quali in buona sostanza erano un modo per gli istituti di credito di autoregolamentarsi fra loro.

Se in tutto ciò esiste una forma di ingiustizia va ricercata nel libero mercato e nel danno patito dai consumatori, ma non in attività cospirative. In fin dei conti è tutto molto più umano e meno complesso.

Tutto ciò posto, “Il Club Bilderberg” è una lettura piacevole che può tranquillamente essere il punto di partenza di una analisi sobria e responsabile di alcune tematiche, ma che ritengo dovrebbe essere sopratutto vissuto con un fortissimo sentimento di realismo e pragmatismo.


Marco Solferini.

giu

29

Ritual - Mo Hayder


15Autore: Mo Hayder

Genere: Thriller

“Ritual” è un trhiller ambientato in una Bristol oscura e anticonformista, ricca di dettagli che nascondono la verità.

E’ la storia di un indagine che comincia con il macabro ritrovamento di una mano mozzata, nelle torbide acque del porto, dove sembra dormire una realtĂ  parallela alla vita di tutti i giorni; una realtà che ha covato, nel tempo, un profondo spirito di coabitazione con un malefico istinto primordiale dell’uomo.

Il sergente Phoebe “Flea” Marley è un giovane agente specializzato in ricerche subacquee che si porta alle spalle un passato difficile, devastato da un dramma che ha lasciato profonde ferite e interrogativi che le impediscono di avere una vita comune, senza strascichi di dolore e incomprensione.

E’ affiancata nell’indagine dal detective Jack Caffery, l’uomo risoluto e cinico, autodistruttivo, senza pace, un paradosso di crisi esistenziale ed egocentrismo che sembra destinato ad una ricerca senza tempo: la condanna per avere anch’egli un segreto nel suo passato, una colpa da cui non riesce a sganciarsi.

E’ profonda la vena descrittiva che l’Autrice segna, pagina dopo pagina, per caratterizzare i suoi personaggi e raccontare al lettore le storie di una vita che nel passato, trova ben più di una legittimazione alle azioni e ai dubbi del presente.

C’è un sistematico sviluppo dell’ambientazione che, simile a delle telecamere in movimento, conducono dapprima lentamente, ma in un crescendo di coinvolgimento e partecipazione emotiva, alla definizione degli ambienti e alla scoperta, in prima persona, di un indagine che porta dove l’incubo ha avuto inizio: la ritualitĂ .

Nel testo si sviluppa il dramma di una religione basata sulla magia, il “muti” un prassi barbara e disumanizzante perchè basata su rituali fatti con la “carne” e con il “sangue”.

E’ una credenza che viene dall’Africa, dal tempo remoto. Gli uomini che la praticano oltrepassano il confine che definisce la civiltĂ . Quel che resta è il massacro della pietĂ  all’altare della credenza.

Ambienti atroci, scene crude, destini al singhiozzo, fra la follia e la mutilazione.

Sullo sfondo, il dramma della droga che come una megera infame non abbandona coloro che nel suo grembo trovano riparo, e ha tanti nomi e molte vesti, nel romanzo come nella vita.

La droga è la polvere bianca, la sostanza che, iniettata, porta alla falsa sonnolenza della ragione, ma anche “l’uomo che cammina” e che indica la via al detective Caffery o “l’ibogaina” che porterĂ  Flea a confrontarsi con il suo passato dimenticato, con la memoria che solo dove riposano i morti può conciliare le risposte alle domande piĂą innominate.

Tutto questo si sviluppa in un turbinio di azione, indagine, sospetti, efferati omicidi e drammi esistenziali.

Un avvincente storia. Una narrazione dalle tonalità dark, certamente coinvolgente, degno di una lettura lunga e approfondita, per una prepotente dose di adrenalina.

“Ritual”, è un romanzo in grado di appassionare ed insegnare che c’è sempre un disegno, anche laddove il fato stesso sembra non riconoscerlo e il destino, per quanto brutale, ha qualcosa in serbo per tutti noi, ovunque e in ogni caso.

Marco Solferini

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giu

29

Il pittore di battaglie - Arturo Pérez-Reverte


14Autore: Arturo Pérez-Reverte

Genere: Drammatico, storico, sentimentale


“Il pittore di battaglie” è un romanzo sulla guerra e sull’arte.

L’Autore è Perez Reverte, vero e proprio conquistatore del pubblico a suon di best sellers.

Il tema di fondo è quello di un fotografo che, dopo anni di attività nelle c.d. zone di guerra, decide di ritirarsi nella solitudine di una torre, antistante il mare, dove egli comincia un grande affresco pittorico.

In quest’opera, egli riversa la sua conoscenza dell’arte, ma altresì la competenza acquisita tramite il lavoro di anni. Il tema di fondo è un immagine di guerra, ma i colori e le emozioni rivelano ben altro.

In questo contesto, sopraggiunge una vittima, tanto della guerra quanto del fotografo. Colui che fu immortalato in una posa che gli valse il giro del mondo sulle prime pagine di innumerevoli riviste.

Colui che ritorna dall’inferno sulla terra, per uccidere l’autore di quella foto.

Il romanzo è un lungo confronto sui temi della vita e della morte, ma sopratutto sulla guerra ed in particolare quella dei Balkani, l’eccidio compiuto dai Serbi, la pulizia etnica dei più deboli, peggio armati, meno difesi e forse, persino più inascoltati.

La crudeltĂ  empirica, metodologica delle barbarie, compiute ai danni degli inermi.

La completa assenza di ogni diritto o qualsivoglia protezione che sembrano proiettare l’inutilità di un grido medioevale per il rispetto della natura umana.

E l’osservatore consapevole.

Questo Mondo della comunicazione, dei media che è così vicino eppure così lontano.

Degnamente rappresentato dagli scatti asettici, crudi, minimalisti, una sorta di odierno miniaturismo plastico della fotografia. Immagini che parlano il muto linguaggio dei gesti,

C’è questa alea di silenzio, che si sostituisce alle parole, che apporta lo straordinario sapore di una consapevolezza che oltrepassa i limiti della colpa.

Leggendo lo scempio rabbrividiamo e nel contempo osserviamo l’affresco delle battaglie. L’opera inaugurale che sembra anche il testamento epico e nel contempo asfittico di un uomo qualunque, che ha indossato i panni dell’ipocrisia, senza arte ne parte. L’uomo che in fondo, sopravvive in tutti noi.

Questo apprezzabile parallelismo, condito o meglio forse sarebbe, ornato dal sapiente linguaggio dell’Autore lascia il segno.

Romanzo dotto, appassionante di cultura e ricco di interrogativi etici.

Si fronteggiano, durante la lettura, l’arte intesa come pittura e la fotografia. E’ un lungo excursus di aneddoti, storici, logici, sociologici e persino tecnici in quella che potrebbe definirsi, metaforicamente, una partita “a tennis” fra questi due mondi che concepiscono la realtà.

Ma l’interpretazione chiama sempre in causa il carattere, lo stesso che porta l’uomo, sia esso il fotografo, pittore o il soldato di ventura, a concentrare la propria ragione sul significato delle proprie azioni.

La bellezza interiore annida nell’epopea dell’animo, come una Matrioska essa dispiega le proprie ali di farfalla, inevitabilmente, anche dopo una vita passata a rinchiudersi nel bocciolo.

Di qui la bellezza, persino di ciò che definiremmo brutto.

“Il pittore di battaglie” è un testo per quanti vogliono perforare il mallo della sobrietà e l’arroganza dell’informazione, dedicato certamente a chi crede che il celebre sonno della ragione genera mostri.

Marco Solferini

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giu

29

L’ipnotista - Lars Kaplan



12Autore: Lars Kaplan
Genere: Thriller

L’ipnotista è un thriller a tinte forti: audace, razionale, coinvolgente e travolgente.

Tutto ha inizio con un pluriomicidio brutale, consumato in una notte di sangue.

Una spietata efferatezza nell’uccidere, si mischia alla rabbia di colpi sferrati con insana ferocia.

Una mano mossa dall’odio ha sparso sangue innocente e gettato una sfida alle forze dell’ordine mossa dalla sua forza e dal rancore?

A raccoglierla sarĂ  un medico che pratica l’ipnotismo, da anni a riposo, perchè questa prassi apre le porte ad alcune veritĂ  che spesso non possono essere richiuse.

Verità custodite oltre il carattere e persino al riparo dai ricordi, dove ciò che sembra non può essere né vero né tantomeno reale.

E’ notte quando una chiamata sveglia il Dott. Bark e lo richiama in servizio.

Il nostro protagonista è un sopravvissuto e quella che ci viene narrata è il suo compito è salvare una possibile vittima, ma per farlo occorre portare alla luce un mistero nascosto nei reconditi abissi della mente.

E’ l’inizio di una drammatica caccia all’assassino che a discapito dell’etĂ  sĂ  essere spietato come solo i predatori sanno essere.

Ed è la natura dell’animo piĂą primitivo quella che viene alla luce, quell’animo oscuro che la societĂ  è ancora in grado di coltivare.

Una societĂ  violenta, a tratti incompresa, dove la risposta sembra essere una psicotica sopravvivenza basata sull’affermazione dei propri istinti o di un perverso gioco che si sostituisce alla realtĂ  con la forza e l’autocoinvolgimento della fantasia.

L’Autore sa gestire in modo magistrale la contemporanea degli eventi, per ogni capitolo descrive passo dopo passo, quel che accade ed è maestro nell’utilizzo della descrizione, facendo appello ai dettagli.

Riesce ad essere coinvolgente, senza annoiare e senza mai cadere nel gioco della ripetizione, fornisce invece elementi, punti di vista, panoramiche, tanto degli ambienti quanto delle persone e alimenta con ciò la suspence di ogni capitolo.

Un attivitĂ  d’indagine che si snoda fra i segreti inconfessabili di una mente malata, nella violenza fisica e sessuale, e sullo sfondo il baratro della vita di un uomo con le sue ossessioni, sentimenti, storie di comune esperienza, che si traducono in un viaggio alla (ri)scoperta di quel che rimane.

Il Dott. Bark dovrĂ  combattere i demoni del passato e una mente criminale senza pietĂ : per sopravvivere, dovrĂ  fare appello a tutte le sue capacitĂ .

La realtĂ  degli eventi trascina la Famiglia del Dottore ai limiti delle sue giĂ  passate fratture, verso una rottura che sembra inevitabile quando il rapimento del Figlio getta un ombra sinistra e poco razionale sulle capacitĂ  omicide di una gioventĂą, forse malata, o magari solo mentalmente annoiata.

Lo scalpello narrativo è abile nel porre le basi della forma che assumerĂ  il thriller, ogni elemento sblocca le lancette dell’orologio nella corsa contro il tempo per salvare la vita del fanciullo, ma anche per chiudere i conti con il passato.

L’Autore racconta i dettagli e lascia che siano i dettagli a sviluppare la storia. Creando una sensazione di completo avvolgimento che narra al lettore con un senso di straordinaria partecipazione.

L’azione è “costruita”, “organizzata” e “gestita” come una partita a scacchi. Il suo sviluppo è sempre plausibile, equilibrato e nel contempo avvincente come solo il mistero sa essere.

Il successo di questo romanzo, che qualcuno, riferendosi al suo Autore ha paragonato all’erede di Larsson, è genuino e meritato, non solo perchè è scritto bene, ma sopratutto per l’attivitĂ  espositiva che rimane inalterata, sempre cioè all’altezza della storia e dei personaggi.

L’ipnotista è un romanzo dotato di una straordinaria carica introspettiva, che cresce con lo scorrere delle pagine, rincorrendo un finale mozzafiato.

Marco Solferini

( http://amicideilibri.splinder.com/ )
giu

29

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