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Domenico Monteforte

Articoli marcati con tag ‘Mostra’

 


Mostre di Giuseppe Nubila e Claudia Rachele Giordano

Titolo dell’evento: Personale di Giuseppe Nubiladscn1474-wince1

Artista: Giuseppe Nubila

Spazio espositivo : Caffè emporio

Data di vernissage: 3 novembre Data di chiusura: 29 novembre

Inaugurazione 3 novembre ore 19, Piazza dell’Emporio, 2    00153 Roma

dscn1513-winceA cura di Tiziana Di Bartolomeo e Francesca Romana Afflitto

critica a cura di Gianluca Tedaldi


VISIONA IL COMUNICATO STAMPA COMPLETO


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Titolo dell’evento: La seduzione dell’immagineimg_0274mm-wince

Artista: Claudia Rachele Giordano

Spazio espositivo : Palazzo Abadessa

italiane_al_sole-winceData di vernissage: 7 novembre 2009 Data di chiusura: 6 dicembre 2009


VISIONA IL COMUNICATO STAMPA COMPLETO


nov

3

Roberto Mercoldi - Intro(pro)spettive

Titolo dell’evento: Intro(pro)spettive

 

 

 

 

Artista: Roberto Mercoldi

Spazio espositivo : Zenworld  Via degli Scipioni, 243  - 00192 Roma

Data di vernissage: 21 luglio

Data di chiusura: 31 agosto

Orari di apertura: Info orari  06.3213420 Info mostra 339.6625523

Ingresso libero
Orario di vernissage: 18,30-19,30

Curatrice : Tiziana Di Bartolomeo
Ufficio stampa:  
ufficiostampa@espressionidarte.it ;

www.espressionidarte.it

Testo critico di presentazione:
testo di Gianluca Tedaldi
www.zenworld.it     

www.robertomercoldi.it

 

invitozen1La riflessione sul rapporto fra il tempo e lo spazio fisico è una delle più significative avventure intellettuali della modernità. Le scienze, che hanno ottenuto nel secolo appena trascorso un prestigio straordinario, hanno molto indagato su questa inaspettata continuità che agli stessi filosofi lancia una sfida seria. Nelle arti figurative il Futurismo si è aperto alla velocità (e, quindi al movimento, al tempo-che-scorre) cercando di rappresentare tutto questo con i mezzi della pittura o della scultura. In apparenza, una battaglia perduta perché le forme immobili, fatte per l’eternità, delle arti figurative tradizionali sembrano non avere risorse per coronare l’aspirazione degli artisti ad esprimere l’attualità in trasformazione. Eppure, in Boccioni, Sironi, nella stessa Aeropittura quella che sembrava una difficoltà insormontabile è stata anche l’occasione per scoperte inattese. In effetti, la pittura (anche se si potrebbe dire lo stesso di tutte le arti) va cercando qualcosa di più che la pedissequa imitazione dei fenomeni, ne cerca lo spirito che li ha generati e li fa evolvere. Questo “spirito” che anima cose e avvenimenti non ha bisogno di rivestirsi di molta materia; basta quel minimo che serve ad articolare un linguaggio o, nella pittura, una figurazione. (G. Tedaldi)

Alcune opere di Roberto Mercoldi

 

  Per Info: Tiziana Di Bartolomeo www.espressionidarte.it 

giu

24

Sebastiano Messina - Lo sguardo del sacro

 Lo sguardo del sacro

 

 

Artista:Sebastiano Messina

Spazio espositivo : Castello Aldobrandesco Collacchioni

Data di vernissage: 14 luglio -Data di chiusura: 20 luglio

 Orari di apertura:10-12.30  e  17.30-23

 Ingresso libero

Orario di vernissage: 18,00

Curatrice : Tiziana Di Bartolomeo

Ufficio stampa:   ufficiostampa@espressionidarte.it ;

www.espressionidarte.it

Testo critico di presentazione:

testo di Gianluca Tedaldi

  

01-capLo Sguardo del Sacro

 L’arte fotografica con la crisi dei sistemi visivi e dell’espressività tradizionale (cioè delle tecniche storiche come la pittura da cavalletto), ha raggiunto nell’ultima decade un prestigio imprevedibile. La sua forza sta nell’obiettività, in quel suo accreditarsi come immagine “vera” in quanto ottenuta per via meccanica e con uno strumento non emozionato.

Come si vede, questa premessa mette in un certo senso avanti ragioni che sono opposte a quelle che garantiscono il successo delle fotografie di Sebastiano Messina.

L’artista, infatti, forza il mezzo riproduttivo proprio in direzione della visionarietà. Questo fatto, di cercare la “difficoltà” del proprio strumento o linguaggio e, dopo averla individuata, non fuggirla od aggirarla ma farne un mezzo di incremento della propria intensità creativa costituisce uno dei più affascinanti enigmi della storia artistica. Non è un mistero che proprio dal contrasto di durezza marmorea e cedevolezza epidermica che le sculture berniniane della Galleria Borghese ricevono eterna ammirazione.

Nel caso di Messina, la “durezza” sarebbe ciò che nella nostra esistenza sembra essere un’implacabile determinismo delle cose, una materialità04 senza riscatto di tutti gli oggetti inanimati. L’artista si ribella: vuole cavare vita da ciò che appare inerte o sfruttato o troppo noto, banale. Vuole recuperare il mistero come per indicare che la segreta linfa della vita è solo discesa un poco sotto la superficie, non è spenta.

Il mistero, ciò che spaventa e rigenera allo stesso tempo è quindi in agguato ma non si offre che all’attenzione di chi sia sufficientemente puro dall’insaziabile avidità del possedere e del consumare che ci fa trasformare ogni epifania dell’esistente in merce.

Messina riporta alla patria originaria, alla loro funzione evocatrice quelle cose che meglio si prestano a una simile rigenerazione; le va a cercare nei luoghi dove la stratificazione della vita è più forte, più spessa della polvere del moderno e agitato enciclopedismo turistico che si contenta di nozioni e non cerca apparizioni.

Le immagini di Sebastiano Messina sono parti di un tutto che non può essere contenuto nel limite fisico dell’obiettivo; le cose si danno per allusione, anche per enigmi: come vaticini che interrogano il ricevente ma anche gli svelano qualcosa che aveva sotto lo sguardo ma non sapeva osservare.  Storico dell’Arte Gianluca Tedaldi

 

 

 

Alcune opere di Sebastiano Messina

giu

24

Mostra:”Lo Spirito del Tempo”

SICILIA

1968/2008

“LO SPIRITO DEL TEMPO”

“Lo Spirito del Temdsc_0558po” e’ il titolo della mostra di apertura della sede del nuovo Museo d’Arte Contemporanea di Palermo , il quale ci propone di evidenziare i 40 anni di storia della nostra Sicilia ma anche di presentarci un’ampia selezione di opere acquisite dal 1968 al 2008 nelle collezioni pubbliche e private siciliane.

I numeri non ingannano e anzi al contrario , ci fanno captare l’importanza del passare del tempo in relazione al numero delle opere presenti, per la precisione 43 , che spaziano enormemente all’interno della Storia dell’Arte Contemporanea.

Ed e’ alla luce di ciò che troviamo la presenza di numerosi e svariati movimenti artistici  quali Espressionismo-astratto , Arte Concettuale ,New Dada , Minimal Art e ancora Arte Povera , Informale e quante sono le tendenze artistiche , tanti sono gli artisti che le hanno rappresentate .

Numerosi sondsc_0599o anche gli avvenimenti storici che vengono accennati in modo ben poco silenzioso nell’ambito de “Lo Spirito del Tempo” , quali i Movimenti Pacifisti  a Comiso , la Sentenza dei maxi processi contro la Mafia e ancora la Giunta Orlando a Palermo , la Gara d’appalto per il ponte sullo stretto di Messina sino ad arrivare all’Operazione antimafia “Old Bridge”, ma andiamo in ordine.

L’opera d’apertura e’ quella di Fernando De Filippi intitolata “Le ambiguità apparenti” 3 acquisita nel 1968 ,per l’appunto , nella quale si intravede perfettamente la sua volontà di evidenziare, nel corso degli anni ’60 , proprio la realtà quotidiana . Ma il 1968 risulta essere storicamente , una data rilevante  in quanto rappresenta il dramma di Avola e dal tumulto dei suoi braccianti agricoli .

Sempre al primo piano del Museo di Palazzo Riso emerge la vasta opera in raso dell’artista Alighiero Boetti , artista che esordisce alla fine degli anni ’60 all’interno del movimento Arte Povera e il quale lavoro viene  acquisito nel 1985 e coincidente con i fatti che hanno interessato i contrasti italo-americani a Sigonella.

Ma oltre a queste opere sopra citate , i nostri sensi possono godere di lavori altrettanto considerevoli da quelli di Stefano Arienti, Renato Guttuso, Gianni Colombo a quelli  di Joseph Beuys e Mario Schifano.

dsc_0476Avanzando fra le trame di questo ricco corollario composto da significativi elementi creativi , ci si può addentrare in un affascinante spazio all’interno del quale alloggia un allestimento delle opere studiato in contrasto al materiale povero di cui le pareti sono realizzate .

Mi riferisco in questo caso all’installazione di Luca Vitone intitolata “Memorabilia”, la quale e’ composta da 15 fotografie a colori posizionate al di sopra di una parete , che grazie al suo stato grezzo , fa emergere i punti più salienti dell’esperienza palermitana dello stesso Vitone ,all’interno del Gruppo ’63, attorno al quale ruotavano intellettuali e scrittori come Gillo Dorfles e Renato Barilli.

Opera più mastodontica ed evocativa proprio per le sue dimensioni , e’ l’installazione senza titolo dell’artista Concettuale Jannis Kounellis , acquisita proprio nel 2008 , la quale si estende all’interno di un vasto spazio e servendosi di massicci armadi di legno permette al visitatore di poter ammirare dal basso quello scenario “decorativo”.

Ma Kounellis e Vitone sono solo due degli artisti che hanno caratterizzato questo lungo viaggio volto a terminare nell’ultimo piano di questa vasta collezione. Uguale attenzione meritano i “Turisti” di Maurizio Cattelan , le sculture di Tony Cragg  e  la “ridente” opera di Lara Favaretto.

Un capitolo a parte va dedicato alla scelta mirata e molto accurata dell’allestimento dei pannelli esplicativi grazie ai quali il pubblico può, oltre che usufruire della lettura delle chiare didascalie , attingere circa le relative notizie di ogni opera e il momento storico al momento dell’acquisizione , attraverso delle colonne di carta a strappo ,dalle quali lo spettatore può prelevare i fogli.

Un’esposizione di tutto rispetto che attraversa le più significative tappe delle nostra Terra  , molto spesso denigrata dagli avvenimenti storici , ma altrettanto valorizzata dalle autorità che hanno creduto in Essa , il tutto avvolto da una luminosa aurea che delinea egregiamente l’avvicendarsi del tempo, all’interno delle più differenziate ed emblematiche ricerche artistiche.

Martina Colajanni

mag

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