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Da Roma all’Antica Bisanzio
“Da Roma all’antica Bisanzio”
La neo scuola romana in mostra ad Istanbul.
Artisti : Cristina Annino , Mauro Baldino, Massimo Fiocco, Antonio Laglia, Germana  Ponti, Gianluca Tedaldi
Inaugurazione: 17 ottobre 2009 alle h.18,30
Spazio espositivo : Cemal ReĹźit Rey Konser Salonu
DarĂĽlbedai Caddesi 9, Harbiye - Istanbul
Data di vernissage: Â 17 ottobre 2009
Data di chiusura:Â 31 ottobre 2009
Abstract :InaugurerĂ a Istanbul nella prestigiosa sala dell’auditorio“Cemal ReĹźit Rey Konser Salonu” la mostra di sei pittori italiani , il titolo della mostra è “Da Roma all’antica Bisanzio”. L’evento è un momento di significativa importanza nell’ambito degli scambi culturali tra Italia e Turchia .
Orari di apertura: tutti giorni dalle 9.00 alle 18.00
Ingresso libero
Testo critico di presentazione : Gehum Tabak
Ufficio stampa: a cura di Tiziana Di Bartolomeo
e-mail: ufficiostampa@espressionidarte.it ;
www.espressionidarte.it;
Catalogo in sede
InaugurerĂ a Istanbul nella prestigiosa sala dell’auditorio“Cemal ReĹźit Rey Konser Salonu” la mostra di sei pittori italiani , il titolo della mostra è “Da Roma all’antica Bisanzio”.
L’evento è un momento di significativa importanza nell’ambito degli scambi culturali tra Italia e Turchia . I sei artisti, Cristina Annino, Mauro Baldino, Massimo Fiocco, Antonio Laglia, Germana Ponti, Gianluca Tedaldi, presentano una serie di lavori sostanzialmente degli ultimi dieci anni della loro produzione. Le opere eseguite con varie tecniche pittoriche, si
articolano dal figurativo alla pura essenza cromatica su tematiche della tradizione di Scuola Romana quali paesaggi, figure, riprese delle vestigia dell’antica Roma, con alcuni omaggi alla cittĂ di Istanbul. La peculiaritĂ di questa rassegna non vuole essere la mera rappresentazione di immagini fine a se stessa, ma un momento di riflessione sulla situazione dell’arte contemporanea italiana, confrontandola con la produzione di altre realtĂ artistiche. In un momento in cui i processi di globalizzazione e integrazione si sviluppano in maniera esponenziale in alcune aree del tessuto sociale che si affacciano sul Mediterraneo, gli eventi artistici diventano riferimento prezioso purchè questi processi evolutivi si sviluppino in un contesto armonico e nel rispetto delle proprie tradizioni culturali. Gehum Tabak.
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Ilaria Meli
ILARIA MELI
La sua pittura è legata a una intenzione fortemente coloristica, usa soprattutto i colori ad olio, applicando il colore sul supporto (tela o legno) in maniera molto corposa, come se fosse il colore stesso a comporre l’immaginario dell’artista, attraverso lo spesso strato pigmentato.
La forma che crea è un immagine dettata e riprodotta dalla mente e dai suoi ricordi, dotata di un movimento tremulo, frammentato e deformato, è prodotto da ciò che si ricorda, quindi appare composta per lo più da toni di colore e contorni indefiniti, ma supportata dalle linee compositive importanti.
Per quanto riguarda la punta secca è una passione in via di sviluppo, ma per l’artista è una tecnica dotata grandi porprietĂ espessive e di una forza tale che proviene dal graffio inciso con forza e foga sulla lastra, per poi essere stampato con grande curiositĂ di scoperta.
Sarebbe molto interessata ad affrontare la professione di illustratrice in quanto ha una fervida immaginazione ed è affascinata dalla libertà espressiva che può offrire.
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Alessandra Carloni
ALESSANDRA CARLONI
Da alcune delle mostre in cui ha esposto ….
2006: Il linguaggio della decorazione collettiva degli studenti dell’Accademia Di Belle Arti Di Roma.
2006: “La decorazione per noi”, mostra d’Alessandra Carloni e Ilaria Meli.
2006: “Linoelumgrafie”, collettiva d’incisioni presso il comune di Formello.
2006: Personale presso il Bastione di Sant’Anna a Mondolfo (PU).
2006: “Visibile e Invisibile “ collettiva a San Benedetto Po’ (MT).
2009: “Adrenalina”:collettiva di arti contemporanee organizzata dal Comune di Roma.
2009: “Identità mutanti” collettiva di fotografie, presso il Circolo Culturale Bertold Brecht a Milano.
Qualche dipinto…
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Disegni di Thierry Eilrich
Thierry Eilrich
Â
Disegnatore autodidatta. Ha iniziato fin da bambino continuando,esplorando e studiando il mondo del disegno.
Nato a Metz (Francia) è in Italia da circa 20 anni.
Ama definirsi un cosiddetto “artista di strada”.
Thierry disegna lasciandosi avvolgere dalle note musicali, che lo isolano dal mondo esteriore per entrare in una propria dimensione interiore.
Ama ricercare la perfezione dei dettagli nei sui lavori. I suoi disegni sono molto colorati e dai tratti decisi.
Tematiche figurative,realistiche,fantasy,animali.
 Tecniche
Miste: matite, gessi, acquarelli, china.
Concorsi
Classificato al 15° posto al concorso n. 16 Most Popular indetto da Gigarte
Classificato al 16° posto al concorso n. 3 Big Game, indetto da Gigarte
Classificato al 10° posto al concorso n. 4 Big Game , indetto da Gigarte
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Gino Rocca (Acque tra cielo e terra)
GINO ROCCA
Acque tra cielo e terra
Mostra personale
dal 23 Maggio al 7 Giugno 2009
www.ginorocca.it
Presso la Sala Rosa di Palazzo Meiosi Fracassati realizzata con il Patrocinio del Comune di Budrio e del Circolo Amici delle Arti di Budrio
Si può parlare di arte in svariati modi, con il rigore dello storico, con la conoscenza del critico, con la creativit del poeta, con la passione
dell’artista e della passione per l’arte oggi siamo qui per parlare di Gino Rocca.
Mi piace definire Gino Rocca il pittore della luce e del colore, questo artista riuscito a trovare, per mezzo della luce, la
sua capacità espressiva, perchè per mezzo della luce che i colori acquistano vita nei suoi dipinti.
Studiare e padroneggiare la luce come arrivare al cuore dell’arte pittorica.
C’ nei dipinti di Gino Rocca un senso di attesa luminosa, di solitudine sospesa, una misura del tempo tutta personale, in un mondo descritto da un pittore attento al variare dei cromatismi.
Gino Rocca si misura con il colore quasi in una maniera antica per ci che riguarda il rigore della ricerca colorista, nello stesso tempo ha brillantemente superato i limiti del realismo, riuscendo a sposare la perfezione dell’immagine realista con l’emozione dell’ informale.
L’acqua, che il tema di questa mostra, simile alla luce nel suo essere effimera e mai eguale a se stessa, e questa sfida che Rocca raccoglie diventa ricordo e metafisica del tempo.
Il silenzio e la grandiosità di certi suoi paesaggi sono vissuti in una dimensione concettuale, il bianco delle nuvole, il turchino del mare, si raccolgono in una dimensione vicina al sogno, ecco perchè, a noi che guardiamo, sembra di essere in questi dipinti che riflettono i nostri pensieri.
I riflessi di luce e ombra nell’acqua sono il rovescio della materialitĂ del paesaggio, nel magico istante che contrappone la realtĂ e l’irrealtĂ del sogno.
Rocca rivisita gli sorci naturali, possiede una sicura tecnica e una vocazione innata a fissare sulla tela la multiforme ricchezza del colore.
La trasparenza delle acque, gli struggenti colori degli alberi, gli orizzonti, i mari nordici, quasi scolpiti sulla tela, sono elementi insostituibili nella sua pittura.
L’ impianto del quadro studiato ad arte, i primi piani catturano lo sguardo per condurlo a prospettive pi lontane, le pennellate sono veloci, materiche, vi si vede la volont di fare vibrare il colore ed evocare emozioni.
Dopo tanti anni di ricerche, successi,attenzione all’arte, dopo aver superato i traguardi che la sua stessa capacitĂ gli poneva Gino Rocca può continuare l’emozionante cammino dell’arte che, come sappiamo, non conosce traguardi definitivi, ma lo aspetta per porre altre sfide.
Dott.ssa Fiorella Sales Solferini
Con la collaborazione di Marco Solferini
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Carloluigi Colombo
Carloluigi Colombo tramite la sua arte da lui stesso definita Onirica, vuole gridare al mondo le sue angoscie di uomo contemporaneo,tramite la vasta attivitĂ onirica che assedia da tempo, il sonno e l’animus aeternum dell’artista.
Studiando le sue opere pittoriche si può infatti evincere un colorismo feroce e bestiale ma allo stesso tempo piacevole e spesso sensuale.
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Mostra:”Lo Spirito del Tempo”
SICILIA
1968/2008
“LO SPIRITO DEL TEMPO”
“Lo Spirito del Tem
po” e’ il titolo della mostra di apertura della sede del nuovo Museo d’Arte Contemporanea di Palermo , il quale ci propone di evidenziare i 40 anni di storia della nostra Sicilia ma anche di presentarci un’ampia selezione di opere acquisite dal 1968 al 2008 nelle collezioni pubbliche e private siciliane.
I numeri non ingannano e anzi al contrario , ci fanno captare l’importanza del passare del tempo in relazione al numero delle opere presenti, per la precisione 43 , che spaziano enormemente all’interno della Storia dell’Arte Contemporanea.
Ed e’ alla luce di ciò che troviamo la presenza di numerosi e svariati movimenti artistici quali Espressionismo-astratto , Arte Concettuale ,New Dada , Minimal Art e ancora Arte Povera , Informale e quante sono le tendenze artistiche , tanti sono gli artisti che le hanno rappresentate .
Numerosi son
o anche gli avvenimenti storici che vengono accennati in modo ben poco silenzioso nell’ambito de “Lo Spirito del Tempo” , quali i Movimenti Pacifisti a Comiso , la Sentenza dei maxi processi contro la Mafia e ancora la Giunta Orlando a Palermo , la Gara d’appalto per il ponte sullo stretto di Messina sino ad arrivare all’Operazione antimafia “Old Bridge”, ma andiamo in ordine.
L’opera d’apertura e’ quella di Fernando De Filippi intitolata “Le ambiguità apparenti” 3 acquisita nel 1968 ,per l’appunto , nella quale si intravede perfettamente la sua volontà di evidenziare, nel corso degli anni ’60 , proprio la realtà quotidiana . Ma il 1968 risulta essere storicamente , una data rilevante in quanto rappresenta il dramma di Avola e dal tumulto dei suoi braccianti agricoli .
Sempre al primo piano del Museo di Palazzo Riso emerge la vasta opera in raso dell’artista Alighiero Boetti , artista che esordisce alla fine degli anni ’60 all’interno del movimento Arte Povera e il quale lavoro viene acquisito nel 1985 e coincidente con i fatti che hanno interessato i contrasti italo-americani a Sigonella.
Ma oltre a queste opere sopra citate , i nostri sensi possono godere di lavori altrettanto considerevoli da quelli di Stefano Arienti, Renato Guttuso, Gianni Colombo a quelli  di Joseph Beuys e Mario Schifano.
Avanzando fra le trame di questo ricco corollario composto da significativi elementi creativi , ci si può addentrare in un affascinante spazio all’interno del quale alloggia un allestimento delle opere studiato in contrasto al materiale povero di cui le pareti sono realizzate .
Mi riferisco in questo caso all’installazione di Luca Vitone intitolata “Memorabilia”, la quale e’ composta da 15 fotografie a colori posizionate al di sopra di una parete , che grazie al suo stato grezzo , fa emergere i punti più salienti dell’esperienza palermitana dello stesso Vitone ,all’interno del Gruppo ’63, attorno al quale ruotavano intellettuali e scrittori come Gillo Dorfles e Renato Barilli.
Opera più mastodontica ed evocativa proprio per le sue dimensioni , e’ l’installazione senza titolo dell’artista Concettuale Jannis Kounellis , acquisita proprio nel 2008 , la quale si estende all’interno di un vasto spazio e servendosi di massicci armadi di legno permette al visitatore di poter ammirare dal basso quello scenario “decorativo”.
Ma Kounellis e Vitone sono solo due degli artisti che hanno caratterizzato questo lungo viaggio volto a terminare nell’ultimo piano di questa vasta collezione. Uguale attenzione meritano i “Turisti” di Maurizio Cattelan , le sculture di Tony Cragg e  la “ridente” opera di Lara Favaretto.
Un capitolo a parte va dedicato alla scelta mirata e molto accurata dell’allestimento dei pannelli esplicativi grazie ai quali il pubblico può, oltre che usufruire della lettura delle chiare didascalie , attingere circa le relative notizie di ogni opera e il momento storico al momento dell’acquisizione , attraverso delle colonne di carta a strappo ,dalle quali lo spettatore può prelevare i fogli.
Un’esposizione di tutto rispetto che attraversa le più significative tappe delle nostra Terra , molto spesso denigrata dagli avvenimenti storici , ma altrettanto valorizzata dalle autorità che hanno creduto in Essa , il tutto avvolto da una luminosa aurea che delinea egregiamente l’avvicendarsi del tempo, all’interno delle più differenziate ed emblematiche ricerche artistiche.
Martina Colajanni
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