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Domenico Monteforte

Articoli marcati con tag ‘vincenzo todaro’

 


Mostra - BREAKING SOULS


image Mostra d’Arte Contemporanea

BREAKING SOULS


Artisti: Angela Viola e Vincenzo Todaro

Curatrice: Martina Colajanni


Galleria: Spazio Cannatella


In agenda un appuntamento: ” Invito inaugurazione mostra Breaking Souls”.

Giungiamo nel centro storico di Palermo, in via Papireto 10, luogo in cui si trova lo Spazio Cannatella che ospita la mostra; entrati siamo subito avvolti dalle tante persone intervenute all’evento.

L’atmosfera è particolarmente familiare ma allo stesso tempo qualificata.

Entrando ci colpisce subito l’ imprinting espositivo, in special modo delle opere poste nella parete piĂą grande.     Per un attimo non ci sembra di essere , nel pur bellissimo  Spazio Cannatella, tra le alte pareti e  travi antiche,  ma in uno spazio da “Biennale di Venezia”.

Le opere di Angela Viola e Vincenzo Todaro sono molto belle, loro sono molto bravi, idem la curetala e la galleria, ma nella confusione non riusciamo a trovare la concentrazione necessaria per dar loro il giusto feedback.

La gente infatti commenta, chiede, si complimenta  e crea una piacevole bolla sonora che unita al rinfresco crea un piacevole momento aggregativo che ci distrae per una buona mezzora.

Tuttavia non dimentichiamo il perchè siamo lì e chiediamo alla curatrice Martina Colajanni di spiegarci le opere,  chiediamo a lei per evitare la naturale autoreferenzialità che ne avremmo avuto da un commento diretto di chi le ha fatte.

Capiamo subito che anche lei come tutti coloro che hanno collaborato all’evento, è troppo impegnata ad accogliere i visitatori, potrebbe dedicarci dieci minuti ma  a  noi serve almeno 1 ora!

Però ci da un opuscolo con la sua presentazione delle opere e degli artisti, promettendocci di dedicarci tutto il tempo necessario a fine serata.

Ecco come la curatrice Martina Colajanni descrive Opere ed Artisti: “Un percorso mirato alla riscoperta dell’identitĂ  in un epoca dove smarrimento e mancanza di ideali fanno da padroni. Pittura, collage ed installazione si alterneranno all’interno di un percorso empatico.
La mostra, dal titolo Breaking souls, proporrà una serie di lavori accomunati dalla medesima voglia di svelare i risvolti più inquietanti dell’essere umano.
Gli artisti decidono di intraprendere una ricerca mirata alla comprensione dell’individuo scegliendo un linguaggio che va dal disegno all’installazione.
Vincenzo Todaro, più vicino alla pittura e alla fotografia, crea un lavoro di sottrazione ritagliando i volti dei soggetti scelti. Angela Viola, attraverso i suoi collage, richiama la nostra attenzione creando piccole storie su tela all’interno di scenari surreali. Anche lei, come Vincenzo Todaro, percorre la strada della sottrazione, facendo di questa, un punto di forza più che una reale debolezza.
Una tenace riflessione sulla mancanza, propria dell’uomo moderno, ma anche sulle numerose possibilità che egli ha per cominciare ad esistere realmente, nonostante l’alienazione a cui va incontro.

“Breaking souls come anime in procinto di interrompersi, incapaci di potersi esprimere, ostacolate, distillate in un limbo dal quale è arduo poter sfuggire e nel quale, giĂ  morti, ne perdiamo l’Essenza. Il sentimento che percorre tutte le anime presenti in mostra è quello di totale alienazione, di implacabile congelamento, di morte apparente. Nostalgica, è invece, l’emozione con cui ci si appresta a guardare al passato di questi spettri, che di umano hanno ormai ben poco, e che vivono in una continua fase di “corto circuito”. Ma l’incapacitĂ  di esistere nel presente, non nasconde l’intima volontĂ  di poter esistere nel futuro, come se questo fosse uno dei buoni propositi prima di una morte inaspettata. (Martina Colajanni)”

Ecco che allora iniziamo ad entrare in confidenza con le opere, ne capiamo lo spessore, la natura,  l’obiettivo comunicativo e non possiamo che complimentarci con Angela Viola e Vincenzo Todaro per averci fatto riflettere, per aver richiamato nella nostra memoria ricordi passati ed essere riusciti a farci immedesimare in piacevoli stati d’animo.

Tuttavia senza  una curatela così professionale non saremmo riusciti a capire fino in fondo il codice comunicativo di questi due bravissimi artisti e probabilmente una galleria meno accogliente avrebbe reso l’esperienza meno piacevole.

Siamo stati tra belle persone, avvolti da bellissime opere e cosa piĂą importante ci siamo sentiti a nostro agio, lontanissimi da quegli ambienti autoreferenziali, distanti dalla gente ed antipatici a pelle.

Nessuno degli organizzatori era infatti arroccato in alcun pulpito da cui declinava veritĂ  assolute, nessuno infatti si ergeva a portatore del verbo dell’arte.

Ci siamo sentiti tra amici; tra amici di talento.

COMPLIMENTI A TUTTI!

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